social network

Rischi e vantaggi del mondo dei social network

In questo odierno mondo iperconnesso i social network sono sicuramente le piattaforme di interscambio più utilizzate. Oltre ad avere una buona conoscenza del loro utilizzo è importante interrogarsi sui rischi connessi ad esse.

Che cosa sono i social network?

La nascita dei social network, reti sociali, risale agli anni novanta e vede un’importante espansione nel decennio successivo. I social network sono piattaforme digitali, tipicamente gratuite, che creano connessioni fra i propri iscritti. Queste sono tipicamente fruibili tramite World Wide Web o apposite applicazioni per dispositivi mobili.

A che cosa servono i social network?

Il loro scopo è quello di facilitare la comunicazione, consentendo la condivisione veloce di contenuti digitali. In questo caso le interazioni fra persone saranno dirette ed immediate. Le quattro parole chiave dei social sono:

  • Conoscenza;
  • Comunicazione;
  • Condivisione;
  • Interazione.

Come si usano i social network?

Verrà richiesto ad ogni persona, per accedere a questi servizi, di creare una propria identità digitale, un profilo utente. Per creare il proprio profilo personale basterà inserire pochi semplici dati (nome, cognome e indirizzo email privato). A questo punto inizierà la vera e propria interazione, che consentirà di costruire una rete di conoscenze virtuali, una rete di contatti.

Perché l’utilizzo dei social ha riscontrato una così elevata crescita?

La conoscenza è la base e lo scopo di qualsiasi piattaforma social, poiché permette di connettere contemporaneamente persone di tutto il mondo.
Esistono svariati motivi per cui le persone usano il social:

  • Entrare in contatto con persone, realtà e culture diverse;
  • Svagarsi ed estraniarsi da un mondo reale non sempre roseo;
  • Scopi lavorativi o benefici.

Dopo aver identificato vari motivi di utilizzo dei social possiamo ben immaginare che il loro impiego non sia riservato ai privati cittadini. I social sono utilizzati ormai anche da aziende ed istituzioni statali. Qui vengono impiegati per raggiungere un sempre maggiore parterre di possibili elettori e acquirenti.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio   

In questo mondo di interazioni virtuali dobbiamo fare però attenzione a tre aspetti:

  • Privacy: i social creano una “vetrina dell’immagine”. In essa ogni utente può condivide le proprie passioni ed interessi entrando a contatto con coloro che le condividono. Attenzione però al non esagerare nel condividere esageratamente informazioni personali.
  • Filtro: spesso il social tende ad essere percepito come qualcosa distinto dalla realtà. In questo senso lo stare dietro ad uno schermo durante l’utilizzo crea un filtro. A volte ci si dimentica che dietro ad ogni profilo digitale vi è una persona vera.
  • Informazione: in questa realtà virtuale l’informazione viaggia velocissima ed acquista credibilità tramite la condivisione. Questo è un problema poiché spesso crea accese discussioni basate su informazioni inesatte.

I pericoli dei social

Da questi tre fondamentali aspetti possiamo evincere diversi pericoli che nascono da un inattento, disinformato ed eccessivo uso dei social:

  • Dipendenza da “like”: il social è orami diventato un metodo di identificazione e creazione di autostima. I likes, i messaggi, le richieste di amicizia sono così fondamentali da creare un’inspiegabile euforia nel destinatario. Nello stesso tempo la disconnessione e l’esclusione può creare malessere, come se si rinunciasse ad una cosa importante.
  • Il cyber mobbing e lo stalking: sono corrispettivi digitali di problemi reali. Questi si manifestano solitamente con minacce di violenza, maldicenze ed insulti o pubblicazioni di contenuti intimi. La miglior strategia per proteggersi sarebbe rendere pubblici meno dati personali possibili.
  • Il pericolo del trattamento dei dati: quello a cui non tutti pensano è che chi naviga in rete lascia sempre delle tracce. Questi dati vengono forniti di conseguenza ai giganti della Silicon Valley che ne creano dossier digitali vendibili ai propri partner. Il rischio è che questi dati finiscano nelle mani sbagliate (hacker, cyber criminali, falsari di dati, social engineer, ecc.).
  • Il mondo social resta un mondo reale: avere profili con gaffe, figuracce e cose inadatte può avere ripercussioni sul quotidiano. Il 75% dei responsabili del personale delle aziende si affidano alle piattaforme per farsi una prima idea sui candidati. Alcune informazioni possono essere usate per ricatti e diffamazione. Certamente le piattaforme hanno regole per la cancellazione dei contenuti inadeguati, ma non sempre questi interventi sono immediati.
  • Creazione di problemi sul piano emotivo e sociale: sia per gli adolescenti che per gli adulti. L’utilizzo sbagliato e sofferto dei social crea centinaia di casi di solitudine, ansia, problemi di autostima, bulimia, anoressia e depressione.

Lati positivi dell’utilizzo dei social network  

Il social non presenta solo pericoli ed insidie. Una connessione istantanea può anche facilitare alcuni aspetti del quotidiano se usata consapevolmente e criticamente.
La connessione a queste piattaforme rappresenta per i loro utenti la possibilità di accedere a qualsiasi informazione, aumentando o ristrutturando la propria conoscenza. Le nuove conoscenze acquisite vengono così elaborate, costruite, prodotte e diffuse tramite la condivisione. Le nuove tecnologie dell’informazione velocizzano ed ottimizzano questo processo. La rete non è uno luogo fisico e situato, ma è ovunque. Questo luogo permette di comunicare con sconosciuti, instaurando diversi tipi di relazione e di sentirsi parte di una stessa collettività.

Educare e formare gli individui a essere buoni utenti digitali

I problemi causati dai social sono innegabili, ma forse basterebbe un po’ più di educazione digitale per far si che essi diventino sempre meno pericolosi.

Al 599 Europa pensiamo che l’utilizzo consapevole dei social (come Facebook e Instagram) sia un ottimo metodo di comunicazione e divulgazione. La nostra struttura nasce però come luogo di incontro e collettività. Per questo motivo offriamo postazioni di coworking e sale comuni dove poter lavorare, ma anche incontrarsi e creare nuove reti relazionali.

carte di credito

La moneta elettronica supera la carta di credito

In quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea il pagamento tramite moneta elettronica è utilizzato in larghissima scala. Purtroppo l’Italia si classifica 24esima, su 28, per circolazione di carte di credito attive utilizzate per piccole spese.

Tipi differenti di moneta elettronica

Da anni il mondo della moneta digitale sta investendo nello sviluppo di sempre più fluidi metodi di pagamento elettronico. Possiamo identificare tre differenti circuiti di pagamento innovativo:

  • Carte di credito;
  • Carte di debito (bancomat e carte ricaricabili);
  • Operazioni fintech, mobile payments, instant payments e mobile wallets.

La carta di credito e la carta di debito

Queste sono tessere di plastica dotate di microchip e banda magnetica che permettono di effettuare pagamenti elettronici. I pagamenti elettronici sono effettuabili online o in tutti gli esercenti avente POS (Point of Sale). Inoltre tramite queste potrà essere prelevato denaro dagli sportelli ATM (Automated Teller Machine).
In caso di clonazione, furto o smarrimento di queste carte si potrà richiedere il blocco e la disattivazione immediata.
Entrambe queste carte sono utilizzabili all’estero in circuiti di pagamento come Visa, MasterCard o American Exprerss.

Carta di credito

La carta di credito è emessa dalla banca nella quale si ha il conto. Questa funziona come un costante prestito di soldi virtuali dalla banca, che devono essere successivamente rimborsati. Con essa è possibile effettuare pagamenti anche quando sul conto non vi è la liquidità necessaria. In questo caso il saldo negativo del conto dovrà essere rimborsato alla banca entro 30 giorni dall’operazione. Per evitare eccessivi indebitamenti ogni carta prevede un plafond (tetto di spesa mensile) solitamente intorno ai 1500 euro.
Nel caso si volessero effettuare acquisti e rimborsarli ratealmente dovrà essere richiesta una carta di credito revolving.
Utilizzando queste carte per prelievi di contanti verranno applicate delle commissioni di anticipo contante. Il consiglio quando si è all’estero, soprattutto in Paesi con moneta differente, è di evitare prelievi contanti poiché alle commissioni standard verranno sommati i costi del tasso di cambio.

Carta di debito (bancomat e carte ricaricabili)  

Ciò che differenzia i bancomat dalle carte di credito è che al momento del pagamento i soldi vengo presi direttamente dal conto collegato. Tramite queste carte il saldo del conto non potrà essere negativo.

Le carte prepagate sono un’ottima soluzione per tutti i minorenni. Queste carte dispongono del solo credito che gli viene sopra caricato. Esse possono essere ricaricate anche a distanza. Sono le uniche carte che un minorenne può utilizzare all’estero, anche associandole a circuirti di pagamento come Visa, MasterCard o Maestro.

Operazioni fintech, mobile payments, instant payments e mobile wallets

Questi sono i nuovi metodi di pagamento, più rapidi ed immediati. Seppure gli investimenti in essi sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni essi risultano ancora sotto utilizzati.
Queste nuove piattaforme di valuta online (Satispay, Tinaba, N26, Revolut, ecc.) oltre che effettuare i servizi di pagamento offrono servizi aggiuntivi. Fra quelli più concorrenziali troviamo protezioni assicurative, sistemi di risparmio, app gratuite o messa in uso di carte prepagate per i minori presenti in famiglia. L’incentivo all’utilizzo più interessante è però sicuramente la quota irrisoria del costo delle commissioni.

Perché questi metodi di pagamento sono poco utilizzati in Italia?

In Italia la moneta elettronica è utilizzata quasi esclusivamente per pagamenti di cifre elevate ed acquisti online. A primo impatto si potrebbe pensare che ciò sia causato da un basso numero di terminali per il pagamento. Analizzando i dati scopriamo invece che l’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior numero di POS installati, ma essi non trovano un elevato e concreto utilizzo.
Nel nostro Paese lo scarso utilizzo di questi metodi di pagamento è probabilmente portato da un radicamento molto elevato dell’utilizzo del contante.

Le proposte del nostro Governo a riguardo

E’ ormai un po’ di tempo che la discussione sull’incentivare l’utilizzo di moneta elettronica percorre i corridoi di Palazzo Chigi. Molti degli esponenti dell’esecutivo si sono espressi a riguardo identificando l’argomento come punto importante nel programma di governo.
Il Governo pensa di muoversi secondo diffrenti vie:

  • Incentivi per il pagamento tramite la moneta online;
  • Taglio delle commissioni per autonomi, esercenti e commercianti che si dotano di POS o altri strumenti per pagamenti tracciabili.
    Si pensa di eliminare i costi per pagamenti sotto i 5 euro e ridurli drasticamente per i pagamenti dai 5 ai 25 euro;
  • Introdurre sanzioni per chi non consente l’utilizzo dei pagamenti elettronici. L’obbligo a carico di autonomi, esercenti e commercianti sarà quello di dotarsi di POS.

L’idea sarebbe quella di creare con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) un protocollo di incentivi e sanzioni. A questo proposito il nostro ministro degli esteri Di Maio auspica <<Avremo un meccanismo virtuoso…il contante gira di meno e un’evasione più bassa>>.

Il 599 Europa dalla parte dello sviluppo

Nella nostra struttura il pagamento del proprio posto in coworking o dell’affitto dei nostri uffici arredati e sale riunioni può avvenire tramite il metodo di pagamento preferito dal cliente. Il 599 Europa accetta contanti ed assegni, ma anche bonifici e POS.
Contattateci maggiori informazioni, saremo felici di aiutarvi.

vacanze 2020

Vacanze 2020

Una delle domande più frequenti che si pone quest’Italia post lockdown è: come saranno le vacanze degli italiani in questo strano 2020? In questo articolo proveremo a dare delle risposte su come poter partire in sicurezza ed informati.

In quanti hanno deciso di andare in vacanza in questo 2020?

Il primo semestre di quest’anno è stato molto difficile per tutti gli italiani. La riconferma di problematiche ed incertezze arriva dalle statistiche a proposito delle vacanze estive 2020. La maggior parte dei cittadini italiani resterà nel proprio Paese optando per soggiorni brevi (2-3 giorni). Solamente in pochi ipotizzano vacanze di almeno una settimana. In crescita coloro che prevedono di concedersi una vacanza nei periodi successivi all’alta stagione. Infine troviamo un tasso elevato, rispetto agli anni precedenti, per coloro che sono indecisi a causa di una bassa disponibilità economica.

Vacanze marittime tutte italiane

Le parole chiave delle vacanze italiane saranno: mare, enogastronomia, itinerari green, relax e benessere. Per i moltissimi che resteranno nel nostro Paese si stima che le mete privilegiate saranno Puglia, Toscana e Sicilia.
Proviamo a percorrere le linee guida per le vacanze nel nostro paese:

  • Le camere degli hotel verranno disinfettate con prodotti specifici ad ogni cambio cliente.
    L’accesso alle strutture alberghiere sarà negato ai clienti che presenteranno al momento del check-in febbre permanente uguale o superiore a 37,5°. Se la febbre è da Covid-19 al cliente spetterà un rimborso del soggiorno (voucher, ecc.).
  • Il posto negli stabilimenti balneari dovrà essere prenotato eventualmente per fasce orarie.
    Ad esclusione dei nuclei familiari, i clienti dovranno sempre mantenere il distanziamento interpersonale.
    Gli ombrelloni dovranno essere distanziati creando aree di sicurezza di 10 metri quadrati.
  • La mascherina sarà obbligatoria in tutti i luoghi chiusi e/o aperti nei quali il distanziamento fisico non potrà essere rispettato.
  • Nelle spiagge libere vigono le stesse regole. Avranno in questo caso dovere di controllo i Comuni di riferimento. Molti Comuni per questo hanno creato app e portali per la prenotazione anticipata.

La montagna e le città d’arte italiane?

Le statistiche sulle città d’arte quest’anno non sono per nulla rincuoranti. Luca Patanè, presidente di Confturismo e Confcommercio dice <<Finito il lockdown, la crisi continua>>. Le parole di Patanè illustrano molto bene il flop di prenotazioni nelle città d’arte italiane. Questi luoghi, solitamente al primo posto per quantità di turisti, quest’anno vengono declassati al quarto.

Un altro luogo solitamente molto gettonato in Italia, ma quest’anno sottovalutato è l’alta montagna. Sarà per le restrittive regole su rifugi e trekking?

  • Quest’anno qualsiasi rifugista dovrà prenotare il proprio posto letto, dotandosi di biancheria da camera personale. Ogni letto verrà distanziato di 1,5m e potrà ospitare una sola persona per letto a castello.
  • All’entrata del rifugio, ed in ogni momento senza distanziamento, si dovrà essere dotati di mascherina, guanti ed igienizzante mani.
  • Bevande e pasti verranno fatti consumare il più possibile all’esterno delle strutture. Dove ciò non fosse possibile varranno i distanziamenti a tavola.
  • Zaini ed attrezzature non potranno essere tenute con se, ma dovranno essere riposte nell’apposito spazio creato dal gestore.
  • Nel trekking e nelle attività alpine, poiché sport, non sarà obbligatoria la mascherina. L’unico obbligo nei boschi sarà quello di avere sempre dietro la mascherina ed indossarla all’occorrenza.

Vacanze all’estero che prediligono l’Europa

Non si sa se per vicinanza o abitudine, ma quest’anno le mete estere privilegiate saranno sempre Grecia, Spagna e Francia. L’unica novità sarà la tendenza al visitare l’Austria, sostituta quest’anno dell’Inghilterra.
E’ inevitabile chiedersi come mai l’estero sia così poco gettonato in questo 2020. Oltre ad una risposta legata alle incertezze e paure causate dal Covid-19 possiamo cercare altre risposte.
Una delle cose che più saltano all’occhio sono i triage negli aeroporti.

  • In aeroporto dovrà sempre mantenersi un distanziamento sociale (da 1m a 1.8m). Stesse regole sui trasporti interpista. Sarà evitato ovunque l’affollamento, questo comporterà una riduzione del 50% di qualsiasi capienza.
  • Se si viene trovati con oltre 37,5° all’imbarco si sarà presi in carico dalle autorità sanitarie e sottoposti a tampone. Nell’attesta dei risultati di quest’ultimo esame scatterà la quarantena. Nel momento in cui ciò si verificasse si potrà concordare una nuova data del viaggio, un voucher o il rimborso.

Bonus vacanze

“Si va in vacanza in Italia”, queste le parole del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Queste parole dimostrano la consapevolezza del Governo della situazione dei loro cittadini. Proprio per questo motivo è stato creato il bonus vacanze. Il bonus è utilizzabile dal 1 Luglio al 31 Dicembre, per servizi turistico ricettivi in ambito nazionale.

In cosa consiste il bonus vacanze?

Come stabilito nell’art. 176 del Decreto Rilancio il bonus potrà essere richiesto da:

  • Ogni nucleo famigliare con ISEE, in corso di validità, non superiore a 40mila euro;
  • Un solo membro della famiglia, per saldare i servizi fruiti da tutto o parte del nucleo famigliare.

Il bonus verrà attribuito in base alla composizione del nucleo famigliare:

  • 500 euro per i nuclei composti da tre o più persone,
  • 300 euro per i nuclei composti da due persone,
  • 150 euro per i nuclei composti da una sola persona.

Inoltre ogni richiedente non avrà per forza diritto al massimo importo possibile.
Se il costo del soggiorno sarà minore dell’importo massimo verrà consegnato alle famiglie solo il corrispettivo per il pagamento.
Se il costo del soggiorno sarà maggiore dell’importo massimo il surplus di spesa sarà a carico della famiglia.

In cosa consiste nello specifico l’agevolazione?

Il credito dell’agevolazione viene erogato sotto forma di sconto:

  • All’80% come sconto sul corrispettivo del soggiorno dovuto al fornitore del servizio;
  • Al 20% sotto forma di detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi per l’anno in corso di validità (2020).

Accesso al bonus

La richiesta d’accesso al bonus può essere fatta da uno qualsiasi dei componenti del nucleo famigliare. Il richiedente deve essere in possesso dell’identità SPID o della Carta di Identità Elettronica (CIE). La richiesta dovrà essere inoltrata attraverso l’applicazione per smartphone “IO”. L’app procederà alla verifica dei requisiti e comunicherà l’esito del riscontro.

Dove poter spendere il bonus

Il contributo potrà essere utilizzato in strutture, prenotate direttamente, aventi specifici titoli di attività turistico ricettiva. Non sono incluse attività alberghiere o agrituristica non esercitate abitualmente.
Sul portale di Federalberghi è disponibile un elenco delle strutture turistico ricettive aderenti all’iniziativa del bonus.

Da Decreto il bonus è fruibile:

  • Alberghi e strutture simili,
  • Colonie marine e montane,
  • Affittacamere,
  • Case ed appartamenti per vacanze,
  • Bed & breakfast,
  • Residence,
  • Agriturismi (anche stagionali).

La nostra estate 2020

Qui al Coworking 599 Europa non ci fermiamo mai!
La nostra struttura resterà aperta tutta l’estate in modo da non lasciare nessuno senza un agevole luogo di lavoro.
Il 599 mette a disposizione dei suoi clienti una struttura aperta 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. I nostri spazi sono climatizzati e offrono zone ristoro, per creare uno spazio confortevole anche per coloro che non partiranno per le vacanze d’alta stagione.

pausa caffè

L’abitudine della pausa caffè

In gran parte dei paesi del mondo possiamo definire la pausa caffè come un’abitudine ben consolidata nella vita di ogni lavoratore. Il caffè, per coloro che trascorrono buona parte della loro giornata in ambienti lavorativi, rappresenta un vero e proprio modo per scandire il tempo.

La nascita del mercato del caffè

Volendo partire dall’invenzione del processo di infusione del caffè dobbiamo volgere il nostro sguardo al mondo arabo. È lì che venne scoperto che i chicchi di caffè sprigionano la loro migliore aromaticità in infusione solo dopo una buona tostatura.
Con l’avvento poi delle grandi spedizioni rinascimentali anche il mondo occidentale venne a contatto con questa bevanda. Ben presto divenne un bene richiesto in tutta Europa ed in molti altri Paesi.

La storia della macchina del caffè ed il suo arrivo nelle aziende

Non molti sanno che l’invenzione e l’evoluzione della macchina del caffè espresso è completamente firmata da pionieri otto-novecenteschi italiani.
Il primo innovatore da ricordare è l’ingegnere ed imprenditore alberghiero Angelo Moriondo. Egli, all’Expo Generale di Torino del 1884, presentò e brevettò la prima macchina del caffè. La sua creazione non aveva però fini industriali, infatti era stata progettata per rendere istantaneo e simultaneo il servizio caffè nei suoi ristoranti.
Fu poi il milanese Luigi Bezzera, nel 1901, a brevettare ed industrializzare la prima vera macchina per il caffè espresso. Purtroppo Bezzera non riuscì a commercializzarla su larga scala.
Colui che realmente intuì la potenzialità dell’invenzione di Bezzera fu Desirio Padovani, che iniziò a produrla in serie e commercializzarla nei locali pubblici.
È proprio grazie a questi personaggi di rilievo se oggi tutti noi disponiamo di macchine per il caffè che lavorano repentinamente, senza il bisogno di lunghi processi di preparazione.

Pausa caffè: diritto o privilegio?

Una delle domande che spesso ci si pone è se la pausa caffè sia un diritto di ogni lavoratore, oppure un privilegio rivolto a pochi. Analizzando la legge sulla tutela dei diritti dei lavoratori (Art. 8 D. Igs. N.66/2003) possiamo trovare alcuni punti fondamentali per rispondere a questa domanda. La legge ci dice che ogni lavoratore che utilizzi le sue risorse fisico-intellettuali per almeno sei ore ha diritto a beneficiare di un intervallo-pausa. La durata del break dovrà essere contrattata collettivamente, ma non potrà essere inferiore a 10 minuti.
La pausa sopra identificata non sarà obbligatoriamente adibita a “pausa caffè”, ognuno potrà impiegarla come meglio crede. E’ innegabile però che la tradizione del coffee break è così radicata negli uffici che la maggior parte dei lavoratori la utilizzerà per bere un buon caffè.

Benefici dell’assunzione di caffè

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, per questo è inevitabile chiedersi se il caffè abbia delle proprietà benefiche e/o degli effetti collaterali.
All’interno del seme di caffè sono state identificate più di 900 sostanze benefiche per il corpo. Per questo motivo l’assunzione equilibrata e consapevole del caffè (3-4 tazzine al giorno, non dopo le 18:00) può portare vantaggi per l’organismo. Alcuni dei benefici possono essere:

  • l’effetto digestivo;
  • il miglioramento dell’attività psico-fisica;
  • le proprietà diuretiche e dimagranti poiché stimolanti del metabolismo;
  • i benefici sull’energia, sulla memoria e sulla concentrazione;
  • l’azione preventiva e protettiva nei confronti di alcune malattie.

Controindicazioni e valide alternative al caffè

È importante però ricordare che uno scorretto uso del caffè può mutare tutti i suoi benefici in danni per l’organismo, creando:

  • ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo;
  • insonnia, ipertensione, tachicardia o tremori.

Date le possibili controindicazioni di un eccessivo uso di caffè può essere utile conoscere bevande alternative che contengano quantità esigue di caffeina o ne siano totalmente prive:

  • Orzo: antica bevanda completamente priva di caffeina, che contiene in piccole quantità vitamine e sali minerali. Quest’infusione ha proprietà digestive, antisettiche, antinfiammatorie, di stabilizzazione glicemica;
  • Ginseng: bevanda dall’origine asiatica, possiede proprietà toniche, energizzanti ed ipoglicemizzanti. Famosa per migliorare l’attenzione, le prestazioni ed i tempi di reazione. Diminuisce stress ed affaticamento;
  • Caffè alla cicoria: alternativa priva di caffeina più utilizzata, dal sapore lievemente amarognolo. Questa bevanda è ricca di vitamine, sali minerali, polifenoli e fibre. Ha capacità digestive, depurative, antiossidanti, riequilibranti della flora batterica intestinale e di controllo della glicemia.

La convivialità della pausa caffè nel mondo

Oltre che un diritto, la pausa caffè è sicuramente un momento di convivialità che accomuna tutti gli ambienti lavorativi sociali. Anche in diversi paesi del mondo.
In Germania troviamo la “kaffeeklatsh”, una pausa caratterizzata da chiacchiere e pettegolezzi davanti ad una tazza di caffè.
In Svezia troviamo la tradizione della “fika” (da “kaffe”, caffè) una pausa che scandisce sia la mattina che il pomeriggio dei lavoratori svedesi. Questo particolare break mira alla socializzazione ed allo scambio tra lavoratori. Essa risulta così importante che molte aziende svedesi l’hanno resa obbligatoria. Infatti, si pensa che una migliore socialità riduca lo stress, migliori la produttività ed incrementi l’efficienza di tutti i lavoratori.

La pausa caffè nel nostro coworking

Anche in Italia la pausa caffè è sicuramente un’importantissima abitudine quotidiana. Per questo il nostro coworking offre a tutti i suoi clienti un’area relax dedicata dove rilassarsi, recuperare le energie. E dove fare la conoscenza di altri professionisti presenti all’interno della nostra struttura. La nostra area relax è dotata di macchinette nelle quali potrete trovare caffè ed alternative per tutti i gusti. Inoltre sono messe a disposizione di tutti i coworkers macchinette, una cucina ed uno spazio dotato di tavoli e divani per gustare al meglio ciò di cui ognuno ha bisogno.

Vi aspettiamo per conoscere la nostra struttura, rispettando però le attuali disposizioni governative!

Fase 3: guida al DPCM dell’11 giugno 2020

A partire dal 15 giugno 2020 siamo entrati ufficialmente nella cosiddetta fase 3. In questi mesi comportamenti di individui ed aziende  sono stati regolati e continuano ad esserlo da una serie di misure dettate dai vari Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Un susseguirsi di norme atte a fronteggiare l’avanzamento del Coronavirus, che per la loro complessità e velocità di emissione, hanno gettato gli italiani in un vero e proprio stato di confusione.

Lo scheletro dell’ultimo DPCM

Il DPCM al quale facciamo riferimento nella fase 3 è l’ultimo emesso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 dell’11 giugno 2020. La normativa relativa è entrata in vigore il 15 giugno 2020 e lo sarà sino alla data del 14 luglio 2020. Il Decreto è prolisso e non certo di facile lettura, come d’altronde tutti quelli che lo hanno preceduto. Il nostro scopo è lasciarvi un’infarinatura generale di quella che è la sua ossatura, così da sapere di che cosa si tratta, annoiandovi sì, ma non troppo. Aiutandovi così ad individuare il punto di vostro interesse del Decreto, in modo tale che possiate leggere direttamente sul testo ufficiale solo la parte che regola la materia su cui volete saperne di più. Il cuore del Decreto è la sua prima parte, composta da 11 articoli, seguono gli allegati.

Articolo 1: misure obbligatorie da applicarsi in Italia

Il primo articolo è molto lungo, ma decisamente importante per tutti, perché detta le linee base che devono essere applicate sull’intero territorio nazionale. Nulla è cambiato rispetto alle precedenti normative in merito alla temperatura corporea, è fatto assoluto divieto di uscire dal proprio domicilio con più di 37,5° (a). Concesse finalmente le attività ludiche dei bambini al chiuso e all’aperto, sotto il controllo di operatori che verifichino il rispetto del distanziamento (c). La distanza accordata per l’attività fisica esterna è di 2 m, per quella motoria di 1 m (d). Concessi gli eventi e le competizioni sportive ma solo a porte chiuse (e). Dal 25/06 sono consentiti gli sport di contatto (g). Consentite le manifestazioni pubbliche ma solo in forma statica (i).

Le attività scolastiche

Rimangono sospese le attività scolastiche di ogni grado, dall’asilo all’università (q).Si richiede sia incentivata la didattica online dai dirigenti scolastici (r), nelle Università (s) e nella formazione musicale e coreutica (t). Confermata anche nella fase 3 la sospensione di congressi, riunioni e meeting in cui sia coinvolto personale sanitario (v).

Le aperture riconfermate dall’articolo 1

L’articolo conferma le aperture antecedenti alla fase 3: parchi, ville e giardini con l’obbligo di distanza di almeno 1 m (b); palestre, piscine, centri e circoli sportivi (f); comprensori sciistici (h); sale giochi, scommesse e bingo (l); teatri, sale da concerto, cinema, con posti preassegnati e distanziati (m); i musei (p), luoghi di culto (n), nei quali sono consentite le funzioni religiose (o); e ancora Centri benessere e termali (z). Attivi i servizi di ristorazione (ee); gli esercizi di somministrazione in ospedali e aeroporti (ff); le attività inerenti i servizi alla persona, come estetisti e parrucchieri (gg); i servizi bancari, finanziari ed assicurativi (hh); gli stabilimenti balneari (mm) e le attività ricettive (nn).

Seconda parte dell’articolo 1

Si continua con il divieto per gli accompagnatori di recarsi nelle sale d’attesa e al pronto soccorso (aa). Gli ingressi di parenti e visitatori nelle RSA e nelle strutture di lunga degenza sono consentiti ma devono essere limitati e devono sottostare a misure rigide per evitare il contagio (bb). Sono imposti controlli idonei negli istituti penitenziari e penali per minorenni, con obbligo di isolamento dei sintomatici (cc). Riconfermato il metro di distanza obbligatorio e gli ingressi dilazionati nelle attività commerciali al dettaglio (dd). Riattivato come da precedente fase il trasporto pubblico, con la possibilità per ogni Presidente di Regione di ridurre o sospendere le corse per l’esecuzione degli interventi di sanificazione (ii). Imposte una serie di raccomandazioni per le attività professionali (ll).

Dal secondo al settimo articolo

Nell’articolo 2 l’elenco dei provvedimenti da adottare per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali. L’articolo 3 si sofferma sulle misure di informazione e prevenzione del personale sanitario, da tenersi nei servizi educativi di ogni ordine e grado, negli uffici dell’Amministrazione Pubblica e da parte dei sindaci. Per tutti coloro invece che dovessero muoversi da o verso il bel Paese: disposizioni relative all’ingresso in Italia (4), transiti e soggiorni di breve durata in Italia (5), ulteriori disposizioni in materia di spostamento da e per l’Estero (6), disposizioni navi da crociera e navi di bandiera estera (7).

Dall’ottavo all’ultimo

L’articolo 8 si dedica al trasporto pubblico di linea. Segue la normativa dedicata alle specifiche disabilità, che afferma la non obbligatorietà del distanziamento sociale per chi sia affetto da determinate patologie (9). L’articolo 10 stabilisce quelli che sono gli organi competenti al monitoraggio del rispetto di tutte le disposizioni elencate. L’undicesimo è quello conclusivo perché indica da quando tali regole sono in vigore e fino a quando saranno efficaci.

I protocolli con le Comunità

Con gli undici articoli termina il vero e proprio Decreto. Lo stesso è accompagnato nella Gazzetta ufficiale da alcuni allegati. I primi sette sono dedicati ai culti religiosi, nel dettaglio si tratta dei Protocolli stilati con le Comunità religiose presenti sul territorio nazionale.

La socialità dei più piccoli

Chi nel Decreto cerca maggiori informazioni circa l’incontro dei non adulti, deve concentrarsi sull’allegato 8. In esso il Presidente Conte insieme al Dipartimento per le politiche della famiglia ha definito un Protocollo di linee guida da seguire nella fase 3 per la gestione in totale sicurezza della socialità di bambini ed adolescenti.

Le attività economiche e produttive

L’allegato 9  un documento contenente le indicazioni che guidano passo a passo l’Italia nella riapertura delle attività economiche e produttive. Costituito da infinite schede tecniche, ciascuna relativa ad un determinato settore di attività. In ogni scheda sono appunto specificate le misure da adottare in ogni singolo campo, riconosciute a livello scientifico, per la prevenzione ed il contenimento del virus.

Congressi e grandi eventi fieristici

Una delle schede è dedicata ai Congressi ed ai grandi eventi fieristici. Su questa ci siamo soffermati particolarmente, in quanto Centro Congressi, non potevamo farne a meno. Le direttive della fase 3 impongono che gli accessi siano ordinati allo scopo di eliminare totalmente possibili assembramenti (distanziamento sociale obbligatorio di 1 m).  Tutte le presenze devono essere iscritte su registro da conservare per almeno 14 giorni, in caso di contagio. Qualora prevista una postazione accoglienza o segreteria, la stessa deve avere le dovute barriere fisiche o, in alternativa, risiedere in una posizione riservata. Deve essere misurata la temperatura corporea di tutti i partecipanti. Se presenti guardaroba, oggetti ed abiti devono essere conservati in appositi sacchetti. Non devono mancare igienizzanti mani (collocati in più punti dell’area).

L’informazione ed il ruolo del digitale

L’informazione gioca un ruolo fondamentale: cartellonistica (in più lingue, se presente pubblico straniero), segnaletica e, dove possibile, personale addetto. Il coronavirus ha incentivato all’ennesima potenza il ruolo del digitale in tutti i campi. Anche il documento incentiva l’utilizzo di tecnologie digitali, come ad esempio le prenotazioni online e i pagamenti.

La sistemazione dello spazio 

La manifestazione in fase 3 deve essere statica, dunque, gli utenti devono potersi accomodare. È d’obbligo la sistemazione preventiva delle sedute, che tra l’una e l’altra devono avere uno spazio di almeno un metro; tale distanziamento potrà essere ridotto solo in presenza di eventuali barriere fisiche idonee a proteggere dal contagio. Per quanto riguarda invece i relatori, tavolo e podio devono essere collocati ad una distanza tale che consenta loro di non indossare la mascherina durante gli interventi; a differenza degli uditori e del personale che devono invece mantenere il dispositivo per l’intera durata del Congresso. I dispositivi e le attrezzature, come microfoni, tastiere, telecomandi, ecc. devono essere disinfettati prima dell’utilizzo e protetti da pellicola da sostituire al cambio di ogni utilizzatore.

Materiale informativo ed igienizzazione

È buona norma che durante un Congresso venga distribuito materiale informativo. In questa terza fase eventuale documentazione o gadget però devono essere collocati in appositi espositori distanziati, in modo tale che i partecipanti possano entrarne in possesso in autonomia, con l’obbligo di igienizzazione delle mani prima del contatto. È comunque sempre da preferire il materiale digitale. Per quanto riguarda la pulizia, tutti i locali devono essere sanificati dopo l’utilizzo. Deve essere favorito il ricambio d’aria delle aree. Così come negli impianti di condizionamento, dove possibile, deve essere eliminata la funzione di ricircolo dell’aria. Infine si richiede che nei servizi igienici sia sempre tenuto in funzione l’estrattore d’aria.

 Gli allegati finali

Il Decreto non finisce qui! Seguono una serie di altri allegati, ma su questi ci limiteremo a dirvi solo di che cosa si tratta, così che possiate andare ad analizzarli unicamente se interessati. L’allegato 10 definisce i Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico- scientifico in data 15 maggio 2020, che detto in parole povere è l’insieme di tutte le raccomandazioni sanitarie da seguire per contenere l’epidemia. L’allegato 11 contiene le misure specifiche per gli esercizi commerciali. La sicurezza sui luoghi di lavoro è trattata nel documento che segue, con le indicazioni delle linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di Protocolli di sicurezza anti-contagio; con la distinzione tra cantieri (13), settore del trasporto e della logistica (14) e trasporto pubblico (15). Dulcis in fundo le banali misure igienico-sanitarie da cui siamo ormai bombardati dall’inizio della diffusione del virus.

_Serena