vacanze 2020

Vacanze 2020

Una delle domande più frequenti che si pone quest’Italia post lockdown è: come saranno le vacanze degli italiani in questo strano 2020? In questo articolo proveremo a dare delle risposte su come poter partire in sicurezza ed informati.

In quanti hanno deciso di andare in vacanza in questo 2020?

Il primo semestre di quest’anno è stato molto difficile per tutti gli italiani. La riconferma di problematiche ed incertezze arriva dalle statistiche a proposito delle vacanze estive 2020. La maggior parte dei cittadini italiani resterà nel proprio Paese optando per soggiorni brevi (2-3 giorni). Solamente in pochi ipotizzano vacanze di almeno una settimana. In crescita coloro che prevedono di concedersi una vacanza nei periodi successivi all’alta stagione. Infine troviamo un tasso elevato, rispetto agli anni precedenti, per coloro che sono indecisi a causa di una bassa disponibilità economica.

Vacanze marittime tutte italiane

Le parole chiave delle vacanze italiane saranno: mare, enogastronomia, itinerari green, relax e benessere. Per i moltissimi che resteranno nel nostro Paese si stima che le mete privilegiate saranno Puglia, Toscana e Sicilia.
Proviamo a percorrere le linee guida per le vacanze nel nostro paese:

  • Le camere degli hotel verranno disinfettate con prodotti specifici ad ogni cambio cliente.
    L’accesso alle strutture alberghiere sarà negato ai clienti che presenteranno al momento del check-in febbre permanente uguale o superiore a 37,5°. Se la febbre è da Covid-19 al cliente spetterà un rimborso del soggiorno (voucher, ecc.).
  • Il posto negli stabilimenti balneari dovrà essere prenotato eventualmente per fasce orarie.
    Ad esclusione dei nuclei familiari, i clienti dovranno sempre mantenere il distanziamento interpersonale.
    Gli ombrelloni dovranno essere distanziati creando aree di sicurezza di 10 metri quadrati.
  • La mascherina sarà obbligatoria in tutti i luoghi chiusi e/o aperti nei quali il distanziamento fisico non potrà essere rispettato.
  • Nelle spiagge libere vigono le stesse regole. Avranno in questo caso dovere di controllo i Comuni di riferimento. Molti Comuni per questo hanno creato app e portali per la prenotazione anticipata.

La montagna e le città d’arte italiane?

Le statistiche sulle città d’arte quest’anno non sono per nulla rincuoranti. Luca Patanè, presidente di Confturismo e Confcommercio dice <<Finito il lockdown, la crisi continua>>. Le parole di Patanè illustrano molto bene il flop di prenotazioni nelle città d’arte italiane. Questi luoghi, solitamente al primo posto per quantità di turisti, quest’anno vengono declassati al quarto.

Un altro luogo solitamente molto gettonato in Italia, ma quest’anno sottovalutato è l’alta montagna. Sarà per le restrittive regole su rifugi e trekking?

  • Quest’anno qualsiasi rifugista dovrà prenotare il proprio posto letto, dotandosi di biancheria da camera personale. Ogni letto verrà distanziato di 1,5m e potrà ospitare una sola persona per letto a castello.
  • All’entrata del rifugio, ed in ogni momento senza distanziamento, si dovrà essere dotati di mascherina, guanti ed igienizzante mani.
  • Bevande e pasti verranno fatti consumare il più possibile all’esterno delle strutture. Dove ciò non fosse possibile varranno i distanziamenti a tavola.
  • Zaini ed attrezzature non potranno essere tenute con se, ma dovranno essere riposte nell’apposito spazio creato dal gestore.
  • Nel trekking e nelle attività alpine, poiché sport, non sarà obbligatoria la mascherina. L’unico obbligo nei boschi sarà quello di avere sempre dietro la mascherina ed indossarla all’occorrenza.

Vacanze all’estero che prediligono l’Europa

Non si sa se per vicinanza o abitudine, ma quest’anno le mete estere privilegiate saranno sempre Grecia, Spagna e Francia. L’unica novità sarà la tendenza al visitare l’Austria, sostituta quest’anno dell’Inghilterra.
E’ inevitabile chiedersi come mai l’estero sia così poco gettonato in questo 2020. Oltre ad una risposta legata alle incertezze e paure causate dal Covid-19 possiamo cercare altre risposte.
Una delle cose che più saltano all’occhio sono i triage negli aeroporti.

  • In aeroporto dovrà sempre mantenersi un distanziamento sociale (da 1m a 1.8m). Stesse regole sui trasporti interpista. Sarà evitato ovunque l’affollamento, questo comporterà una riduzione del 50% di qualsiasi capienza.
  • Se si viene trovati con oltre 37,5° all’imbarco si sarà presi in carico dalle autorità sanitarie e sottoposti a tampone. Nell’attesta dei risultati di quest’ultimo esame scatterà la quarantena. Nel momento in cui ciò si verificasse si potrà concordare una nuova data del viaggio, un voucher o il rimborso.

Bonus vacanze

“Si va in vacanza in Italia”, queste le parole del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Queste parole dimostrano la consapevolezza del Governo della situazione dei loro cittadini. Proprio per questo motivo è stato creato il bonus vacanze. Il bonus è utilizzabile dal 1 Luglio al 31 Dicembre, per servizi turistico ricettivi in ambito nazionale.

In cosa consiste il bonus vacanze?

Come stabilito nell’art. 176 del Decreto Rilancio il bonus potrà essere richiesto da:

  • Ogni nucleo famigliare con ISEE, in corso di validità, non superiore a 40mila euro;
  • Un solo membro della famiglia, per saldare i servizi fruiti da tutto o parte del nucleo famigliare.

Il bonus verrà attribuito in base alla composizione del nucleo famigliare:

  • 500 euro per i nuclei composti da tre o più persone,
  • 300 euro per i nuclei composti da due persone,
  • 150 euro per i nuclei composti da una sola persona.

Inoltre ogni richiedente non avrà per forza diritto al massimo importo possibile.
Se il costo del soggiorno sarà minore dell’importo massimo verrà consegnato alle famiglie solo il corrispettivo per il pagamento.
Se il costo del soggiorno sarà maggiore dell’importo massimo il surplus di spesa sarà a carico della famiglia.

In cosa consiste nello specifico l’agevolazione?

Il credito dell’agevolazione viene erogato sotto forma di sconto:

  • All’80% come sconto sul corrispettivo del soggiorno dovuto al fornitore del servizio;
  • Al 20% sotto forma di detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi per l’anno in corso di validità (2020).

Accesso al bonus

La richiesta d’accesso al bonus può essere fatta da uno qualsiasi dei componenti del nucleo famigliare. Il richiedente deve essere in possesso dell’identità SPID o della Carta di Identità Elettronica (CIE). La richiesta dovrà essere inoltrata attraverso l’applicazione per smartphone “IO”. L’app procederà alla verifica dei requisiti e comunicherà l’esito del riscontro.

Dove poter spendere il bonus

Il contributo potrà essere utilizzato in strutture, prenotate direttamente, aventi specifici titoli di attività turistico ricettiva. Non sono incluse attività alberghiere o agrituristica non esercitate abitualmente.
Sul portale di Federalberghi è disponibile un elenco delle strutture turistico ricettive aderenti all’iniziativa del bonus.

Da Decreto il bonus è fruibile:

  • Alberghi e strutture simili,
  • Colonie marine e montane,
  • Affittacamere,
  • Case ed appartamenti per vacanze,
  • Bed & breakfast,
  • Residence,
  • Agriturismi (anche stagionali).

La nostra estate 2020

Qui al Coworking 599 Europa non ci fermiamo mai!
La nostra struttura resterà aperta tutta l’estate in modo da non lasciare nessuno senza un agevole luogo di lavoro.
Il 599 mette a disposizione dei suoi clienti una struttura aperta 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. I nostri spazi sono climatizzati e offrono zone ristoro, per creare uno spazio confortevole anche per coloro che non partiranno per le vacanze d’alta stagione.

pausa caffè

L’abitudine della pausa caffè

In gran parte dei paesi del mondo possiamo definire la pausa caffè come un’abitudine ben consolidata nella vita di ogni lavoratore. Il caffè, per coloro che trascorrono buona parte della loro giornata in ambienti lavorativi, rappresenta un vero e proprio modo per scandire il tempo.

La nascita del mercato del caffè

Volendo partire dall’invenzione del processo di infusione del caffè dobbiamo volgere il nostro sguardo al mondo arabo. È lì che venne scoperto che i chicchi di caffè sprigionano la loro migliore aromaticità in infusione solo dopo una buona tostatura.
Con l’avvento poi delle grandi spedizioni rinascimentali anche il mondo occidentale venne a contatto con questa bevanda. Ben presto divenne un bene richiesto in tutta Europa ed in molti altri Paesi.

La storia della macchina del caffè ed il suo arrivo nelle aziende

Non molti sanno che l’invenzione e l’evoluzione della macchina del caffè espresso è completamente firmata da pionieri otto-novecenteschi italiani.
Il primo innovatore da ricordare è l’ingegnere ed imprenditore alberghiero Angelo Moriondo. Egli, all’Expo Generale di Torino del 1884, presentò e brevettò la prima macchina del caffè. La sua creazione non aveva però fini industriali, infatti era stata progettata per rendere istantaneo e simultaneo il servizio caffè nei suoi ristoranti.
Fu poi il milanese Luigi Bezzera, nel 1901, a brevettare ed industrializzare la prima vera macchina per il caffè espresso. Purtroppo Bezzera non riuscì a commercializzarla su larga scala.
Colui che realmente intuì la potenzialità dell’invenzione di Bezzera fu Desirio Padovani, che iniziò a produrla in serie e commercializzarla nei locali pubblici.
È proprio grazie a questi personaggi di rilievo se oggi tutti noi disponiamo di macchine per il caffè che lavorano repentinamente, senza il bisogno di lunghi processi di preparazione.

Pausa caffè: diritto o privilegio?

Una delle domande che spesso ci si pone è se la pausa caffè sia un diritto di ogni lavoratore, oppure un privilegio rivolto a pochi. Analizzando la legge sulla tutela dei diritti dei lavoratori (Art. 8 D. Igs. N.66/2003) possiamo trovare alcuni punti fondamentali per rispondere a questa domanda. La legge ci dice che ogni lavoratore che utilizzi le sue risorse fisico-intellettuali per almeno sei ore ha diritto a beneficiare di un intervallo-pausa. La durata del break dovrà essere contrattata collettivamente, ma non potrà essere inferiore a 10 minuti.
La pausa sopra identificata non sarà obbligatoriamente adibita a “pausa caffè”, ognuno potrà impiegarla come meglio crede. E’ innegabile però che la tradizione del coffee break è così radicata negli uffici che la maggior parte dei lavoratori la utilizzerà per bere un buon caffè.

Benefici dell’assunzione di caffè

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, per questo è inevitabile chiedersi se il caffè abbia delle proprietà benefiche e/o degli effetti collaterali.
All’interno del seme di caffè sono state identificate più di 900 sostanze benefiche per il corpo. Per questo motivo l’assunzione equilibrata e consapevole del caffè (3-4 tazzine al giorno, non dopo le 18:00) può portare vantaggi per l’organismo. Alcuni dei benefici possono essere:

  • l’effetto digestivo;
  • il miglioramento dell’attività psico-fisica;
  • le proprietà diuretiche e dimagranti poiché stimolanti del metabolismo;
  • i benefici sull’energia, sulla memoria e sulla concentrazione;
  • l’azione preventiva e protettiva nei confronti di alcune malattie.

Controindicazioni e valide alternative al caffè

È importante però ricordare che uno scorretto uso del caffè può mutare tutti i suoi benefici in danni per l’organismo, creando:

  • ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo;
  • insonnia, ipertensione, tachicardia o tremori.

Date le possibili controindicazioni di un eccessivo uso di caffè può essere utile conoscere bevande alternative che contengano quantità esigue di caffeina o ne siano totalmente prive:

  • Orzo: antica bevanda completamente priva di caffeina, che contiene in piccole quantità vitamine e sali minerali. Quest’infusione ha proprietà digestive, antisettiche, antinfiammatorie, di stabilizzazione glicemica;
  • Ginseng: bevanda dall’origine asiatica, possiede proprietà toniche, energizzanti ed ipoglicemizzanti. Famosa per migliorare l’attenzione, le prestazioni ed i tempi di reazione. Diminuisce stress ed affaticamento;
  • Caffè alla cicoria: alternativa priva di caffeina più utilizzata, dal sapore lievemente amarognolo. Questa bevanda è ricca di vitamine, sali minerali, polifenoli e fibre. Ha capacità digestive, depurative, antiossidanti, riequilibranti della flora batterica intestinale e di controllo della glicemia.

La convivialità della pausa caffè nel mondo

Oltre che un diritto, la pausa caffè è sicuramente un momento di convivialità che accomuna tutti gli ambienti lavorativi sociali. Anche in diversi paesi del mondo.
In Germania troviamo la “kaffeeklatsh”, una pausa caratterizzata da chiacchiere e pettegolezzi davanti ad una tazza di caffè.
In Svezia troviamo la tradizione della “fika” (da “kaffe”, caffè) una pausa che scandisce sia la mattina che il pomeriggio dei lavoratori svedesi. Questo particolare break mira alla socializzazione ed allo scambio tra lavoratori. Essa risulta così importante che molte aziende svedesi l’hanno resa obbligatoria. Infatti, si pensa che una migliore socialità riduca lo stress, migliori la produttività ed incrementi l’efficienza di tutti i lavoratori.

La pausa caffè nel nostro coworking

Anche in Italia la pausa caffè è sicuramente un’importantissima abitudine quotidiana. Per questo il nostro coworking offre a tutti i suoi clienti un’area relax dedicata dove rilassarsi, recuperare le energie. E dove fare la conoscenza di altri professionisti presenti all’interno della nostra struttura. La nostra area relax è dotata di macchinette nelle quali potrete trovare caffè ed alternative per tutti i gusti. Inoltre sono messe a disposizione di tutti i coworkers macchinette, una cucina ed uno spazio dotato di tavoli e divani per gustare al meglio ciò di cui ognuno ha bisogno.

Vi aspettiamo per conoscere la nostra struttura, rispettando però le attuali disposizioni governative!

Fase 3: guida al DPCM dell’11 giugno 2020

A partire dal 15 giugno 2020 siamo entrati ufficialmente nella cosiddetta fase 3. In questi mesi comportamenti di individui ed aziende  sono stati regolati e continuano ad esserlo da una serie di misure dettate dai vari Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Un susseguirsi di norme atte a fronteggiare l’avanzamento del Coronavirus, che per la loro complessità e velocità di emissione, hanno gettato gli italiani in un vero e proprio stato di confusione.

Lo scheletro dell’ultimo DPCM

Il DPCM al quale facciamo riferimento nella fase 3 è l’ultimo emesso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 dell’11 giugno 2020. La normativa relativa è entrata in vigore il 15 giugno 2020 e lo sarà sino alla data del 14 luglio 2020. Il Decreto è prolisso e non certo di facile lettura, come d’altronde tutti quelli che lo hanno preceduto. Il nostro scopo è lasciarvi un’infarinatura generale di quella che è la sua ossatura, così da sapere di che cosa si tratta, annoiandovi sì, ma non troppo. Aiutandovi così ad individuare il punto di vostro interesse del Decreto, in modo tale che possiate leggere direttamente sul testo ufficiale solo la parte che regola la materia su cui volete saperne di più. Il cuore del Decreto è la sua prima parte, composta da 11 articoli, seguono gli allegati.

Articolo 1: misure obbligatorie da applicarsi in Italia

Il primo articolo è molto lungo, ma decisamente importante per tutti, perché detta le linee base che devono essere applicate sull’intero territorio nazionale. Nulla è cambiato rispetto alle precedenti normative in merito alla temperatura corporea, è fatto assoluto divieto di uscire dal proprio domicilio con più di 37,5° (a). Concesse finalmente le attività ludiche dei bambini al chiuso e all’aperto, sotto il controllo di operatori che verifichino il rispetto del distanziamento (c). La distanza accordata per l’attività fisica esterna è di 2 m, per quella motoria di 1 m (d). Concessi gli eventi e le competizioni sportive ma solo a porte chiuse (e). Dal 25/06 sono consentiti gli sport di contatto (g). Consentite le manifestazioni pubbliche ma solo in forma statica (i).

Le attività scolastiche

Rimangono sospese le attività scolastiche di ogni grado, dall’asilo all’università (q).Si richiede sia incentivata la didattica online dai dirigenti scolastici (r), nelle Università (s) e nella formazione musicale e coreutica (t). Confermata anche nella fase 3 la sospensione di congressi, riunioni e meeting in cui sia coinvolto personale sanitario (v).

Le aperture riconfermate dall’articolo 1

L’articolo conferma le aperture antecedenti alla fase 3: parchi, ville e giardini con l’obbligo di distanza di almeno 1 m (b); palestre, piscine, centri e circoli sportivi (f); comprensori sciistici (h); sale giochi, scommesse e bingo (l); teatri, sale da concerto, cinema, con posti preassegnati e distanziati (m); i musei (p), luoghi di culto (n), nei quali sono consentite le funzioni religiose (o); e ancora Centri benessere e termali (z). Attivi i servizi di ristorazione (ee); gli esercizi di somministrazione in ospedali e aeroporti (ff); le attività inerenti i servizi alla persona, come estetisti e parrucchieri (gg); i servizi bancari, finanziari ed assicurativi (hh); gli stabilimenti balneari (mm) e le attività ricettive (nn).

Seconda parte dell’articolo 1

Si continua con il divieto per gli accompagnatori di recarsi nelle sale d’attesa e al pronto soccorso (aa). Gli ingressi di parenti e visitatori nelle RSA e nelle strutture di lunga degenza sono consentiti ma devono essere limitati e devono sottostare a misure rigide per evitare il contagio (bb). Sono imposti controlli idonei negli istituti penitenziari e penali per minorenni, con obbligo di isolamento dei sintomatici (cc). Riconfermato il metro di distanza obbligatorio e gli ingressi dilazionati nelle attività commerciali al dettaglio (dd). Riattivato come da precedente fase il trasporto pubblico, con la possibilità per ogni Presidente di Regione di ridurre o sospendere le corse per l’esecuzione degli interventi di sanificazione (ii). Imposte una serie di raccomandazioni per le attività professionali (ll).

Dal secondo al settimo articolo

Nell’articolo 2 l’elenco dei provvedimenti da adottare per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali. L’articolo 3 si sofferma sulle misure di informazione e prevenzione del personale sanitario, da tenersi nei servizi educativi di ogni ordine e grado, negli uffici dell’Amministrazione Pubblica e da parte dei sindaci. Per tutti coloro invece che dovessero muoversi da o verso il bel Paese: disposizioni relative all’ingresso in Italia (4), transiti e soggiorni di breve durata in Italia (5), ulteriori disposizioni in materia di spostamento da e per l’Estero (6), disposizioni navi da crociera e navi di bandiera estera (7).

Dall’ottavo all’ultimo

L’articolo 8 si dedica al trasporto pubblico di linea. Segue la normativa dedicata alle specifiche disabilità, che afferma la non obbligatorietà del distanziamento sociale per chi sia affetto da determinate patologie (9). L’articolo 10 stabilisce quelli che sono gli organi competenti al monitoraggio del rispetto di tutte le disposizioni elencate. L’undicesimo è quello conclusivo perché indica da quando tali regole sono in vigore e fino a quando saranno efficaci.

I protocolli con le Comunità

Con gli undici articoli termina il vero e proprio Decreto. Lo stesso è accompagnato nella Gazzetta ufficiale da alcuni allegati. I primi sette sono dedicati ai culti religiosi, nel dettaglio si tratta dei Protocolli stilati con le Comunità religiose presenti sul territorio nazionale.

La socialità dei più piccoli

Chi nel Decreto cerca maggiori informazioni circa l’incontro dei non adulti, deve concentrarsi sull’allegato 8. In esso il Presidente Conte insieme al Dipartimento per le politiche della famiglia ha definito un Protocollo di linee guida da seguire nella fase 3 per la gestione in totale sicurezza della socialità di bambini ed adolescenti.

Le attività economiche e produttive

L’allegato 9  un documento contenente le indicazioni che guidano passo a passo l’Italia nella riapertura delle attività economiche e produttive. Costituito da infinite schede tecniche, ciascuna relativa ad un determinato settore di attività. In ogni scheda sono appunto specificate le misure da adottare in ogni singolo campo, riconosciute a livello scientifico, per la prevenzione ed il contenimento del virus.

Congressi e grandi eventi fieristici

Una delle schede è dedicata ai Congressi ed ai grandi eventi fieristici. Su questa ci siamo soffermati particolarmente, in quanto Centro Congressi, non potevamo farne a meno. Le direttive della fase 3 impongono che gli accessi siano ordinati allo scopo di eliminare totalmente possibili assembramenti (distanziamento sociale obbligatorio di 1 m).  Tutte le presenze devono essere iscritte su registro da conservare per almeno 14 giorni, in caso di contagio. Qualora prevista una postazione accoglienza o segreteria, la stessa deve avere le dovute barriere fisiche o, in alternativa, risiedere in una posizione riservata. Deve essere misurata la temperatura corporea di tutti i partecipanti. Se presenti guardaroba, oggetti ed abiti devono essere conservati in appositi sacchetti. Non devono mancare igienizzanti mani (collocati in più punti dell’area).

L’informazione ed il ruolo del digitale

L’informazione gioca un ruolo fondamentale: cartellonistica (in più lingue, se presente pubblico straniero), segnaletica e, dove possibile, personale addetto. Il coronavirus ha incentivato all’ennesima potenza il ruolo del digitale in tutti i campi. Anche il documento incentiva l’utilizzo di tecnologie digitali, come ad esempio le prenotazioni online e i pagamenti.

La sistemazione dello spazio 

La manifestazione in fase 3 deve essere statica, dunque, gli utenti devono potersi accomodare. È d’obbligo la sistemazione preventiva delle sedute, che tra l’una e l’altra devono avere uno spazio di almeno un metro; tale distanziamento potrà essere ridotto solo in presenza di eventuali barriere fisiche idonee a proteggere dal contagio. Per quanto riguarda invece i relatori, tavolo e podio devono essere collocati ad una distanza tale che consenta loro di non indossare la mascherina durante gli interventi; a differenza degli uditori e del personale che devono invece mantenere il dispositivo per l’intera durata del Congresso. I dispositivi e le attrezzature, come microfoni, tastiere, telecomandi, ecc. devono essere disinfettati prima dell’utilizzo e protetti da pellicola da sostituire al cambio di ogni utilizzatore.

Materiale informativo ed igienizzazione

È buona norma che durante un Congresso venga distribuito materiale informativo. In questa terza fase eventuale documentazione o gadget però devono essere collocati in appositi espositori distanziati, in modo tale che i partecipanti possano entrarne in possesso in autonomia, con l’obbligo di igienizzazione delle mani prima del contatto. È comunque sempre da preferire il materiale digitale. Per quanto riguarda la pulizia, tutti i locali devono essere sanificati dopo l’utilizzo. Deve essere favorito il ricambio d’aria delle aree. Così come negli impianti di condizionamento, dove possibile, deve essere eliminata la funzione di ricircolo dell’aria. Infine si richiede che nei servizi igienici sia sempre tenuto in funzione l’estrattore d’aria.

 Gli allegati finali

Il Decreto non finisce qui! Seguono una serie di altri allegati, ma su questi ci limiteremo a dirvi solo di che cosa si tratta, così che possiate andare ad analizzarli unicamente se interessati. L’allegato 10 definisce i Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico- scientifico in data 15 maggio 2020, che detto in parole povere è l’insieme di tutte le raccomandazioni sanitarie da seguire per contenere l’epidemia. L’allegato 11 contiene le misure specifiche per gli esercizi commerciali. La sicurezza sui luoghi di lavoro è trattata nel documento che segue, con le indicazioni delle linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di Protocolli di sicurezza anti-contagio; con la distinzione tra cantieri (13), settore del trasporto e della logistica (14) e trasporto pubblico (15). Dulcis in fundo le banali misure igienico-sanitarie da cui siamo ormai bombardati dall’inizio della diffusione del virus.

_Serena

Rimborsi: consumatori nel panico

Il lockdown ha stravolto piani e progetti futuri, per questo alcune delle norme sull’emergenza Coronavirus  regolano la materia dei rimborsi, facendo chiarezza su quelle che sono le modalità di recupero delle spese effettuate per i servizi negati dalla chiusura forzata.

Dall’emergenza sanitaria all’emergenza economica

Cessata, almeno per il momento, la più dura fase della psicosi collettiva da contagio, gli italiani sono oggi alle prese con un’altra paura: l’inquietudine economica. È infatti con la ripresa della quotidianità che ci si scontra necessariamente con tutte quelle difficoltà economiche che il lockdown ha generato. Si va dalla preoccupazione per l’infinita attesa della cassa integrazione, all’incertezza del mantenimento del posto di lavoro; sino al pensiero meno gravoso ma pur sempre importante, di come ottenere il rimborso di un viaggio mai fatto o di un abbonamento acquistato e mai utilizzato.

Consumatori nel caos

Sono tantissimi i servizi cancellati dai provvedimenti varati dal Governo in questi mesi per fronteggiare l’emergenza. Questi accorgimenti governativi, pur d’obbligo per il contenimento del virus, hanno creato una serie di problemi ai consumatori. Gli stessi sono oggi disposti ad imbattersi in una vera e propria giungla di regole e modalità di rimborso, per recuperare, almeno in parte, le spese sostenute per servizi mai goduti a causa della pandemia.

I rimborsi più richiesti

Chiusi in casa ci siamo persi un sacco di cose. Sono tantissimi i genitori che si chiedono se e come potranno ottenere il rimborso della retta dell’asilo, della scuola o dell’università del proprio figlio. I pendolari che non utilizzeranno più gli abbonamenti dei mezzi pubblici perché bloccati a casa a lavorare in smart working. Ci sono poi tutti quelli che non hanno mai utilizzato l’abbonamento del museo, della piscina, della palestra, o il biglietto di un concerto o di uno spettacolo teatrale. Senza dimenticare i viaggi annullati (d’istruzione, di lavoro o svago), i matrimoni, i compleanni e tutte le feste in genere.

Cosa dice il legislatore

Ogni fattispecie ovviamente ha le sue regole specifiche di rimborso. In generale però vi servirà sapere che il riferimento è unico. Tutto può essere ricondotto all’articolo 1463 del Codice Civile che in buona sostanza stabilisce che se il servizio per cui si è pagato non è stato erogato, per cause non imputabili al consumatore, lo stesso avrà diritto a richiedere il rimborso. Quindi per intenderci, se non avete partecipato al corso di cucina perché avete fatto straordinario tutte le sere del mese allora non potrete richiedere proprio nulla; se invece il corso è stato interrotto perché imposto dalla normativa anti Covid-19, avete il diritto di richiederlo o perlomeno di provarci.

Perchè vi parliamo di rimborsi

Anche 599 europa ha toccato con mano le conseguenze del lockdownn, che ha imposto la chiusura momentanea delle due sale. In tempi normali possono essere noleggiate tutto l’anno (nessun giorno escluso) per ogni tipo di festa, che si tratti di un evento aziendale o privato. Sono stati così colpiti duramente tutti quei clienti che avevano scelto le sale per il loro giorno importante. Un duro colpo in particolare per i futuri diciottenni che in 599 europa avrebbero dovuto festeggiare il raggiungimento della maggiore età. Neanche a dirlo, tutti sono stati rapidamente contattati e rimborsati dell’intero importo versato. Quasi tutti però hanno espresso il loro desiderio di non rinunciare alla festa e di volerla semplicemente posticipare, disposti ad attendere anche mesi. Insomma non un addio ma un arrivederci. Nonostante le ferite inflitte dal virus, le persone non hanno perso la voglia di progettare.

Nessuna interruzione invece dal lato uffici. Nessun accesso è stato negato durante il lockdown. Clienti interni ma anche esterni hanno potuto continuare ad usufruire del noleggio degli uffici e dei servizi annessi. Nulla è cambiato, almeno da quel punto di vista!

_Serena

Noleggio: il futuro del lavoro post Covid-19

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha inaspettatamente stravolto le nostre esistenze. L’unica certezza in un periodo in cui certezze non esistono, è che dopo questa esperienza sconvolgente qualcosa cambierà. Quando tutto questo sarà finito, riprenderemo le nostre abitudini ma certamente sarà dura dimenticare. Le soluzioni adottate durante la pandemia, hanno inevitabilmente cambiato la nostra prospettiva, cosa che, senza questo maledetto virus, difficilmente sarebbe successa. Abiteremo in un mondo differente.  Da domani prediligeremo smart working ed ambienti di lavoro a noleggio.

Il buon vecchio smart working

Adottato già da tempo da qualcuno, conosciuto per la prima volta da molti, lo smart working è entrato definitivamente nella nostra vita grazie al Coronavirus. Molte aziende scettiche al riguardo, hanno necessariamente dovuto accettarlo, scoprendone in fin dei conti diversi benefici. Finita l’emergenza non torneranno più indietro.

Approcciarsi al lavoro smart

Certo non è stato facile all’inizio buttarsi a capofitto sul lavoro da remoto senza esserne preparati.

Sperimentare il lavoro in smart working, per chi ne è completamente a digiuno, non è un gioco da ragazzi; bisogna imparare a convivere con una serie di fattori, dalla gestione del proprio tempo in autonomia in un ambiente che non è quello tipicamente lavorativo, sino agli aspetti più pratici: avere una buona connessione, l’illuminazione adatta, lo spazio necessario, una seduta comoda, ecc.

L’importanza della sicurezza ai tempi del Coronavirus

Si dice che una volta provato, molte aziende, per un risparmio di tipo economico, continueranno a chiedere ai propri dipendenti di lavorare da casa. Ma è pur vero che in un momento come questo, l’azienda deve poter garantire al proprio lavoratore un ambiente che sia idoneo, flessibile e sicuro.

Mai come oggi la nostra salute deve essere al primo posto. Per questo è necessario il rispetto di una serie di norme che un ambiente come un coworking può garantire.

Le misure di 599 europa

Le azioni messe in campo gratuitamente da 599 europa sono:

  • Controllo della temperatura corporea tramite termoscanner a dipendenti, fornitori, ospiti esterni e clienti (su base volontaria per quest’ultimi);
  • Posa all’entrata principale di un tappeto per l’igienizzazione della suola delle scarpe;
  • Fornitura di gel mani disinfettante all’ingresso di ogni piano, in caso di utilizzo delle sale riunioni, ed in prossimità di tutte le stampanti, chiedendone l’uso prima dell’utilizzo;
  • Controllo dell’adozione di mascherine negli ambienti comuni;
  • Controllo del rispetto delle distanze di sicurezza da parte di ciascuno, anche mediante appositi cartelli e segnali a terra;
  • Dotazione di un piccolo dispositivo personale tascabile, grazie al quale tutti possono toccare maniglie, tasti ed interruttori, eliminando il contatto diretto con l’oggetto;
  • Pulizia costante di tutti i luoghi;
  • Sanificazione degli spazi e dell’impianto di condizionamento tramite società specializzate.

Flessibilità: la parola chiave di questa emergenza

Flessibilità mentale e flessibilità lavorativa sono più che mai aspetti fondamentali in questo periodo storico: tutto può cambiare rapidamente da un momento all’altro, adesso ne siamo consapevoli. Non si può sapere quando finirà, cosa succederà da qui alla fine dell’emergenza e cosa accadrà dopo.

Abbiamo capito che le skills più richieste in futuro saranno: sapere lavorare a distanza, essere in grado di reinventarsi, ma soprattutto saper cambiare ed adattarsi rapidamente.

 Il noleggio in un batter d’occhio

Questo bisogno di flessibilità, soprattutto nel mondo del lavoro, più che mai si sposa con l’idea di noleggio.

Il noleggio di un ufficio ben risponde a quelle che sono le esigenze di aziende e professionisti in un mondo ormai segnato dal Covid-19.

In primis servono ambienti di lavoro alternativi allo smart working casalingo che siano rapidamente accessibili senza troppa burocrazia, che di questi tempi eccede.

Un ufficio a noleggio, proprio come quelli di 599 europa, è già arredato e pronto all’uso. Il contratto è velocemente stipulabile, basta una firma per iniziare a lavorare con tutto ciò che occorre. Non servono altri acquisti o contratti di servizi con fornitori di luce, gas, utenze, ecc.

Zero vincoli

Il virus ha generato in tutti una grande paura del futuro. In un momento di disorientamento come questo, la voglia di rischiare è inversamente proporzionale all’aumento della precarietà.

Si prediligeranno contratti che non comportino grossi vincoli come l’impegno di ingenti capitali o obblighi di preavviso elevati. A differenza di un contratto di locazione, il noleggio permette all’azienda o alla persona fisica di essere libera da responsabilità economiche di lunga durata.

Il meeting quando vuoi

La burocrazia ridotta all’indispensabile e i vincoli temporali azzerati sono i contributi concreti che fan sì che chi noleggia un ufficio in 599 europa sia sempre più avanti rispetto agli altri.

La possibilità di noleggiare una sala riunioni solo all’occorrenza (realtà possibile in 599 europa), agevola di molto l’azienda o il gruppo di colleghi e collaboratori.

Se è vero che molti continueranno a prediligere il lavoro da casa e quindi le videochiamate, non si potrà vivere di call in eterno. Ad un certo punto per l’individuo sarà fisiologica l’esigenza, almeno ogni tanto, di incontrarsi e fare il punto faccia a faccia per una gestione ottimale del proprio piano di lavoro. Siamo pur sempre essere umani.

_Serena