Coworking in musica

man-person-sitting-playingQuale segreto nasconde il coworking? Quale ingrediente gli permette di avere così tanto successo? L’arma vincente è la sua versatilità, le sue logiche sono applicabili a tutto! Ne dà prova l’amicizia inedita nata tra coworking e musica, un’intesa sulla quale nessuno prima d’ora aveva puntato. L’incontro avviene a Milano nel 2013, quando Andrea Dolcino, dopo aver lasciato il lavoro in un’importante azienda di applicazioni per smartphone, decide di creare un prodotto esclusivo riservato unicamente alla produzione musicale. Viene alla luce IndieHub: un contenitore culturale di progetti dedicato all’arte dei suoni, che unisce uno spazio di coworking ad uno studio di registrazione. A differenza di 599 europa, che ospita coworkers di settori diversi, IndieHub è un coworking verticale, in esso infatti hanno accesso solo alcune categorie professionali legate fra loro dall’interesse comune per la musica. Ci lavorano musicisti, editori, grafici, web designer che pur mantenendo sempre la propria autonomia possono insieme lavorare a progetti comuni. Dopo tre anni i risultati sono tanti: con dischi jazz, album rock, è punto di riferimento a Milano per le nuove produzioni musicali. IndieHub è una scommessa vinta. Riuscirà questa nuova formula di coworking a prendere piede anche nelle altre città italiane?

_Serena

Mamme niente paura, ci pensa il coworking!

child-1073638_640Aspettando di festeggiare le mamme, il nostro pensiero va a tutte quelle donne che sognano la maternità ma la temono lavorativamente parlando. Se pensiamo alla donna in relazione al lavoro, la domanda sorge spontanea: “come conciliare aspirazione professionale  e famiglia dopo la nascita di un figlio?”. Troppe mamme oggi perdono questa sfida e per amore dei propri figli decidono di rinunciare al lavoro. In Italia il problema viene troppo spesso sottovalutato, solo oggi alcune aziende cominciano a muovere i primi passi a favore delle madri lavoratrici. È  il caso di Fiat Mirafiori a Torino, Benetton a Treviso e Poste Italiane a Roma, che hanno introdotto nelle loro sedi dei veri e propri nidi aziendali. E il coworking che posizione assume riguardo questa problematica? Sappiamo che da sempre appoggia i lavoratori e anche in questo caso non poteva essere da meno! Negli ultimi anni molti coworking hanno spalancato le porte a genitori e pargoletti. Piano C a Milano, Kw Baby a Bologna, l’Alveare e I love mum a Roma sono solo alcun esempi: alle aree condivise per il lavoro si affiancano spazi interamente dedicati ai più piccoli che vengono seguiti durante il giorno da professionisti, per la totale tranquillità di tutta la famiglia.

Un’ultima curiosità per mamma e papà: un’iniziativa simpaticissima che arriva dal mondo anglosassone, quasi sconosciuta in Italia, è la “Giornata dei figli a lavoro”, durante la quale le aziende permettono ai propri dipendenti di essere fiancheggiati dai figli in ufficio per tutto il giorno. Per i bimbi è un’esperienza unica che insegna loro il principio del lavorare insieme. Insomma, più felici i figli, più felici i genitori!

Tanti auguri mamme dallo staff di 599 europa!

Come lavorare in un ufficio galleggiante

sailboat-414509_640La bella stagione è alle porte, ma le ferie sono ancora un miraggio! Quanto sarebbe bello vedere il mare senza dover aspettare le tanto agognate vacanze…ma come fare? Gli esperti del mestiere sanno che negli ultimi anni il coworking si è spinto verso le mete più impensabili, fino a raggiungere i paradisi tropicali. Ma un ufficio galleggiante l’avete mai visto? Quattro sognatori su una spiaggia thailandese possono fare grandi cose: è nato così Coboat, dall’incontro delle idee bizzarre di un gruppo di lavoratori itineranti che sperano  ogni giorno di cambiare il mondo. Il loro obiettivo? Creare una società migliore, mossa da individui motivati e dalla loro voglia di sfidare l’impossibile.

Nel 2015 prende vita il loro folle progetto: il primo coworking sul mare. Alla già sperimentata formula vita-lavoro si aggiunge un elemento nuovo: l’avventura. Ma cos’è concretamente Coboat? Un catamarano di 30 metri, interamente ecosostenibile e sempre connesso,  che può ospitare fino a 20 smart workers. Quando si salpa la noia rimane a terra! Al tempo dedicato al lavoro, si affiancano momenti di relax, sport e divertimento ( come immersioni, fotografie, corsi di vela). Questi fortunati coworkers lavorano esplorando il mondo, il sogno di ogni uomo!

Lo scopo dell’avventura è fornire ai passeggeri motivazione, ispirazione, nuovi stimoli per trasformare il lavoro solitamente noioso in un lavoro creativo e quindi più efficiente! Coboat è un’esperienza unica nel suo genere perché arricchisce anima e spirito: “ Anche se percorri la Terra tutta intera, non imparerai tante cose quante ne imparerai dal mare”, Pär Lagerkvist, Pellegrino sul mare.

_Serena

Il coliving parte da Matera

of-matera-sassi-1200459_640Dall’articolo precedente è chiaro il ruolo da apripista assunto dall’America nella diffusione  del “vivere e lavorare in collettività”. Ma l’Italia che posizione ha in tutto questo? Negli ultimi anni il coliving ha fatto tappa anche nel nostro Paese, muovendo i primi passi a Matera. Casa Netural nasce dell’architetto piemontese Andrea Paoletti, responsabile design per The Hube, network internazionale che conta decine di coworking in tutto il mondo. Diviso fra la passione per la natura e l’interesse verso la città, Andrea decide di trasferirsi a Matera nel 2012 e di dar vita a questo progetto, inserendo un elemento fino a quel momento tipicamente cittadino, in un ambiente rurale. Casa Netural  è l’unione tra coworking e coliving, in un habitat naturale e  ricco di impulsi positivi. Nella stessa struttura in cui alloggiano, i turisti possono usufruire di spazi per lavorare ai loro progetti da remoto.

Con questa idea Andrea ha gettato le fondamenta per la nascita della “comunità del fare”: un insieme di individui che hanno gli stessi valori, sogni e obiettivi, mossi dal pensiero sempre più moderno che negare la condivisione dei propri pensieri sia un male e al contrario sia fondamentale mettere in rete la propria intelligenza. Casa Netural è una cassaforte di risorse: il luogo arricchisce i coworkers che vi fanno tappa e gli ospiti con le loro idee valorizzano questo territorio splendido le cui potenzialità devono ancora sbocciare.

_Serena

Quando casa e ufficio si incontrano

???????????????????????????????????????????????????????????Lo sapevate che tra le 9 start up più valutate al mondo c’è un coworking? Si chiama WeWork e presto effettuerà un round di finanziamenti che lo porterà ad essere stimato 16 milioni di dollari. È nato nel 2010 nel quartiere di SoHo (New York) dai fondatori Adam Neumann e Miguel McKelvey. Negli ultimi anni la società sta sperimentando WeLive: un nuovo progetto che prevede l’incontro tra vita privata e professionale. In un unico edificio professionisti provenienti da diverse realtà possono condividere spazi di lavoro e mini-appartamenti. Un grande comfort associato ad un piacevole risparmio!

Questa start up ha già sedi in diversi Paesi: Stati Uniti, Canada, Israele, Regno Unito, Germania, Olanda, Cina e progetta di raggiungere nuovi continenti. Ma qual è il motivo del successo di WeLive? Il motto che echeggia ovunque è “Do what you love” (fai quello che ami). WeLive garantisce la partecipazione ad un gruppo da cui trarre vantaggio, permette di condividere le proprie idee con persone dalle quali farsi ispirare. Il coliving è una nuova vita, una nuova cultura che pone le basi per una qualità migliore dello stile di lavoro.

_Serena

La giornata mondiale della Terra

woman-1262450_640Se da tempo desideri dare un tocco di verde al tuo ufficio, oggi è il giorno giusto per farlo! Il 22 aprile di ogni anno  le Nazioni Unite celebrano la giornata della Terra. Nel 2016 questa ricorrenza acquista un valore ancora più importante: ben 130 nazioni parteciperanno oggi alla ratifica dell’accordo di Parigi sul clima che si terrà presso il Palazzo dell’ONU di New York.  Questa celebrazione, in Italia come nel resto del mondo, vuole essere un avvenimento  educativo atto a sensibilizzare le coscienze degli individui riguardo il problema dell’inquinamento e dello spreco delle risorse naturali. Durante l’arco della giornata verranno organizzate numerose iniziative nella Penisola allo scopo di promuovere la salvaguardia del nostro pianeta.

Curare e annaffiare la nostra piantina sarà per noi un promemoria: rispettiamo e proteggiamo sempre la natura! Oltre all’importanza del significato simbolico, diversi studi hanno dimostrato gli effetti benefici di un green office sulle persone . Una ricerca effettuata presso la School of Psycology dell’Università di Cardiff ha comprovato che in un ambiente di lavoro piante e fiori aumentano la produttività del 15%. Quali sono i vantaggi di un ufficio sempre verde? Le piante limitano il senso di fatica, di stress e diminuiscono le manifestazioni ad esse collegate come prurito, tosse, gola secca e mal di testa; molte come la melissa o la camomilla, definite “tranquillizzanti”,  allontanano le sensazioni negative migliorando l’umore; rafforzano le relazioni fra colleghi e purificano l’atmosfera rilasciando ossigeno. Insomma, che tu abbia il pollice verde o meno, ricorda ogni giorno di preservare la Terra perché tutti hanno il diritto di vivere in un ambiente sano, pulito e sostenibile!

_Serena

Il coworking si fa bello

parrucchieraIl coworking colpisce ancora! Questa volta tocca ai saloni di bellezza. In America è già tendenza, si chiama “Booth rental station” e permette ai giovani hair fashion stylists di affittare una poltrona all’interno di beauty centers già avviati. Come funziona? Il titolare del negozio concede a questi professionisti l’uso di una parte del proprio spazio dietro corrispettivo. Il contratto prevede l’utilizzo comune di lavatesta, asciugacapelli, spazzole e tutto ciò che può servire! Chi noleggia la postazione ha la possibilità di esprimere il proprio stile senza alcun vincolo e di applicare i prezzi che vuole. Un espediente  eccellente per ottimizzare i costi di gestione di ambo le parti!

A San Francisco i saloni che hanno adottato questa politica sono più di 50, ma nel nostro Paese? La prima a sperimentare l’iniziativa è stata la provincia di Pisa. In Italia l’idea americana potrebbe rappresentare un ottimo compromesso per ovviare alla crisi del settore, concedendo opportunità di lavoro a estetisti e parrucchieri che attualmente non hanno la possibilità di avviare un’attività imprenditoriale. Oggi molti addetti ai lavori iniziano a muovere i primi passi verso questa nuova prospettiva. Sempre in ritardo rispetto all’America ma meglio tardi che mai!

_Serena

Il coworking si iscrive all’università

office-594132_640E’ del mese scorso la notizia dell’inaugurazione di Contamination Lab: il nuovo spazio creativo di coworking fondato dall’Università Cattolica di Milano su iniziativa di ILAB, centro per l’innovazione e lo sviluppo delle attività didattiche e tecnologiche di ateneo. Quest’idea nasce allo scopo di rendere possibile una contaminazione di idee tra realtà diverse: studenti, docenti , mondo delle imprese e delle start-ups. Attraverso l’interazione di questi  soggetti, viene valorizzata l’intraprendenza dei giovani partecipanti, che collaboreranno in team al fine di creare un’idea che possa un giorno diventare una professione. Come funziona? Possono entrare a fare parte del coworking i ragazzi iscritti all’ateneo  o già laureati in esso, ma  anche esterni che dimostrino di possedere ottime competenze nell’ambito del progetto da sviluppare. Contamination Lab offre postazioni e uffici aperti per un massimo di 12 mesi, al termine dei quali il progetto deve essere presentato. A supporto degli studenti, l’università organizza continui corsi di formazione all’imprenditorialità e incontri con esperti.

Ancora una volta il coworking punta sui giovani, diventando uno strumento di realizzazione di nuove opportunità di lavoro oggi necessarie alla ripresa del nostro Paese.

_Serena

Prendi un caffè con noi?

OLYMPUS DIGITAL CAMERAChi conosce 599 europa sa che il concetto su cui è basata l’intera struttura è la condivisione. Non ci consideriamo solo un luogo di lavoro, ma una grande famiglia. Per questo ci piace condividere esperienze e idee e spesso lo facciamo davanti ad un espresso. Ma bere il caffè in ufficio è dannoso o benefico? Partiamo dal presupposto che una tazza di caffè può far salire il battito del cuore fino a cento pulsazioni al minuto. Lo sapevate? Aumentano così concentrazione e attenzione del lavoratore. I più fissati con la linea sappiano anche che il caffè è un buon soppressore di appetito, quindi una tazzina ogni tanto può servire a spezzare la fame senza dover ricorrere alle classiche merendine caloriche. Attenzione però, se avete problemi di ossa non superate mai le tre tazzine al giorno, perché la caffeina contrasta l’assorbimento di calcio causando osteoporosi e fragilità degli arti. Da evitare a stomaco vuoto per chi soffre di gastrite perché incide sulla produzione dei succhi gastrici.

Qual è il momento ideale per la pausa caffè? A tal proposito entra in gioco il cortisolo: l’ormone che tende a comparire in quantità maggiore quando siamo stressati o abbiamo paura. È fondamentale per il nostro organismo perché aiuta a svegliarci la mattina e a rilassarci la notte. Al mattino presto il livello di questo ormone è più alto e l’assunzione di caffeina può diminuirne la produzione, per questo sarebbe da evitare prima di metà mattinata. Prendere il caffè quando il livello è più elevato, a lungo termine può portare assuefazione alla sostanza, ecco spiegato perché molti consumatori abituali non ne sentono più l’effetto.

Tenuto conto di queste piccole dritte, la pausa caffè non può che considerarsi utile a mente e corpo. Permette di staccare il cervello, rendendo la giornata lavorativa meno pesante e favorisce la socializzazione che è sempre al primo posto da noi. Il coffee break ha acquisito ormai un significato sociale, è un’occasione per incontrarsi, “è una scusa per dire ad un amico che gli vuoi bene”. (L. De Crescenzo)

Serena

Depressione post ferie? No, grazie!

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In occasione delle festività di Pasqua, voglio essere buona e approfittarne per darvi qualche consiglio su come rientrare in ufficio senza incappare nella famosa depressione post vacanza. Sono sempre più numerosi i lavoratori che soffrono della cosiddetta “Post vacation blue”, secondo le statistiche in Italia sarebbero sei milioni, praticamente 1 su 10.

Rientrare in ufficio dopo le ferie può diventare un trauma, dover tornare a fare cose alle quali non si è più abituati può danneggiare sia il benessere fisico sia quello psicologico, diminuendo la produttività del lavoratore. La vacanza che sia lunga o breve è da intendersi unicamente come un momento necessario a ricaricare le energie perse, non deve essere vissuta come quel periodo che ci porterà nel baratro una volta terminato.

State ben attenti perché oggi voglio darvi alcuni consigli che vi salveranno: prendete il ritorno in ufficio con gradualità e calma, fate una lista dei vostri compiti e eseguiteli uno alla volta. Organizzate un aperitivo o una cena con i colleghi, questo vi ricorderà che intorno a voi ci sono anche persone piacevoli. Ritagliatevi spazi per riguardare le foto scattate in vacanza, ascoltate la musica che vi teneva compagnia al mare e cucinate i piatti che mangiavate in montagna, riaffioreranno così i ricordi e con essi le sensazioni positive provate in ferie. E per finire continuate a sognare, pianificate il prossimo viaggio, che sia anche solo un week end, ritroverete l’entusiasmo perso.

Augurandovi una buona Pasqua e un buon riposo vi saluto, ci rivediamo al rientro!

_Serena