Perché e come scegliere una sala per feste

Grazie al noleggio tanti beni e servizi, un tempo per pochi, sono diventati negli ultimi anni accessibili a molti. Con questa formula, infatti, tutti possono usufruire di qualsiasi cosa senza l’onere dell’acquisto. È sempre più diffuso il noleggio a breve termine, non solo di beni mobili ma anche immobili: stanze, uffici, sale e intere location; da oggi chi non possiede lo spazio giusto, non deve più fare alcuna rinuncia. Perché non noleggiare, ad esempio, una sala o un’intera location in esclusiva per festeggiare un evento importante e sentirsi unici per un giorno? Sono sempre più numerose le location a noleggio che propongono servizi ad hoc per soddisfare tutte le esigenze del festeggiato.

Cosa si festeggia di più?

Non solo matrimoni e cerimonie ma ogni occasione è quella giusta per festeggiare: un compleanno, il conseguimento di una laurea, un anniversario, un addio al nubilato/celibato, la fine della scuola e tanto altro. Ma cosa si festeggia di più? L’evento di tendenza degli ultimi anni è il diciottesimo; sempre più genitori sono disposti a spendere qualsiasi cifra per rendere questa occasione speciale per i propri figli. La festa in tavernetta o nel giardino di casa, la cena al ristorante o il tavolo riservato in discoteca non bastano più, oggi i diciottenni sono sempre più esigenti e pretendono l’esclusività.

Il diciottesimo: una festa moderna?

Al contrario di quanto si pensa, festeggiare la maggiore età non è una prassi tipica degli ultimi anni; questa festa affonda le sue radici nel passato. Così come per i ragazzi d’oggi il diciottesimo simboleggia la cerimonia d’ingresso nel mondo degli adulti, il Debutto in Società decretava per i giovani del Settecento l’entrata in società, il momento in cui iniziare a guardarsi intorno per trovare il buon partito e lasciare finalmente la casa paterna. Certo lo scopo dei nostri contemporanei non è lo stesso, l’obiettivo oggi non è trovare moglie o marito, ma festeggiare con un po’ di sregolatezza insieme ad amici e parenti un traguardo tanto aspettato, una sorta di trampolino di lancio verso la vita vera, quella degli adulti. Con la celebrazione del diciottesimo compleanno si acquistano ufficialmente tante responsabilità ma anche libertà e indipendenza: finalmente la possibilità di firmare le giustificazioni, tatuarsi, guidare, votare, viaggiare da soli e iniziare a gestire il proprio denaro. E allora perché non festeggiare alla grande? Tutto deve essere perfetto e indimenticabile.

Come scegliere il posto giusto?

Visto il valore del diciottesimo, organizzare la festa e trovare la location adatta è un compito piuttosto difficile. Spesso ci si trova a dover fare una scelta senza sapere effettivamente come. Decidere dove festeggiare non è mai facile, per questo è fondamentale considerare alcuni fattori, ovviamente validi non solo per l’organizzazione del diciottesimo compleanno ma di qualsiasi evento.

Valutate i collegamenti stradali

Innanzitutto è importante valutare dove si trova la location; mai sottovalutare la vastità delle conoscenze di un diciottenne: compagni di scuola, di calcio, di danza, amici d’infanzia e del quartiere, cugini e parenti; alla stessa festa potrebbero partecipare persone provenienti da posti completamente diversi e soprattutto lontani. Dunque, è fondamentale che la location sia ben collegata a più arterie stradali in modo che tutti abbiano la possibilità di raggiungerla comodamente in auto. Una location vicina all’uscita di un’autostrada, ad esempio, sarà sicuramente più gradita rispetto ad un luogo raggiungibile attraverso una strada secondaria mal segnalata.

Qual è la capacità della sala?

È un dato di fatto che a tutti gli adolescenti piaccia far festa, quindi aspettatevi che un invitato chieda di portare con sé degli amici; ragion per cui è consigliabile considerare sempre qualche persona in più rispetto la lista iniziale fatta dal festeggiato. Sappiate che utilizzare una sala di piccole dimensioni per un evento più grande, potrebbe risultare piuttosto pericoloso in termini di sicurezza. La capacità dichiarata di una sala deve sempre essere rispettata e mai sottovalutata perché stabilita sulla base di attenti calcoli dettati dalle norme vigenti. Scegliete una location che non sia costituita da un’unica sala ma che garantisca una soluzione più ampia in caso di un aumento del numero di invitati all’ultimo minuto.

Considerate i limiti di orario

La maggior parte delle location impone limiti orari ben precisi. Sarebbe davvero un peccato spegnere la musica proprio nel più bello della festa; un evento indimenticabile deve poter durare anche tutta la notte. Scegliete dunque un luogo dove non ci siano imposizioni di orario, ciò farà felici non solo i ragazzi ma anche i genitori che non saranno costretti ad alzarsi nel cuore della notte per andare a riprendere i figli, bensì potranno comodamente raggiungerli il mattino dopo.

Pensate a quali servizi vi servono

Tutte le location propongono servizi ad hoc per rendere l’occasione unica: catering, servizio barman per l’intera durata dell’evento, deejay, intrattenimento, fotografo e tanto altro. Molto spesso capita però che al cliente venga imposto di usufruire necessariamente dei riferimenti forniti dalla struttura. La location ideale è quella pronta ad assecondare con i propri servizi tutte le richieste del festeggiato, ma al tempo stesso consenta al cliente di utilizzare eventualmente un proprio riferimento (un amico deejay, un catering o un fotografo già provato), o addirittura di non usufruire di alcun servizio aggiuntivo. La libertà di utilizzare chi si preferisce è importante sia per la riuscita dell’evento sia per le tasche di chi paga.

L’importanza del videoproiettore

L’ultima tendenza fra i giovani è il prediciottesimo: un video, girato rigorosamente qualche mese prima del compimento della maggiore età, di cui il futuro festeggiato è l’indiscusso protagonista. Una sorta di videoclip musicale dove il quasi diciottenne si mostra in tutta la sua bellezza; dura tra i 6 e i 20 minuti, può essere realizzato dal ragazzo stesso o addirittura da professionisti, deve essere pubblicato prima in rete e successivamente mostrato durante la festa. Fate dunque attenzione alla strumentazione fornita; per un diciottesimo cool scegliete una location dotata di videoproiettore con eventuali microfoni, ancor meglio se disponibili in esclusiva e per l’intera durata dell’evento.

Perché festeggiare da 599 europa?

Con questa lista alla mano, scegliete la location più adatta alle vostre esigenze.

Ricordate che per una buona riuscita dell’evento, ogni stress per voi e gli invitati deve essere bandito. Festeggiando da 599 europa, infatti, gli ospiti potranno raggiungere facilmente la location, perché collocata in posizione strategica tra le uscite delle autostrade TO-MI e TO-AO; e posteggiare comodamente le proprie auto nell’ampio parcheggio riservato. Disponibili due sale di capienza diversa, comunicanti attraverso una zona bar, noleggiabili entrambe in caso di una lista invitati molto lunga. Nessun vincolo di orario, né di entrata né di uscita, la sala è infatti riservata al cliente per l’intera giornata; niente paura per le sbronze notturne potrete andar via anche il mattino dopo. Catering e barman a disposizione, ma anche una zona cucina per scaldare pietanze portate da casa. Infine, ultimo ma non per importanza viste le esigenze dei diciottenni di oggi, il videoproiettore è presente in entrambe le sale.

A questo punto non resta che augurarvi di fare la scelta giusta!

coworking artigiano

Un artigiano in coworking

Anche l’artigiano, di qualunque settore faccia parte, entra in coworking.

Ciò che i cosiddetti “coworking artigiani” forniscono sempre, a prescindere dal tipo di artigiano al quale si rivolgono, sono: gli spazi di lavoro, la sperimentazione e la condivisione di attrezzi. Li differenziano gli strumenti e i servizi accessori che offrono.

I Fablab e la stampa 3D

In Italia, i primi coworking “artigiani” hanno visto la nascita nel 2011. Como Sole, affiliato alla rete Coworking Project, è stato creato per dare spazio a professionisti che volessero approcciarsi alla stampa 3D. Ne sono nati innumerevoli, in tempi successivi (ad esempio, nel 2012 Toolbox, a Torino), con all’interno veri e propri laboratori di innovazione e FabLab. Sono laboratori di sperimentazione per artigiani digitali, che danno accesso a servizi, spazi e visibilità che altrimenti non avrebbero modo di sperimentare. Nella maggior parte di casi si tratta di veri e propri incubatori, dove le start up più innovative possono accedere anche gratuitamente.

Gli strumenti manuali

A partire dal 2014, da Mai Gad a Torino vengono messi a disposizione dei coworkers specializzati in sartoria, attrezzi quali ricamatrici, macchine da cucire, tavoli da stiro.

MegaHub a Vicenza, dal 2016 condivide macchinari per il taglio laser, stampanti e frese, ma anche banco di elettronica e strumentazione di carpenteria e falegnameria.

Anche pialle, frese, cacciaviti e chiavi inglesi, entrano in coworking: è il caso di Co.Labo, il coworking artigiano che nasce a Rozzano (Mi) nel 2016. Co.Labo dota artisti ed hobbisti di strumenti e spazi dove esporre le loro creazioni. Sempre a Milano e sempre nel 2016, nasce Make Milano, che attrezzando le postazioni con strumenti per la lavorazione della ceramica, del legno, per bricolage e cucito, apre le porte a potenziali artisti. Gli artigiani possono effettuare restauro o riuso creativo, condividendo spazi di lavoro ed idee, grazie a corsi, eventi e workshop. Anche in questo caso, hanno la possibilità di esporre e promuovere le loro creazioni.

La bottega condivisa

Il coworking artigiano, a Firenze, si evolve in bottega condivisa. Piccoli artigiani possono accomodarsi da Lofoio, uno spazio che mette a disposizione banchi da lavoro, attrezzi e internet. I creativi hanno accesso a spazio e strumenti fuori dalla propria abitazione, a costi decisamente più contenuti rispetto alla normale locazione di locali artigianali.

Il coworking e l’alto artigianato

A Roma all’inizio del 2018, ha aperto Manifactory: spazio di coworking sì, ma di alto artigianato, dove gli artigiani che vi possono accedere sono scelti tramite particolari criteri (di qualità e design). I designer del Made in Italy hanno a disposizione un laboratorio attrezzato ma anche uno showroom dedicato. Ridotte le spese dell’affitto tradizionale, a vantaggio tra il resto di promozione e creazione di sinergie con altri produttori del fatto a mano.

Sulla stessa onda, a Montelupo Fiorentino è nato nel maggio scorso Facto. Il coworking diffuso occupa 4 stabili, adibiti a postazioni in coworking, laboratori ed atelier, spazi espositivi dove mostrare le loro opere al pubblico, e ancora aule di formazione, sale meeting e sale eventi.

La regolamentazione degli artigiani in coworking

I coworking visti finora, si sviluppano con l’intento di ospitare più creativi, più o meno specializzati in un certo ambito, messi in grado di sperimentare ed utilizzare gli attrezzi del mestiere. Esiste una forma diversa di coworking che riguarda l’artigianato. Lo spazio in questo caso è gestito da uno degli artigiani, che mette in condivisione esclusivamente il locale ad un’altra figura professionale. Gli strumenti di lavoro, relativi al proprio mestiere, rimangono propri.

Questa forma di condivisione, prima di febbraio scorso poteva avvenire a Milano da parte di più professionisti facenti lo stesso mestiere. Oggi è stata regolamentata anche tra differenti professioni. Sotto lo stesso tetto, potranno dunque lavorare più artigiani, ad esempio parrucchiere ed estetista, uno come titolare e l’altro come affidatario. Regolati da specifica normativa e con costi ridotti per entrambi.

Diversamente dagli altri casi, nei quali chi ne trae vantaggio (oltre al gestore dello spazio) sono gli artigiani che utilizzano spazio ed attrezzature, in questo caso ne beneficiano anche i clienti. Questi, in un solo luogo, potranno accontentare esigenze differenti e correlate (per esempio, messa in piega e manicure), a prezzi estremamente competitivi.

 

_Elena

Dall’utilità agli eccessi della condivisione

Che sia per fini sociali, relazionali o utilitaristici, prima o poi, tutti finiscono nella rete della condivisione.  Si condividono beni, servizi, denaro (pensate a tutti quei processi di finanziamento collettivo che rispondono al nome di crowdfunding), conoscenze (Wikipedia è solo uno dei tanti esempi), competenze e tempo.

Come si condivide il tempo?

Un esempio significativo potrebbe essere quello delle Banche del Tempo. Ne avete mai sentito parlare? Si scambiano saperi e attività il cui valore è calcolato unicamente sulla base della quantità di ore fornite o utilizzate; una sorta di istituto di credito basato sulla circolazione del tempo e non del denaro. Tutti offrono qualcosa agli altri, in cambio ricevono ciò di cui hanno bisogno.  Il tempo-correntista non diventa creditore o debitore di qualcuno ma della banca; in questo modo la casalinga che offrirà un’ora per la spesa ad un anziano, avrà diritto ad un’ora di lezione dall’insegnante di yoga, o ancora l’appassionata  di cake design che in tre ore preparerà la torta di compleanno di Camilla, potrà richiedere per lo stesso quantitativo di tempo l’aiuto di Marco per sgombrare  il vecchio garage. L’unica unità di misura è l’ora, tutte le prestazioni si pongono sullo stesso livello, senza distinzioni e disparità. Come potete capire, si tratta dunque di una forma di condivisione senza scopo di lucro; gli attori della Banca del Tempo ricevono benefici e mirano al risparmio unicamente attraverso le interazioni sociali che si creano e l’aiuto reciproco.

Noleggio oltre ogni immaginazione

Un’altra forma di sharing che punta al risparmio ma in modi nettamente diversi è il noleggio, sempre più in voga negli ultimissimi anni. Nella sua continua espansione e nel suo incessante  tentativo di raggiungere e soddisfare ogni bisogno delle persone, il noleggio ha raggiunto settori a dir poco inusuali. Vi stupirà sapere quali  e quante cose strane si noleggiano oggi.

Il noleggio dei familiari

Sembra incredibile, ma in Giappone esistono delle vere e proprie agenzie che noleggiano familiari. Perché farlo? I motivi che spingono i giapponesi ad usufruire di questo servizio sono i più disparati: c’è chi richiede invitati finti per il proprio matrimonio, chi noleggia figli mai avuti, chi vuole una moglie che ricordi quella deceduta, ci sono figli che affittano genitori o madri single che cercano un finto padre per il proprio bambino.  Ma la richiesta va oltre il ruolo di familiare, sul lavoro ad esempio c’è chi necessita di un sostituto che si scusi con il cliente o con un superiore in caso di errori e chi cerca qualcuno che faccia ramanzine ai propri sottoposti. In Cina, come nell’Antica Grecia, addirittura si noleggiano persone che piangano e si mostrino sofferenti durante i funerali.

Come noleggiare la notorietà

Negli Stati Uniti tutti possono diventare famosi per un giorno, con un unico pacchetto si noleggiano infatti paparazzi e fans sfegatati con tanto di guardia del corpo. Per sentirsi oltre che famosi anche molto ricchi, c’è il lussuoso jet noleggiabile ad ore. Nessun costo per il carburante, anche perché l’aereo non parte! Lo  scopo del noleggio consiste nel farsi fare un vero e proprio book fotografico all’interno, dopo esser stati truccati e vestiti di tutto punto. Insomma, tante foto da postare per dare a tutti l’illusione di vivere nel lusso sfrenato.

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Il contratto si adatta al noleggio: da “a consumo” a “tutto compreso”

Il prezzo fisso

Il pagamento di una cifra “forfettaria” dove tutto (o quasi) è compreso piace sempre di più. Un tempo si pagava esclusivamente in funzione dell’utilizzo, del consumo reale. Oggi questi contratti non solo non vengono più proposti commercialmente, ma non esistono più (ad esempio nella telefonia). Pensiamo ai contratti internet, per privati e aziende: sempre più compagnie propongono cifre forfettarie a seconda dei giga che si ipotizza si consumeranno. Lo stesso discorso vale per la corrente, il gas: conoscendo indicativamente qual è il consumo medio a famiglia, le compagnie propongono contratti ad hoc a cifre prestabilite mensili. Il consumatore d’altro canto, pagherà una cifra molto conveniente, raramente (e di solito consapevolmente) oltrepassando i limiti imposti.

Il consumatore percepisce il risparmio e sarà spinto ad utilizzare sino al limite ciò che ha a disposizione (certamente, potendo controllare costantemente i consumi reali). Certo è che il rischio di spendere di più è dietro l’angolo: ecco che allo scoccare del primo giga oltre il limite consentito da contratto, la bolletta salirà apparentemente in maniera smisurata, in realtà oltre quel limite, tornerà a spendere “a consumo”. Si tratta di un concetto che si sta allargando a macchia d’olio a tutti i settori. Pensiamo al mondo della ristorazione: sempre più ristoranti propongono menu “all you can eat”, prezzo fisso e menu potenzialmente illimitato. Se esageri ed avanzi? Paghi per quanto sfori.

Noleggio = prezzo fisso

Il concetto di una quota fissa (giornaliera, settimanale, mensile) è strettamente legato al noleggio, di beni mobili ed immobili. Questo infatti presuppone il pagamento di una cifra forfettaria per avere un servizio tutto compreso e senza sorprese. La spesa è in funzione del tempo di utilizzo (un vestito, una stampante, un’auto, oppure una scrivania, un ufficio, una sala riunioni), niente di più. Tutti quelli che sono problemi (manutenzione, burocrazia, bollette, perdite di tempo ecc.) sono gestiti e devono essere risolti da qualcun altro, un servizio compreso nella quota di noleggio.

Pensiamo alla telefonia: nel caso in cui si voglia anche l’apparecchio fisico oltre ad un contratto di utilizzo dati, per tutta la durata del contratto si noleggia uno smartphone. Il pagamento mensile non dipenderà solo dall’utilizzo della linea telefonica e dati, ma anche dal tipo di telefono.

Lo stesso discorso vale per le auto: sempre più utilizzato è il noleggio a medio termine. Il servizio è sempre utile per lo spostamento da aeroporto a luogo di destinazione, per intenderci, ma oggi si affitta anche l’auto come bene di rappresentanza. Le compagnie propongono sempre più spesso auto di lusso. Ma di lusso o meno, è un servizio che nasce per non possedere nulla e pagare tasse di conseguenza, per fare bella figura con un cliente, per il piacere di guidare una bella macchina che altrimenti non ci si può permettere, e non da ultimo per il gusto di cambiarla spesso.

Il noleggio diventa virtuale

Il noleggio però ha fatto passi avanti: se infatti un tempo gli oggetti che si noleggiavano erano fisici, sempre più oggi sono diventati virtuali. Ai tempi del Blockbuster, per esempio, l’oggetto fisico (il cd, il dvd) veniva affittato a tempo. Oggi, tramite app si può ascoltare la canzone che si vuole quando si vuole, vedere il film desiderato anche appena uscito al cinema, leggere il “libro” desiderato, semplicemente pagando una cifra forfettaria mensile, e senza più possedere nulla di fisico. Certo con questo tipo di noleggio nulla rimane. Vero è che ci sarà sempre chi vorrà toccare con mano e possedere cd e dvd, che continuano ad essere ad oggi tra i modi migliori per ascoltare o vedere in alta qualità.

Pensiamo ai libri: un tempo chi non li acquistava li prendeva in prestito, da amici o biblioteche: anche in questo caso si è persa la fisicità, con l’avvento degli ebook. Certo i vantaggi sono innumerevoli: scelta, disponibilità immediata e costo. Ci sarà comunque sempre chi preferirà voltare la pagina cartacea e non toccare uno schermo, ma il futuro è in questa direzione, e i numeri del mercato parlano chiaro.

All’estremo del virtuale, addirittura c’è chi noleggia il tempo: nel 2011 in Russia è nato il primo “bar a tempo”, spazio dove tutto è compreso, l’unica cosa che si paga è il tempo in cui si rimane all’interno del bistrot.

Le applicazioni che controllano il noleggio

Per quanto riguarda il prestito di libri, anche in questo caso si sta facendo un ulteriore passo avanti nella condivisione. Accanto infatti ai classici locali dove si trovano librerie per lo scambio di libri, ecco che compaiono piattaforme on line che portano questo concetto ad un livello più tecnologico. Non ci si basa più su fiducia e bontà degli utilizzatori: l’oggetto del noleggio rimane fisico, cartaceo, ma lo scambio diventa controllato tramite punti, che si accumulano e danno diritto ad altri scambi. Lo stesso principio si vede nel settore dell’abbigliamento: esistono portali dove in cambio di vestiti nuovi o poco usati, si possono accumulare punti per acquistare a sua volta vestiti nuovi o poco usati, generalmente di ottime marche.

Per quanto riguarda le auto, esistono sempre più applicazioni che permettono di noleggiare l’auto per brevi, anche brevissimi spostamenti all’interno della città, visualizzando sullo schermo del proprio smartphone dove sono parcheggiate tutte le auto disponibili nella zona.

Noleggio è riutilizzo e risparmio

Nel mondo sempre più consumistico c’è dunque in un certo senso un ritorno al passato, si assiste cioè ad una forma di riutilizzo dei beni (fisici) oppure ad un minore accumulo degli stessi. Caratteristiche del noleggio? Velocità nell’ottenere il bene, risparmio. Certo la scelta non è illimitata come nel caso dell’acquisto, ma solitamente nel range di ciò che viene proposto troviamo ciò che fa a caso nostro.

 

_Elena

noleggio

Noleggio vs possesso

Parola d’ordine: risparmiare. Ma anche condividere. Nell’epoca infatti della sharing economy, si preferisce utilizzare un bene piuttosto che possederlo. Un tempo (ma non tanti anni fa), le cose si possedevano: si acquistavano e si custodivano, utilizzavano e curavano, per molti anni, spesso fino a che non smettevano di funzionare. Oggi, per desiderio di cambiare, ma sopratutto per risparmiare i beni si noleggiano, condividendoli con altri utilizzatori precedenti e successivi. Piace infatti sempre più l’idea di pagare una cifra “forfettaria”, solitamente mensile, dove tutto è compreso. Gli oggetti continuano a lavorare fino a che funzionano, ciò che cambia è il fatto che per tutta la loro vita variano costantemente “proprietario”.

Il noleggio di beni mobili

E così, ci troviamo in un’epoca dove è possibile noleggiare davvero di tutto. Partiamo dai beni più “classici”, le auto, forse i mezzi che da più anni si utilizzano con la formula del noleggio, a breve o a lungo termine. Fino a qualche anno fa le protagoniste del lungo termine erano le auto nuove. Oggi sta prendendo piede anche il noleggio a lungo termine delle auto usate (che comunque non superino i 24 mesi di vita ed un certo numero di km). E così, con una cifra pattuita inizialmente, a seconda del modello e della durata, azienda o privato pagheranno una quota mensile. Nessuna spesa aggiuntiva per tassa di proprietà, assistenza stradale, assicurazione e manutenzione ordinaria e straordinaria.

Dunque si condividono viaggi. Tramite auto (con servizio di spostamento e parcheggi riservati all’interno della città o con organizzazione di veri e propri viaggi condivisi). Con bus, che con tappe predefinite portano persone alle mete più disparate a prezzi vantaggiosissimi. Oppure con taxi ossia con autista compreso. Il tutto tramite applicazioni sempre più tecnologicamente avanzate e adattate alla velocità anche dei pagamenti. Ancora, con mezzi quali scooter o biciclette, che funzionano con lo stesso principio delle auto in noleggio a breve termine.

Si condividono parcheggi: posti cioè prenotati a tempo e posizionati in determinati punti strategici delle città.

Il noleggio dei beni immobili

C’è poi chi mette a disposizione in condivisione una stanza della propria casa. Certo nessuno si è inventato niente in questo settore. Ben precedente all’avvento della sharing economy era la condivisione di stanze della stessa casa da parte di più studenti. Ma oggi tutto questo è controllato da contratti ad hoc, che tutelano proprietario e noleggiatore. C’è chi mette a disposizione la propria casa, e non più solo a medio o lungo termine, ma anche a breve termine (ad esempio una notte).

Il noleggio in ufficio

Anche nel settore aziendale si preferisce il noleggio al possesso. L’azienda, ne guadagna in termini di costi e anche di visibilità, proponendo a dipendenti e clienti sempre prodotti nuovi o semi nuovi. Due sono i casi ai quali si assiste: il noleggio oppure il comodato d’uso gratuito dei beni. Col noleggio di macchinari da ufficio quali stampanti oppure docking station, i vantaggi per il consumatore sono innumerevoli, in quanto ad un costo fisso mensile, ci si solleva da una serie di problemi e spese accessorie (installazione dei software di gestione, assistenza tecnica e non per ultimo consumabili). Vi sono poi fornitori che invece propongono il comodato d’uso, che si accollano cioè l’acquisto e la manutenzione di macchinari, dati ad uso gratuito a clienti finali (previo minimo d’ordine periodico di consumabili). Questo è il caso di prodotti quali stampanti, piuttosto che macchine del caffè oppure distributori di snack o ancora dispenser di sapone e carta.

Da qualche anno a questa parte poi la formula del noleggio viene applicata anche sullo spazio fisico di lavoro: scrivanie ed uffici vengono dati in condivisione. Prezzo fisso al mese (o all’ora o al giorno), tutti i principali servizi compresi, nessuna preoccupazione per l’utilizzatore finale. Le stesse aziende, sempre più si appoggiano a questo tipo di soluzioni per i loro dipendenti.

Il noleggio nel privato

E poi si condividono articoli per la casa, attrezzature sportive, utensili di vario genere, apparecchi fotografici. Ancora: materiale da campeggio, giochi da tavola, tovaglie, tavoli e sedie, gonfiabili, vestiti da matrimonio, vestiti e giochi per bambini. La novità è che il concetto è arrivato al privato, e non è dedicato esclusivamente all’azienda o al possessore di partita IVA.

Nel mondo dei piccoli, il noleggio ancora una volta da il suo contributo a chi non si possa permettere l’acquisto ma non voglia o non possa rinunciare a determinati oggetti più o meno indispensabili. Pensiamo al mondo dei pannolini lavabili: esistono siti che danno in noleggio kit predefiniti a costi vantaggiosi (spesso per chi è “green” è difficile permettersi l’acquisto). O ancora passeggini, oppure culle, lettini, fasce e marsupi. Da qualche anno anche le farmacie permettono il noleggio di strumenti altrimenti estremamente costosi, il cui uso spessissimo è confinato ad un determinato periodo: pensiamo a bilance e tiralatte, a noleggio a giornata. Certo ci sarà sempre chi comunque questi prodotti li acquisterà, ma consapevole dell’esistenza di una ottima alternativa.

Cambia il concetto di “usato”

Il mercato dell’usato certamente c’è sempre stato, in ogni settore. Quello che cambia oggi è che viene data la possibilità a sconosciuti, di utilizzare un bene già usato da qualcun altro ma senza dover pensare noi stessi al passaggio di questi beni ad altri utilizzatori. Tramite app specifiche e mezzi on line si prende in prestito un oggetto (appunto fisico o virtuale), per il tempo necessario, pagando una cifra precedentemente stabilita e senza problemi di sorta (assicurazione, guasto, furto, ecc.). Il dopo? Non è più un problema nostro.

 

_Elena