Addio cabine telefoniche, benvenuti uffici!

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A differenza dell’Italia dove già da tempo è stato dato l’addio alle vecchie cabine telefoniche, in Gran Bretagna le storiche “Phon Box” resistono! Anche se sempre meno utilizzate, a causa della diffusione dello smartphone, le storiche cabine rosse rappresentano un simbolo della cultura del Regno Unito, per questo non possono essere abbandonate! Per risolvere il problema si è pensato ad un restyling di queste icone, dando loro nuova vita attraverso un riutilizzo intelligente. Sono nate mini librerie, alcune sono diventate punti di ricarica gratuiti per cellulari e tablet, altre defibrillatori. E sapete qual è l’ultima tendenza? La trasformazione delle cabine in uffici.

La pazza idea nasce dalla società Bar Works, creatrice di spazi di coworking alternativi a New York, Leeds ed Edimburgo. Le postazioni saranno dotate di monitor per pc, mouse, scanner, stampante (si vocifera anche di caffè) e potranno essere utilizzate in qualsiasi momento dagli abbonati mediante il pagamento di una quota mensile di 19,99 sterline.

Un’ottima soluzione per liberi professionisti, imprenditori e giornalisti sempre in movimento che necessitino, ovunque si trovino, di una postazione dove gestire temporaneamente le questioni di lavoro.

 

_Serena

Un nuovo business bolle in pentola

cucinaSe in 599 europa sostituissimo i pc con dei fornelli e le scrivanie con tavoli, il nostro coworking si trasformerebbe in un simpatico “co-cooking“! Ne avete mai sentito parlare? Qualcosina si era accennato con QKing Restaurant, primo ristorante a Milano con cucina noleggiabile da professionisti e non, per eventi e degustazioni private. Ma in questo caso il concetto è un pochino diverso, chef agli esordi e imprenditori alimentari possono collaborare e sviluppare il proprio business sperimentando nuove ricette in spazi condivisi dedicati al cibo, caratterizzati da più cucine interamente attrezzate usate in contemporanea o a turni nel corso della giornata. Alcuni esempi? Forage KitchenL.A. Prep a Los Angeles, Co-oking a Bruxelles e Kochstation a Berlino sono dei veri e propri incubatori di imprese nel settore alimentare! E voi siete pronti ad accendere i fornelli?

_Serena

Mamme niente paura, ci pensa il coworking!

child-1073638_640Aspettando di festeggiare le mamme, il nostro pensiero va a tutte quelle donne che sognano la maternità ma la temono lavorativamente parlando. Se pensiamo alla donna in relazione al lavoro, la domanda sorge spontanea: “come conciliare aspirazione professionale  e famiglia dopo la nascita di un figlio?”. Troppe mamme oggi perdono questa sfida e per amore dei propri figli decidono di rinunciare al lavoro. In Italia il problema viene troppo spesso sottovalutato, solo oggi alcune aziende cominciano a muovere i primi passi a favore delle madri lavoratrici. È  il caso di Fiat Mirafiori a Torino, Benetton a Treviso e Poste Italiane a Roma, che hanno introdotto nelle loro sedi dei veri e propri nidi aziendali. E il coworking che posizione assume riguardo questa problematica? Sappiamo che da sempre appoggia i lavoratori e anche in questo caso non poteva essere da meno! Negli ultimi anni molti coworking hanno spalancato le porte a genitori e pargoletti. Piano C a Milano, Kw Baby a Bologna, l’Alveare e I love mum a Roma sono solo alcun esempi: alle aree condivise per il lavoro si affiancano spazi interamente dedicati ai più piccoli che vengono seguiti durante il giorno da professionisti, per la totale tranquillità di tutta la famiglia.

Un’ultima curiosità per mamma e papà: un’iniziativa simpaticissima che arriva dal mondo anglosassone, quasi sconosciuta in Italia, è la “Giornata dei figli a lavoro”, durante la quale le aziende permettono ai propri dipendenti di essere fiancheggiati dai figli in ufficio per tutto il giorno. Per i bimbi è un’esperienza unica che insegna loro il principio del lavorare insieme. Insomma, più felici i figli, più felici i genitori!

Tanti auguri mamme dallo staff di 599 europa!

Come lavorare in un ufficio galleggiante

sailboat-414509_640La bella stagione è alle porte, ma le ferie sono ancora un miraggio! Quanto sarebbe bello vedere il mare senza dover aspettare le tanto agognate vacanze…ma come fare? Gli esperti del mestiere sanno che negli ultimi anni il coworking si è spinto verso le mete più impensabili, fino a raggiungere i paradisi tropicali. Ma un ufficio galleggiante l’avete mai visto? Quattro sognatori su una spiaggia thailandese possono fare grandi cose: è nato così Coboat, dall’incontro delle idee bizzarre di un gruppo di lavoratori itineranti che sperano  ogni giorno di cambiare il mondo. Il loro obiettivo? Creare una società migliore, mossa da individui motivati e dalla loro voglia di sfidare l’impossibile.

Nel 2015 prende vita il loro folle progetto: il primo coworking sul mare. Alla già sperimentata formula vita-lavoro si aggiunge un elemento nuovo: l’avventura. Ma cos’è concretamente Coboat? Un catamarano di 30 metri, interamente ecosostenibile e sempre connesso,  che può ospitare fino a 20 smart workers. Quando si salpa la noia rimane a terra! Al tempo dedicato al lavoro, si affiancano momenti di relax, sport e divertimento ( come immersioni, fotografie, corsi di vela). Questi fortunati coworkers lavorano esplorando il mondo, il sogno di ogni uomo!

Lo scopo dell’avventura è fornire ai passeggeri motivazione, ispirazione, nuovi stimoli per trasformare il lavoro solitamente noioso in un lavoro creativo e quindi più efficiente! Coboat è un’esperienza unica nel suo genere perché arricchisce anima e spirito: “ Anche se percorri la Terra tutta intera, non imparerai tante cose quante ne imparerai dal mare”, Pär Lagerkvist, Pellegrino sul mare.

_Serena

Quando casa e ufficio si incontrano

???????????????????????????????????????????????????????????Lo sapevate che tra le 9 start up più valutate al mondo c’è un coworking? Si chiama WeWork e presto effettuerà un round di finanziamenti che lo porterà ad essere stimato 16 milioni di dollari. È nato nel 2010 nel quartiere di SoHo (New York) dai fondatori Adam Neumann e Miguel McKelvey. Negli ultimi anni la società sta sperimentando WeLive: un nuovo progetto che prevede l’incontro tra vita privata e professionale. In un unico edificio professionisti provenienti da diverse realtà possono condividere spazi di lavoro e mini-appartamenti. Un grande comfort associato ad un piacevole risparmio!

Questa start up ha già sedi in diversi Paesi: Stati Uniti, Canada, Israele, Regno Unito, Germania, Olanda, Cina e progetta di raggiungere nuovi continenti. Ma qual è il motivo del successo di WeLive? Il motto che echeggia ovunque è “Do what you love” (fai quello che ami). WeLive garantisce la partecipazione ad un gruppo da cui trarre vantaggio, permette di condividere le proprie idee con persone dalle quali farsi ispirare. Il coliving è una nuova vita, una nuova cultura che pone le basi per una qualità migliore dello stile di lavoro.

_Serena

Il coworking si fa bello

parrucchieraIl coworking colpisce ancora! Questa volta tocca ai saloni di bellezza. In America è già tendenza, si chiama “Booth rental station” e permette ai giovani hair fashion stylists di affittare una poltrona all’interno di beauty centers già avviati. Come funziona? Il titolare del negozio concede a questi professionisti l’uso di una parte del proprio spazio dietro corrispettivo. Il contratto prevede l’utilizzo comune di lavatesta, asciugacapelli, spazzole e tutto ciò che può servire! Chi noleggia la postazione ha la possibilità di esprimere il proprio stile senza alcun vincolo e di applicare i prezzi che vuole. Un espediente  eccellente per ottimizzare i costi di gestione di ambo le parti!

A San Francisco i saloni che hanno adottato questa politica sono più di 50, ma nel nostro Paese? La prima a sperimentare l’iniziativa è stata la provincia di Pisa. In Italia l’idea americana potrebbe rappresentare un ottimo compromesso per ovviare alla crisi del settore, concedendo opportunità di lavoro a estetisti e parrucchieri che attualmente non hanno la possibilità di avviare un’attività imprenditoriale. Oggi molti addetti ai lavori iniziano a muovere i primi passi verso questa nuova prospettiva. Sempre in ritardo rispetto all’America ma meglio tardi che mai!

_Serena

Il coworking si iscrive all’università

office-594132_640E’ del mese scorso la notizia dell’inaugurazione di Contamination Lab: il nuovo spazio creativo di coworking fondato dall’Università Cattolica di Milano su iniziativa di ILAB, centro per l’innovazione e lo sviluppo delle attività didattiche e tecnologiche di ateneo. Quest’idea nasce allo scopo di rendere possibile una contaminazione di idee tra realtà diverse: studenti, docenti , mondo delle imprese e delle start-ups. Attraverso l’interazione di questi  soggetti, viene valorizzata l’intraprendenza dei giovani partecipanti, che collaboreranno in team al fine di creare un’idea che possa un giorno diventare una professione. Come funziona? Possono entrare a fare parte del coworking i ragazzi iscritti all’ateneo  o già laureati in esso, ma  anche esterni che dimostrino di possedere ottime competenze nell’ambito del progetto da sviluppare. Contamination Lab offre postazioni e uffici aperti per un massimo di 12 mesi, al termine dei quali il progetto deve essere presentato. A supporto degli studenti, l’università organizza continui corsi di formazione all’imprenditorialità e incontri con esperti.

Ancora una volta il coworking punta sui giovani, diventando uno strumento di realizzazione di nuove opportunità di lavoro oggi necessarie alla ripresa del nostro Paese.

_Serena

Depressione post ferie? No, grazie!

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In occasione delle festività di Pasqua, voglio essere buona e approfittarne per darvi qualche consiglio su come rientrare in ufficio senza incappare nella famosa depressione post vacanza. Sono sempre più numerosi i lavoratori che soffrono della cosiddetta “Post vacation blue”, secondo le statistiche in Italia sarebbero sei milioni, praticamente 1 su 10.

Rientrare in ufficio dopo le ferie può diventare un trauma, dover tornare a fare cose alle quali non si è più abituati può danneggiare sia il benessere fisico sia quello psicologico, diminuendo la produttività del lavoratore. La vacanza che sia lunga o breve è da intendersi unicamente come un momento necessario a ricaricare le energie perse, non deve essere vissuta come quel periodo che ci porterà nel baratro una volta terminato.

State ben attenti perché oggi voglio darvi alcuni consigli che vi salveranno: prendete il ritorno in ufficio con gradualità e calma, fate una lista dei vostri compiti e eseguiteli uno alla volta. Organizzate un aperitivo o una cena con i colleghi, questo vi ricorderà che intorno a voi ci sono anche persone piacevoli. Ritagliatevi spazi per riguardare le foto scattate in vacanza, ascoltate la musica che vi teneva compagnia al mare e cucinate i piatti che mangiavate in montagna, riaffioreranno così i ricordi e con essi le sensazioni positive provate in ferie. E per finire continuate a sognare, pianificate il prossimo viaggio, che sia anche solo un week end, ritroverete l’entusiasmo perso.

Augurandovi una buona Pasqua e un buon riposo vi saluto, ci rivediamo al rientro!

_Serena

Il coworking all’aria aperta

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Coworking non è solo il noleggio di scrivanie, è soprattutto un modo di lavorare moderno e stimolante. Lo sanno bene i ragazzi del team del Centro Armonico Terapeutico di Campogalliano, nei pressi di Modena, che qualche anno fa hanno deciso di creare uno spazio di lavoro condiviso unico nel suo genere.

Mosso dall’idea che il benessere dell’uomo passi attraverso la relazione con la natura e gli animali, lo staff ha creato all’interno di questo centro di Pet Therapy uno spazio destinato al coworking, dove chiunque può affittare una postazione per il tempo desiderato o fare riunioni, senza mai perdere la compagnia del proprio amico fido.

Il tutto è caratterizzato da spazi ampi, ariosi e comunicanti nel perfetto equilibrio tra uomo, ambiente e natura, nel pieno rispetto di ogni forma di vita. Una passeggiata in giardino durante una pausa e l’ altra, tra cani, gatti e conigli è un ottimo toccasana per mente e corpo.

Il coworking diventa così un’ esperienza unica, rilassante e terapeutica.

_Serena

I mille volti del coworking

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Dall’originale idea del fiorentino Tommaso Colombini nasce a ottobre 2014 a Milano, la città del coworking, il primo corestaurant. Il progetto nasce dalla difficoltà del ristoratore di sottostare a costi fissi troppo alti, a forti tasse e alla richiesta di una presenza continua. Colombini crea QKing Corestaurant, un ristorante unico nel suo genere, che riprende in pieno il concetto di coworking: condivisione degli spazi di lavoro (in questo caso la cucina) per accrescere i propri contatti e la propria creatività, abbattendo i costi elevati.

QKing Corestaurant è un’ idea innovativa, più ludica per i clienti e meno impegnativa per il ristoratore. Così come il coworker può usufruire di spazi già arredati secondo proprie esigenze, i clienti di questo ristorante possono godere dell’ intero locale e decidere di cucinare da soli o in compagnia per i propri invitati. Sono a disposizione la sala da pranzo, un palco dedicato ai più piccoli, una zona bar e una cucina professionale. Sono già stati organizzati gli eventi più disparati: corsi di cucina, presentazioni di libri, addii al nubilato, compleanni e feste a tema.

Si tratta di un progetto moderno, divertente e solidale; con il suo franchising infatti Colombini sogna di creare una rete di locali che dedichino alla solidarietà una parte dei ricavi: il 5% dell’ incasso dell’affitto viene infatti versato all’associazione Oxfam contro la fame nel mondo.

_Serena