The Student Hotel: il primo albergo ibrido in Italia.

studentHotelDopo un’enorme fortuna in Olanda, Charlie Mac Gregor ci riprova e punta sull’Italia. Il giovanissimo fondatore e amministratore delegato della società The Student Hotel ha scelto il Bel Paese per il suo progetto. Entro il 2017 l’abbandonato Palazzo del Sonno, conosciuto anche come Palazzo delle ex ferrovie di Viale Lavagnini a Firenze, si trasformerà nel primo esemplare italiano di albergo ibrido. Siete curiosi di sapere di che cosa si tratta? La struttura sarà albergo e al tempo stesso residenza a lungo termine per studenti, diventerà una meta per i viaggiatori, che potranno condividere il loro soggiorno con studenti, giovani professionisti e imprenditori. Il tutto in un contesto maestoso, la facciata ottocentesca rimarrà la stessa, ma l’interno sarà completamente ristrutturato in chiave moderna. Ci saranno 394 stanze, una biblioteca, una lavanderia e si parla persino di una piscina panoramica sulla terrazza. Non mancherà la piazza esterna aperta a tutti con caffetteria, ristorante e palestra, che diventerà presto punto di incontro di giovani toscani e non.

E adesso vi chiedo…in un progetto così moderno e prestigioso, poteva mancare uno spazio di coworking? Ebbene sì, la società olandese ha pensato anche a questo! Il coworking che ormai è ovunque, sarà presente anche all’interno dello Student Hotel di Firenze. Ci saranno spazi condivisi e sale riunioni dove tutti potranno comodamente lavorare.

Gli oltre due milioni di euro versati nelle tasche del comune serviranno ad una riqualificazione della città. The Student Hotel ha già pronti 600 milioni da puntare su nuovi palazzi italiani. Sarebbero già state adocchiate Milano, Roma, Padova, Torino, Bologna. Insomma, sindaci drizzate le orecchie, i prossimi potreste essere voi!

_Serena

E adesso un pò di storia… Le origini dei Business Center

06Possiamo dirlo, quello scorso è stato decisamente un weekend all’insegna dei Business Center. Partecipare alla tavola rotonda e al Workshop di Bologna è stato per noi più che stimolante. Abbiamo nuovi progetti, nuove idee… Insomma stiamo lavorando per voi!

I Business Center sono ormai una realtà sempre più diffusa in Italia e nel mondo. Tutti sanno cosa sono, ma quanti conoscono le loro origini? Per capire come nasce il fenomeno dobbiamo fare un grosso salto temporale e raggiungere il 1929, l’anno della grande depressione. Siamo in America, perché si sa, i grandi progetti partono sempre da lì! Tutto ha origine dalla genialità di alcuni gruppi di avvocati che, colpiti da una crisi economica soffocante, abbozzano un primo progetto di ufficio condiviso, dove utilizzare in comune librerie legali, raccolte giuridiche, sale riunioni ed anche segretarie (le nonne delle moderne segretarie virtuali). La circolazione di questo progetto permette la nascita, all’incirca 40 anni dopo, dei primi Business Center nel continente. Un iniziale franchising del settore viene alla luce a San Francisco verso la metà degli anni 70 da T. J. Tyson;  mentre Paul Feagan, avvocato di Los Angeles, tra il 1971 e il 1980 crea una rete di 180 centri, ridotti a 30-35, acquisiti in seguito da Barrister Executive Offices, tutt’oggi gruppo di successo nel settore.

E il nostro Paese come viene raggiunto dal fenomeno? Questo nuovo modo di intendere l’ufficio  oltrepassa l’Oceano e sbarca nel 1974 nella Penisola con Sebastiano Carpentieri, dirigente che aveva provato in prima persona l’esperienza durante un soggiorno di lavoro negli Stati Uniti. Inizia così l’era dei Business Center anche da noi!

_Serena

 

Addio cabine telefoniche, benvenuti uffici!

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A differenza dell’Italia dove già da tempo è stato dato l’addio alle vecchie cabine telefoniche, in Gran Bretagna le storiche “Phon Box” resistono! Anche se sempre meno utilizzate, a causa della diffusione dello smartphone, le storiche cabine rosse rappresentano un simbolo della cultura del Regno Unito, per questo non possono essere abbandonate! Per risolvere il problema si è pensato ad un restyling di queste icone, dando loro nuova vita attraverso un riutilizzo intelligente. Sono nate mini librerie, alcune sono diventate punti di ricarica gratuiti per cellulari e tablet, altre defibrillatori. E sapete qual è l’ultima tendenza? La trasformazione delle cabine in uffici.

La pazza idea nasce dalla società Bar Works, creatrice di spazi di coworking alternativi a New York, Leeds ed Edimburgo. Le postazioni saranno dotate di monitor per pc, mouse, scanner, stampante (si vocifera anche di caffè) e potranno essere utilizzate in qualsiasi momento dagli abbonati mediante il pagamento di una quota mensile di 19,99 sterline.

Un’ottima soluzione per liberi professionisti, imprenditori e giornalisti sempre in movimento che necessitino, ovunque si trovino, di una postazione dove gestire temporaneamente le questioni di lavoro.

 

_Serena

I Business Center alla prova dello smart working

Bologna 10 Giugno BusinessAnche Coworking 599 europa parteciperà all’evento dell’anno firmato ufficiarredati.it, che si terrà venerdì 10 e sabato 11 giugno presso il Centro Easy Office  di Bologna.

 I protagonisti dei Business Center e del Coworking avranno la possibilità di incontrarsi e sedere alla stessa tavola rotonda  intitolata “I Business Center alla prova dello smart working” per conoscersi, confrontarsi e migliorarsi. Oltre alle sedi affiliate che hanno confermato la loro partecipazione, potranno prendere parte all’incontro anche i non iscritti che siano fortemente attratti dal concetto di condividere idee e spazi di lavoro. Scopo della manifestazione è la creazione di nuove sinergie fra gli addetti del settore, fornendo loro un’occasione professionale unica per confrontarsi  riguardo l’evoluzione delle modalità e degli ambienti di lavoro.

Un nuovo business bolle in pentola

cucinaSe in 599 europa sostituissimo i pc con dei fornelli e le scrivanie con tavoli, il nostro coworking si trasformerebbe in un simpatico “co-cooking“! Ne avete mai sentito parlare? Qualcosina si era accennato con QKing Restaurant, primo ristorante a Milano con cucina noleggiabile da professionisti e non, per eventi e degustazioni private. Ma in questo caso il concetto è un pochino diverso, chef agli esordi e imprenditori alimentari possono collaborare e sviluppare il proprio business sperimentando nuove ricette in spazi condivisi dedicati al cibo, caratterizzati da più cucine interamente attrezzate usate in contemporanea o a turni nel corso della giornata. Alcuni esempi? Forage KitchenL.A. Prep a Los Angeles, Co-oking a Bruxelles e Kochstation a Berlino sono dei veri e propri incubatori di imprese nel settore alimentare! E voi siete pronti ad accendere i fornelli?

_Serena

Coltivare la terra in coworking

ortoIn ogni coworking regna la condivisione. 599 europa ne è la prova: qui condividiamo spazi, scrivanie, idee, progetti e sogni. Ma cosa significa condividere? Possedere qualcosa in comune, partecipare con altri ad un lavoro, un’attività, un’esperienza.  Il coworking non è solo un nuovo modo di lavorare, ma un innovativo stile di vita che si sta diffondendo nel mondo. Questo modello è applicabile ovunque, in ufficio, dal parrucchiere, al mercato, a scuola, al mare, al ristorante e novità delle novità anche nell’orto. Come funziona l’orto condiviso? Terreni inutilizzati vengono spartiti fra persone di età diversa (dai bambini agli anziani), di nazionalità e culture differenti. Insieme coltivano la stessa terra producendo ognuno i propri frutti. Alcuni orti vengono messi a disposizione dal comune in cambio di un piccolo affitto, poi ci sono quelli abbandonati che vengono presi in gestione da scuole o associazioni, fino agli orti aziendali  offerti a beneficio dei dipendenti.  Tanti casi, un unico obiettivo: favorire collaborazione e socializzazione per educare gli individui al rispetto verso l’uomo e la natura.

_Serena

Coworking in musica

man-person-sitting-playingQuale segreto nasconde il coworking? Quale ingrediente gli permette di avere così tanto successo? L’arma vincente è la sua versatilità, le sue logiche sono applicabili a tutto! Ne dà prova l’amicizia inedita nata tra coworking e musica, un’intesa sulla quale nessuno prima d’ora aveva puntato. L’incontro avviene a Milano nel 2013, quando Andrea Dolcino, dopo aver lasciato il lavoro in un’importante azienda di applicazioni per smartphone, decide di creare un prodotto esclusivo riservato unicamente alla produzione musicale. Viene alla luce IndieHub: un contenitore culturale di progetti dedicato all’arte dei suoni, che unisce uno spazio di coworking ad uno studio di registrazione. A differenza di 599 europa, che ospita coworkers di settori diversi, IndieHub è un coworking verticale, in esso infatti hanno accesso solo alcune categorie professionali legate fra loro dall’interesse comune per la musica. Ci lavorano musicisti, editori, grafici, web designer che pur mantenendo sempre la propria autonomia possono insieme lavorare a progetti comuni. Dopo tre anni i risultati sono tanti: con dischi jazz, album rock, è punto di riferimento a Milano per le nuove produzioni musicali. IndieHub è una scommessa vinta. Riuscirà questa nuova formula di coworking a prendere piede anche nelle altre città italiane?

_Serena

Mamme niente paura, ci pensa il coworking!

child-1073638_640Aspettando di festeggiare le mamme, il nostro pensiero va a tutte quelle donne che sognano la maternità ma la temono lavorativamente parlando. Se pensiamo alla donna in relazione al lavoro, la domanda sorge spontanea: “come conciliare aspirazione professionale  e famiglia dopo la nascita di un figlio?”. Troppe mamme oggi perdono questa sfida e per amore dei propri figli decidono di rinunciare al lavoro. In Italia il problema viene troppo spesso sottovalutato, solo oggi alcune aziende cominciano a muovere i primi passi a favore delle madri lavoratrici. È  il caso di Fiat Mirafiori a Torino, Benetton a Treviso e Poste Italiane a Roma, che hanno introdotto nelle loro sedi dei veri e propri nidi aziendali. E il coworking che posizione assume riguardo questa problematica? Sappiamo che da sempre appoggia i lavoratori e anche in questo caso non poteva essere da meno! Negli ultimi anni molti coworking hanno spalancato le porte a genitori e pargoletti. Piano C a Milano, Kw Baby a Bologna, l’Alveare e I love mum a Roma sono solo alcun esempi: alle aree condivise per il lavoro si affiancano spazi interamente dedicati ai più piccoli che vengono seguiti durante il giorno da professionisti, per la totale tranquillità di tutta la famiglia.

Un’ultima curiosità per mamma e papà: un’iniziativa simpaticissima che arriva dal mondo anglosassone, quasi sconosciuta in Italia, è la “Giornata dei figli a lavoro”, durante la quale le aziende permettono ai propri dipendenti di essere fiancheggiati dai figli in ufficio per tutto il giorno. Per i bimbi è un’esperienza unica che insegna loro il principio del lavorare insieme. Insomma, più felici i figli, più felici i genitori!

Tanti auguri mamme dallo staff di 599 europa!

Come lavorare in un ufficio galleggiante

sailboat-414509_640La bella stagione è alle porte, ma le ferie sono ancora un miraggio! Quanto sarebbe bello vedere il mare senza dover aspettare le tanto agognate vacanze…ma come fare? Gli esperti del mestiere sanno che negli ultimi anni il coworking si è spinto verso le mete più impensabili, fino a raggiungere i paradisi tropicali. Ma un ufficio galleggiante l’avete mai visto? Quattro sognatori su una spiaggia thailandese possono fare grandi cose: è nato così Coboat, dall’incontro delle idee bizzarre di un gruppo di lavoratori itineranti che sperano  ogni giorno di cambiare il mondo. Il loro obiettivo? Creare una società migliore, mossa da individui motivati e dalla loro voglia di sfidare l’impossibile.

Nel 2015 prende vita il loro folle progetto: il primo coworking sul mare. Alla già sperimentata formula vita-lavoro si aggiunge un elemento nuovo: l’avventura. Ma cos’è concretamente Coboat? Un catamarano di 30 metri, interamente ecosostenibile e sempre connesso,  che può ospitare fino a 20 smart workers. Quando si salpa la noia rimane a terra! Al tempo dedicato al lavoro, si affiancano momenti di relax, sport e divertimento ( come immersioni, fotografie, corsi di vela). Questi fortunati coworkers lavorano esplorando il mondo, il sogno di ogni uomo!

Lo scopo dell’avventura è fornire ai passeggeri motivazione, ispirazione, nuovi stimoli per trasformare il lavoro solitamente noioso in un lavoro creativo e quindi più efficiente! Coboat è un’esperienza unica nel suo genere perché arricchisce anima e spirito: “ Anche se percorri la Terra tutta intera, non imparerai tante cose quante ne imparerai dal mare”, Pär Lagerkvist, Pellegrino sul mare.

_Serena

Il coliving parte da Matera

of-matera-sassi-1200459_640Dall’articolo precedente è chiaro il ruolo da apripista assunto dall’America nella diffusione  del “vivere e lavorare in collettività”. Ma l’Italia che posizione ha in tutto questo? Negli ultimi anni il coliving ha fatto tappa anche nel nostro Paese, muovendo i primi passi a Matera. Casa Netural nasce dell’architetto piemontese Andrea Paoletti, responsabile design per The Hube, network internazionale che conta decine di coworking in tutto il mondo. Diviso fra la passione per la natura e l’interesse verso la città, Andrea decide di trasferirsi a Matera nel 2012 e di dar vita a questo progetto, inserendo un elemento fino a quel momento tipicamente cittadino, in un ambiente rurale. Casa Netural  è l’unione tra coworking e coliving, in un habitat naturale e  ricco di impulsi positivi. Nella stessa struttura in cui alloggiano, i turisti possono usufruire di spazi per lavorare ai loro progetti da remoto.

Con questa idea Andrea ha gettato le fondamenta per la nascita della “comunità del fare”: un insieme di individui che hanno gli stessi valori, sogni e obiettivi, mossi dal pensiero sempre più moderno che negare la condivisione dei propri pensieri sia un male e al contrario sia fondamentale mettere in rete la propria intelligenza. Casa Netural è una cassaforte di risorse: il luogo arricchisce i coworkers che vi fanno tappa e gli ospiti con le loro idee valorizzano questo territorio splendido le cui potenzialità devono ancora sbocciare.

_Serena