Servizi

Chi utilizza il business center #2

La capacità di rispondere ad esigenze specifiche

  • Tempo. In pochi passi e in breve tempo, chiunque si appoggi ad un Business Center come 599 europa può sfruttare tutti i vantaggi di un ufficio. Per una esigenza estremamente specifica: molto spesso capita da un giorno al successivo, di noleggiare per una giornata l’ufficio a singola postazione (il commercialista, lo psicologo o l’avvocato che devono incontrare il proprio cliente). Oppure la sala riunioni (l’azienda che deve organizzare un meeting o un corso di aggiornamento).
  • Spazio. Molto spesso invece si tratta di piccole o grandi aziende che hanno bisogno di uno spazio pronto all’uso, nell’attesa che la loro sede definitiva sia approntata. Spesso sono aziende che cominciano con contratti a breve termine e rimangono invece per lunghi periodi (da un mese sino anche ad un anno). A volte sono imprese che cominciano quasi per gioco e con una certa curiosità ad occupare i nostri uffici, ma poi ne fanno la loro sede definitiva. A volte anche la sede legale. Oppure si tratta di aziende che decidono di utilizzare i nostri spazi proprio per cominciare la loro attività.

Quali sono i servizi più apprezzati?

Stampante multifunzione, distributori di bevande e snack, telefono VoIP, servizio accoglienza, ricezione postale, domiciliazione legale. Molti clienti sfruttano la presenza della reception dal lunedì al venerdì per poter ricevere i propri acquisti personali (specie durante il periodo natalizio). Il servizio Fermo!Point inoltre è molto apprezzato da clienti esterni per ricevere i propri acquisti.

Dal’azienda al privato

Alcuni professionisti sono entrati con la loro azienda e continuano a sfruttarne i vantaggi come liberi professionisti o addirittura come privati. Così, è capitato più volte che nell’utilizzare per il loro lavoro un ufficio oppure la sala riunioni, questi clienti abbiano poi sfruttato la dimensione del centro congressi per organizzare anche le loro feste private.

Sempre in quest’ottica, alcuni clienti che in passato hanno utilizzato un ufficio o una postazione, tornano nel tempo ad utilizzare altri servizi specifici. Ad esempio, chi ha utilizzato in passato uffici, può tornare a sfruttare i vantaggi della postazione in coworking e della stampante.

L’importanza del Centro Congressi

Per soddisfare a 360° le esigenze dei propri clienti, un Business Center, anche di provincia, non può non proporre a noleggio un Centro Congressi. Il Centro congressi con spazio bar attrezzato, cucina per catering, proiettore ed impianto audio, tavoli e sedie, è infatti utilizzato non solo dai clienti privati per compleanni, anniversari, feste, 18esimi, cerimonie. Ma spesso i clienti degli uffici, della sala riunioni o del coworking, hanno esigenza di sfruttare grandi spazi per organizzare presentazioni in grande stile, inaugurazioni di nuovi prodotti oppure semplicemente corsi e riunioni con più di 20 persone.

Essere in provincia

599 europa è a Volpiano, nella Città Metropolitana di Torino. Poter noleggiare il proprio ufficio in provincia abbiamo visto negli anni essere un vantaggio per molti. I costi di noleggio, infatti, sono minori rispetto al centro città. 599 europa, è vero, non è raggiunto dai mezzi; ma chi vive fuori dalla città solitamente ha l’auto. Dunque è apprezzato il parcheggio, sempre gratuito e disponibile. Come apprezzata è la posizione strategica, nelle vicinanze delle due autostrade A4 e A5.

Le esperienze di chi li usa.

Nel prossimo articolo vi faremo leggere alcune esperienze dirette di clienti che da qualche temo utilizzano gli spazi di 599 europa. Tramite intervista, indagheremo quali sono i vantaggi dell’ufficio pronto all’uso.

 

_Elena

business center

Chi utilizza il business center #1

Business center: una realtà in crescita

Le realtà come business center e spazi di lavoro condiviso sono sempre più utilizzate da professionisti e piccole e medie imprese. Caratteristiche? Spesa ridotta, fissa, all inclusive. L’accesso può avvenire 24/7 oppure essere regolamentato da una reception. In ogni caso, si può abbastanza liberamente accedere al proprio spazio, condiviso o riservato. È possibile ricevere clienti o colleghi ed appoggiarsi ai device presenti in struttura (telefono, connessione internet, stampante). Le principali utenze sono comprese nel costo (giornaliero, mensile o annuale) e si ha solitamente buon margine di personalizzazione del proprio spazio.

Spazi funzionali e pronti all’uso

Ecco perché sono strutture che stanno funzionando. Rispondono alla sempre maggiore richiesta da parte degli utenti di potersi appoggiare in maniera temporanea a spazi funzionali e pronti. L’arredo e le pulizie sono comprese, la corrente e il riscaldamento anche. Inoltre, è molto apprezzato occupare la propria postazione in maniera estremamente flessibile e per tutto il tempo necessario. Poter apporre la propria targa identificativa sulla bacheca di ingresso, è un modo professionale per ricevere i propri clienti, all’interno di uno spazio dove hanno sede molte realtà lavorative differenti.

Chi utilizza questi spazi?

A 5 anni dall’apertura di 599 europa, chi ha utilizzato finora il nostro Centro?

  • Uffici arredati: i principali clienti degli uffici pronti all’uso sono o sono stati professionisti, tra cui ingegnere, geometra, architetto, designer, organizzatrice di eventi. Ma anche consulente finanziario, commercialista, avvocato, curatore fallimentare, consulente del lavoro, psicologo, organizzatrice di incontri. Inoltre piccole e grandi imprese che si occupano di disegno meccanico, piuttosto che di internet security, graphic design, comunicazione, progettazione grafica, telefonia, stampa 3D, noleggio di accessori, trasporti. Ancora, è la sede operativa di agenzie finanziarie, studi di progettazione, studi di ingegneria, aziende che si occupano di ricerca del personale. La possibilità di portare il proprio numero VoIP ha permesso a segretarie e centraliniste di utilizzare gli uffici per rispondere telefonicamente ai loro clienti.
  • Coworking: le scrivanie sono state occupate da designer, agenti e commerciali, disegnatori e progettisti, assicuratori, agenti finanziari. Rappresentano un buon appoggio temporaneo o costante per chi non abbia esigenza di privacy.
  • Sala riunioni: è apprezzata da clienti interni, per ricevere ospiti o svolgere riunioni, quando lo spazio del loro ufficio non sia sufficiente ad accogliere un numero elevato di persone. Oppure quando non vogliano fare entrare i propri potenziali clienti all’interno del loro spazio riservato. Nel tempo è però stata utilizzata anche da aziende esterne, per svolgere corsi di formazione o aggiornamento, meeting e presentazioni.

Domiciliazione

Negli anni sono nate e cresciute realtà di car sharing e noleggio attrezzature, imprese edili, agenzie di wellness, aziende di distribuzione gas, professionisti di IT security, human resources. Tutte queste aziende hanno avuto modo di eleggere a propria sede legale il Centro, essendo più o meno presenti in sede. Avere la propria targa identificativa all’esterno e all’interno del Centro è un modo professionale di ricevere clienti e posta.

Perché vengono utilizzati i business center?

Come già detto, vengono apprezzati per lo più la flessibilità, la presenza di una reception in grado di accogliere secondo specifiche direttive i propri clienti, la possibilità di accedere al proprio spazio 24/7 e quella di ricevere pacchi e posta.

Condivisione o privacy: spesso una scelta

Si può decidere di condividere la pausa caffè oppure di mantenere la propria riservatezza. La presenza opzionale della propria targa fuori dall’ufficio e la pausa caffè rappresentano un buon modo per condividere le proprie esperienze e perché no, fare nascere nuove opportunità lavorative. Non a caso, negli anni sono spesso nate collaborazioni fruttuose tra professionisti, che hanno sviluppato insieme progetti di start up, o tra aziende. È capitato che ex dipendenti di aziende che in passato avevano sede nel Centro, abbiano trovato lavoro in altre aziende interne al Centro.

tempo libero

Il tempo a disposizione

Il tempo libero

Il tempo libero si riduce sempre più, tanto che diventa un obiettivo sempre più desiderato. Oggi, non è importante la quantità di ore da dedicare al proprio lavoro. Infatti, se si è in grado di concentrarsi, possono bastare poche ore ben lavorate per raggiungere i propri obiettivi.

La maggior parte delle attività lavorative richiede la presenza fisica in determinati luoghi, orari e periodi. In molti uffici si timbra ancora, per dimostrare la propria presenza in ufficio. Pensiamo ad esempio agli operai, oppure ai settore pubblico o quello commerciale. Ma quando possibile, poter decidere del proprio tempo è la miglior conquista di un lavoratore. Questo infatti non cerca per forza una riduzione dell’orario lavorativo, quanto la possibilità di scegliere quando lavorare e quanto tempo dedicare ad altre attività.

Cambia il concetto di reperibilità

Anche in aziende dove si timbra il cartellino, grazie ai device di cui i dipendenti sono dotati, questi ultimi risultano sempre reperibili. In un’azienda che si occupa di organizzazione eventi, ad esempio, sarà molto probabile dover preventivare nei weekend e durante le ferie, quando l’utente medio ha giustamente tempo di dedicarvisi. Sarà inoltre opportuno rispondere nel minore tempo possibile, perché questo impone la dura legge della competizione, dove spesso chi si aggiudica il cliente è proprio chi risponde prima.

Alcune aziende, hanno creato sistemi interni che bloccano la ricezione di mail in determinate giornate (nel weekend o nelle ferie). La Francia ad esempio ha introdotto il diritto al riposo dopo le 19.00, rendendo illegale lavorare oltre quell’orario. Altre aziende questo distacco non se lo possono permettere. Oppure gli impiegati preferiscono lavorare in momenti della giornata differenti da quelli canonici.

Disporre il proprio tempo

Quello che il lavoratore idealmente vorrebbe è come abbiamo detto poter disporre del proprio tempo. Come? Alcune misure sono in effetti adottate dalle aziende, per garantire la conciliazione tra vita e lavoro. In particolare, in queste aziende il lavoratore dipendente può liberamente accedere a:

  • flessibilità oraria: scegliendo quando iniziare e terminare la propria prestazione lavorativa, senza orario fisso di ingresso/uscita/pausa. A livello giornaliero e settimanale. Dunque estrema libertà e autonomia, con rispetto dell’orario stabilito dal contratto nazionale;
  • banca ore: le ore svolte oltre il normale orario di lavoro, non vengono retribuite come straordinari, ma inserite in una banca dalla quale attingere all’occorrenza;
  • aspettativa: possibilità di assentarsi dal proprio posto di lavoro, pur conservandolo, per svolgere i propri interessi.

Un caso particolare è il ricorso al part-time. La possibilità di passare all’orario ridotto viene data di diritto infatti solo a chi vive in particolari situazioni famigliari, dunque non per mera scelta del dipendente.

Le priorità del singolo e dell’azienda

A volte non si può scegliere. Altre, si tratta di capire quali sono le priorità del singolo e dell’azienda. Il lavoratore vuole avere la possibilità di scegliere: decido di lavorare durante le ferie, ma dispongo di una banca ore dove butto tutte le ore “straordinarie”, e ne usufruisco all’occorrenza.

Il tempo libero infatti rende più felici dell’equivalente in denaro. I Millennials (giovani tra i 22 e i 37 anni) ad esempio preferiscono aderire a programmi di lavoro agile e avere accesso ai benefit, piuttosto che avere maggiore stipendio. Sempre nell’ottica di poter disporre del proprio tempo. Preferirebbero inoltre poter entrare in ufficio prima, avere pausa pranzo ridotta ed uscire presto dall’ufficio.

Analogamente, quando ai padri viene data la possibilità di dedicarsi maggiormente ai figli (come nei paesi nordici), ne guadagnano in benessere le lavoratrici madri, dunque indirettamente tutta la famiglia. Allo stesso tempo i genitori che lavorano, preferiscono rinunciare alle pause e ad altri benefit, pur di avere più tempo da dedicare alla famiglia.

 

_Elena

orario di lavoro

Orario di lavoro #2

Orario lavorativo: è possibile la riduzione?

Abbiamo già discusso dell’orario di lavoro nel precedente articolo. Perché la diminuzione dell’orario di lavoro porti benessere e produttività, dovrebbero verificarsi alcuni requisiti. In particolare:

  • una diminuzione effettiva della quantità di lavoro. In caso contrario, aumenta ulteriormente lo stress, a discapito del rendimento;
  • un pari trattamento economico rispetto all’orario standard;
  • una uguale o maggiore produttività rispetto all’orario standard;
  • una diminuzione del livello di stress da parte del lavoratore, dunque una maggiore soddisfazione.

Cambio di prospettive per una maggiore flessibilità

Una rivoluzione nell’orario di lavoro è comunque in corso in molte piccole e medie realtà. Sono tante le soluzioni adottate dalle aziende. Come già detto, in primis il ricorso al lavoro agile. Dunque la possibilità di accedere a particolari soluzioni di flessibilità oraria.

Rivoluzione nell’orario di lavoro: l’aiuto della tecnologia

La prospettiva di migliorare o almeno mantenere la produttività, non variando il salario ma riducendo lo stress dei dipendenti, è allettante anche per i sindacati. Secondo questi infatti, la vera rivoluzione sarebbe di sfruttare i progressi della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. A favore di una riduzione nell’orario di lavoro dei dipendenti. Tanto che è stata recentemente avanzata dall’Inghilterra la proposta, da parte proprio della presidente della Federazione sindacale, di passare da 5 a 4 giorni lavorativi alla settimana.

La tecnologia potrebbe infatti non tanto andare a sostituire la presenza umana, quanto collaborare con essa a fare le cose più velocemente. Ciò potrebbe portare ad una riduzione dell’orario lavorativo. A favore di un maggiore tempo libero.

La IDC, azienda specializzata in ricerche di mercato, stima che entro il 2023 i manager dirigeranno dipendenti in maniera sempre meno dipendente dal luogo e dal tempo di lavoro. Dunque dovranno essere rivalutati gli orari di lavoro. Stima inoltre che le aziende doteranno i propri dipendenti di strumentazione sempre più tecnologica (dispositivi indossabili) per migliorare la sicurezza e la produttività del personale.

Ordinario e straordinario

C’è chi vorrebbe lavorare meno, ma prendere lo stesso stipendio, e chi in effetti lavora di più, e comunque prende lo stesso stipendio. Le aziende oggi possono decidere come pagare le ore straordinarie. Queste ore aggiuntive effettuate dal lavoratore dipendente possono essere effettivamente pagate. Oppure possono finire in un monte ore dal quale il lavoratore stesso “pesca” nel momento del bisogno. Un caso particolare è però rappresentato dal ricorso al lavoro agile, nel quale il concetto dello “straordinario” perde di significato. Infatti lo smart working prevede per definizione il lavoro per obiettivi e non per ore. Il datore ne guadagna in quanto non paga le ore eventualmente eccedenti. D’altro canto il dipendente, non avendo obiettivi temporali, non può richiedere uno stipendio maggiore, lavorando fuori dall’ufficio tradizionale.

orario di lavoro

L’orario di lavoro

Orario di lavoro standard

L’orario lavorativo “standard” è rimasto convenzionalmente, dalla rivoluzione industriale, di 8 ore al giorno (indicativamente nell’arco 8.00-18.00). La settimana lavorativa è di 5 giorni, da quando Henry Ford aveva intuito che dare la possibilità ai lavoratori di usufruire di un maggior tempo libero, avrebbe significato maggiore disponibilità a spendere. E dunque a mettere in movimento l’economia. Oggi, nonostante il ricorso a pratiche di maggiore flessibilità in termini di orario di lavoro, la routine vede sempre le 40 ore settimanali, di 8 ore per 5 giorni. In particolare, in Cina si lavora in media 50 ore a settimana, mentre in Italia 38,5 (a causa delle 36 ore della pubblica amministrazione).

Quanto tempo serve per svolgere un lavoro?

Una visione obiettiva di determinate professioni, evidenzia come per svolgere determinati lavori, possano in effetti essere sufficienti 6 ore (e non le canoniche 8). Dunque potrebbe essere auspicabile una riduzione non verticale (con un giorno in meno), ma verticale (con una sorta di part-time, a 6 ore al giorno).

E se si riducesse l’orario lavorativo?

Alcuni Paesi hanno già sperimentato la settimana lavorativa più corta. In Francia la settimana da 35 ore non è stata un successo, in primis perché i dirigenti sono meno credibili, nel lavorare meno ore a settimana. In secondo luogo, perché ad una diminuzione delle ore di lavoro, deve per forza corrispondere un calo nello stipendio.

La riduzione delle giornate lavorative porta ad un miglioramento della qualità della vita. D’altro canto sono i lavoratori stessi che hanno paura a sperimentarla, dal momento che rischiano di guadagnare di meno. I lavoratori sono infatti poco solidali e poco disposti a diminuire il proprio orario a favore di maggiori assunzioni. Piuttosto, sono disposti a lavorare anche di più o prendersi maggiori responsabilità o compiti da gestire, pur di vedere la propria paga più alta.

I lavoratori si trovano così in una situazione controversa: da una parte, vorrebbero più tempo libero, dall’altra non sono disposti a rinunciare a preziosi soldi del proprio stipendio. Per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, alcune aziende hanno così in maniera innovativa, sperimentato una riduzione dell’orario di lavoro sì, ma mantenendo la stessa paga mensile dell’orario standard.

Meno ore ma stipendio invariato: un’utopia?

La compagnia di assicurazioni neozelandese Perpetual Guardian ha sperimentato nell’estate 2018 la riduzione dell’orario di lavoro, mantenendo però invariato lo stipendio dei propri dipendenti. Per due mesi, i 240 dipendenti hanno lavorato per 4 giorni alla settimana, ricevendo il compenso di 5 giorni. Ne è risultato che il 78% dei dipendenti ne abbia beneficiato, godendo il tempo a disposizione, con un minore stress. Prima della Perpetual Guardian anche il colosso Amazon ci aveva provato, in un modo ancora differente. Aveva ridotto a 30 ore settimanali l’orario dei propri dipendenti, decurtandone lo stipendio, ma mantenendo invariati i benefit legati al contratto a tempo pieno. In Svezia, nella sanità hanno sperimentato la riduzione dei turni a sei ore, esperimento che aveva portato alla diminuzione dei giorni di malattia del personale. Anche l’azienda britannica Wellcome Trust in autunno prenderà parte ad un progetto di riduzione della settimana lavorativa.

Non è la prima volta che si assiste alla diminuzione della settimana lavorativa a 4 giorni, ma è la prima che viene mantenuto il salario. L’industria metalmeccanica tedesca, infatti, quando ha toccato il più alto tasso di disoccupazione, ha sperimentato la riduzione della settimana lavorativa a 4 giorni, per dare la possibilità a più persone di lavorare. Ma in questo caso, i dipendenti hanno subito un taglio anche nella busta paga. Anche la Cina sta sperimentando una rivoluzione nell’orario di lavoro, con il weekend che inizia il venerdì pomeriggio. Anche in questo caso lo scopo è un altro, ossia spingere i dipendenti a far girare maggiormente l’economia.

 

_Elena