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Covid-19: si riparte

599 europa riparte, con i soliti orari e servizi

Anche 599 europa ha dovuto prendere una pausa, dettata dal Covid-19.

Eventi

Tutti gli eventi programmati sono stati annullati. Sono sospesi quelli futuri, fino a data da destinarsi. Ma non preoccupatevi: appena avremo aggiornamenti, vi comunicheremo le nuove disposizioni.

Siamo sicuri che nel momento in cui si potrà tornare alla normalità, potremo farvi recuperare tutte le feste perse. Anzi, dopo la forzata chiusura in casa, qualunque occasione diventerà motivo di festeggiare.

Uffici

Continuano (come in piena emergenza Covid-19) ad essere accessibili gli uffici temporanei, con tutti i servizi annessi. La reception è tornata attiva nel consueto orario, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00.

Abbiamo sanificato tutti gli ambienti e provveduto ad organizzare tutti gli spazi come da decreto.

In questo strano periodo, molti di voi hanno imparato in maniera forzata a svolgere smart working da casa. Questo è proprio il momento migliore per appoggiarsi al nostro business center. L’ambiente è sanificato, sicuro; l’accesso avviene con badge 24/7. E non ci sono le distrazioni tipiche di casa.

Nuovo ampliamento

In questa nuova fase, tante sono le novità. Saremo pronti ad accogliervi nei nuovi spazi che abbiamo appena terminato. Una nuova reception, il nuovo spazio coworking (riorganizzato), tanti nuovi e spaziosi uffici. Una capiente sala riunioni, in grado di tenere “normalmente” fino a 20 persone. Ma anche una cucina e un nuovo spazio break. Che non vediamo l’ora di poter tornare ad utilizzare.

Visite? Su appuntamento e con DPI

Potete venire a trovarci. Su appuntamento, usando il gel all’ingresso, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro e con la mascherina!

ferie

Il rientro dalle ferie

Le ferie dei lavoratori

Come ogni anno, la fine di agosto rappresenta il rientro a lavoro per la maggior parte dei lavoratori. Un momento cruciale, in cui si deve tornare fisicamente e mentalmente, nel proprio spazio di lavoro. Va detto che non per tutti il momento è così traumatico come sembra. Se è vero che uno stacco dalla routine lavorativa è d’obbligo, d’altro canto può capitare che certi meccanismi e determinati controlli del proprio lavoro effettivamente manchino, durante le ferie.

Spesso, però, la semplice possibilità di gestire in piena autonomia il proprio tempo (è scelta di qualcuno infatti approfittare del periodo fare a casa quello che non si ha tempo di fare durante il resto dell’anno), è la cosa che più manca al rientro.

Delle vacanze rimangono i ricordi, sotto forma anche di foto. Ma il rientro, con tutte le incombenze che devono essere gestite, solitamente catapulta nel mondo lavorativo più velocemente di quanto si creda. E così, già dal martedì ci si è quasi “dimenticati” di aver staccato la spina.

Ma come vivono le ferie i lavoratori?

Una categoria completamente a parte, è rappresentata dai lavoratori stagionali. Pensiamo a tutti coloro che si occupano di turismo, dai ristoratori, ai camerieri, agli albergatori, ecc. Questi professionisti non possono fare altro che adeguarsi alla stagionalità delle ferie altrui. Loro vivono le vacanze degli altri; per le proprie, devono attendere necessariamente la bassa stagione.

Per quanto riguarda i dipendenti (non stagionali), dal momento che molte aziende almeno la settimana di ferragosto chiudono, devono necessariamente prendere ferie in questa settimana. D’altro canto hanno margine di scelta almeno per qualche altra settimana durante l’estate, magari organizzandosi tramite turni coi colleghi. In funzione del contratto di lavoro, hanno periodi più o meno lunghi durante l’anno da dedicare alle ferie, ma ne hanno diritto.

Per quanto riguarda i freelance, questi invece hanno da un lato, maggiore probabilità di poter scegliere il periodo da dedicare alle famigerate vacanze. Dall’altra, non è sempre detto che riescano (economicamente o come tempistiche) a dedicare alle ferie il tempo che vorrebbero. La “scelta” dipenderà principalmente da due fattori: le proprie tasche e le scadenze dettate dai propri Clienti. E allora, chi può sceglie luglio, oppure giugno, o ancora qualunque altro periodo dell’anno di bassa stagione. La conseguenza è che spesso, i liberi professionisti si ritrovano a lavorare mentre gli altri sono in ferie.

Le vacanze del freelance

Il freelance in quasi nessun caso potrà decidere di staccare completamente la spina. Infatti, sulla sua stuoia, non compariranno sempre romanzi o thriller, ma manuali di approfondimento sul SEO piuttosto che su AdWords, compariranno dispense di materiale da studiare per rimanere al passo coi tempi. Dunque pc, tablet e smartphone con caricabatterie solari per non rischiare mai di rimanere sul più bello senza corrente. Riceverà spesso messaggi e mail, ai quali non potrà scegliere di rispondere più tardi.

Dovrà sempre tenere un occhio puntato sulle finanze, dal momento che le imposte non vanno in ferie. In camera avrà il pc che grazie alla connessione wifi gli permetterà di rimanere sintonizzato con quanto sta accadendo in ufficio.

Se la sua sede è un ufficio tradizionale, dovrà tenere d’occhio le chiamate dall’antifurto (e prevedere che qualche gentile collega o amico rimasto in città corra a visitare gli eventuali danni). Dovrà ricordarsi di spegnere tutto prima di partire (ma al rientro pagare le bollette anche se non ha consumato nulla). Dovrà pagare comunque affitto e bollette, anche se non ha usato lo spazio né consumato.

Lavorare mentre gli altri riposano

La possibilità per il freelance di prendere ferie, è in funzione anche del tipo di lavoro che il svolge. Se questo dipende da collaboratori che nello stesso periodo sono in vacanza, ovviamente può subire dei rallentamenti. Dunque quale momento migliore da dedicare alle attività che durante il corso dell’anno non si ha mai tempo di affrontare? Ecco alcuni suggerimenti per chi lavora mentre gli altri sono in ferie.

  • Lavorare al fresco e perché no? Un po’ meno formali del solito. Magari azzardare un pantaloncino corto, che nel corso dell’anno non si ha la possibilità di indossare.
  • Occuparsi di ciò che non si ha tempo di fare nel corso del resto dell’anno. Recuperare la contabilità, piuttosto che scrivere articoli, preparare la programmazione per l’autunno/inverno.
  • Pensare agli aggiornamenti dei social e magari programmarli già.
  • Approfittarne per aggiornarsi su determinati argomenti, leggere qualche libro o studiare qualche programma appena uscito.
  • Fare pulizia del proprio spazio di lavoro, approfittarne cioè per eliminare carte e oggetti accumulati durante tutto il corso dell’anno.
  • Prendersi qualche momento per organizzare il proprio lavoro durante il corso dell’anno.
  • Provare uno spazio di coworking: è climatizzato, comodo, ha la wifi; si ha il tempo in questo momento di provare quello più adatto alle proprie necessità.

Anche 599 europa torna all’opera

La reception di 599 europa ha terminato le ferie ed è tornata da qualche giorno operativa. Nuovamente pronti ad accogliere dipendenti, freelance e professionisti di ogni settore, vi aspettiamo dal lunedì al venerdì per provare gli spazi di coworking e l’ufficio arredato e pronto all’uso.

_Elena

coworking commercialisti

Il commercialista entra in coworking

Anche i commercialisti sfruttano i vantaggi dell’ufficio condiviso

Nonostante quella dei coworking sia una realtà in continua crescita, sono ancora tanti i pregiudizi che ne frenano l’adesione da parte di alcune categorie di professionisti. Il coworking viene spesso pensato come un ambiente  unicamente per freelance, startupper e per tutte quelle professioni “nuove”, frutto dell’evoluzione degli ultimi anni. A tal riguardo sono opportune due precisazioni:

  • È in crescita il numero delle grandi aziende che investono nello spazio di lavoro condiviso per creare uffici locali d’appoggio o sedi distaccate.
  • Sono sempre di più le figure professionali “tradizionali” (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, ecc.) che una volta provato il coworking, decidono di non abbandonarlo.

Può il commercialista appoggiarsi al coworking?

Quella del commercialista, nell’immaginario collettivo viene percepita come una figura di impostazione tradizionale, ancorata a schemi lavorativi piuttosto rigidi. Risulta quasi incompatibile con la figura del coworker inteso come “professionista senza fissa scrivania”. Affinché tutti possano sfruttare appieno i vantaggi che l’economia collaborativa e il coworking offrono, è necessario superare quest’idea frutto di una mentalità ancora troppo conservatrice.

Il commercialista già sfrutta i vantaggi della condivisione

La condivisione non è poi una novità per i professionisti classici. Quanti sono ad esempio i commercialisti che lavorano in studi condivisi? Una pratica sicuramente molto diffusa, simile sotto alcuni aspetti al coworking ma da non confondere con esso. Con lo studio condiviso il commercialista punta unicamente al risparmio dividendo spese, utenze e personale con colleghi della sua stessa categoria. All’interno del coworking ha la possibilità di interagire con professionalità diverse. Il valore aggiunto sta nella possibilità che competenze tradizionali possano fondersi con saperi più innovativi. Così capiterà che un commercialista riceva consulenze digitali e tecnologiche in cambio di aiuti fiscali e amministrativi e viceversa, il tutto nello stesso ambiente, risparmiando tempo, denaro ed energie.

599 europa: giornata di prova gratuita per commericliasti

Dunque, se da un lato il commercialista deve credere nel coworking, quest’ultimo ha l’importante compito di garantire al professionista il soddisfacimento di quelle che sono le sue esigenze base. Ecco che allora 599 europa vuole rispondere alle specifiche esigenze di questa figura lavorativa. Mette a disposizione del professionista un personale sempre pronto ad accogliere e indirizzare la clientela. Fornisce servizi essenziali come stampante ed internet. Garantisce il rispetto della privacy, fornendo uffici chiusi con arredi pronti all’uso per l’archiviazione di documenti. Permette estrema disponibilità degli spazi, garantendo anche formule di noleggio giornaliero per incontri o riunioni fissati all’ultimo minuto. Non pone alcun limite di accesso, con orari estremamente flessibili.

Proprio per incentivarne l’uso da parte dei commercialisti, 599 europa ha deciso di offrire una giornata di prova gratuita in ufficio privato a tutti i commercialisti ed esperti contabili iscritti all’Ordine. Basterà presentare il coupon qui sotto.

coworking commercialisti

_Elena

freelancer

European Freelancer Week 2016

European Freelancer Week

Finalmente anche il libero professionista può celebrare la sua settimana. Nasce infatti la prima European Freelancer Week. 7 giorni (dal 17 al 23 ottobre 2016) dedicati ad eventi in tutta Europa, incentrati unicamente sul freelancer e sulla sua crescente importanza nel mondo del lavoro contemporaneo. Sono già programmate iniziative a Roma, Torino, Berlino, Bruxelles, Varsavia e Zagabria. Singoli, organizzazioni e spazi di coworking sono invitati ad entrare a far parte della grande community dei freelancer, per contribuire insieme al riconoscimento della figura. Definiti dall’Economist “la nuova forza lavoro della on–demand economy”, un sistema nel quale le persone vengono impiegate solo per il tempo in cui sono strettamente necessarie. Insieme vogliono battersi per creare una comunità più compatta ed ottenere risposte e normative adeguate.

Chi è il freelance?

Nell’immaginario comune, il libero professionista viene connotato come un individuo che lavora in piena libertà e sregolatezza, senza orari e luoghi di lavoro fissi. Ma nonostante lavori quando e dove vuole, il tempo della sua attività è sempre frutto di un’attenta impostazione e organizzazione. Operare al di là del tradizionale rapporto di lavoro genera opportunità e sfide, gli aspetti negativi accompagnano sempre quelli positivi: l’instabilità di reddito e il rischio di rimanere isolati.

Cos’è la European Freelancer Week?

La European Freelancer Week 2016 è resa possibile grazie all’attività volontaria di una coalizione di otto associazioni di freelancer di diversi paesi europei. Tutti possono parteciparvi e proporre eventi (conferenze, workshop, sessioni di networking) da aggiungere al calendario. Sono invitati a contribuire all’iniziativa anche i coworking, che sono ormai diventati il luogo preferito dei liberi professionisti, quasi una seconda casa. Questa lotta è infatti dedicata anche a loro. Lo scopo assoluto è permettere una volta per tutte il riconoscimento del valore che freelancer e reti di coworking apportano all’economia e alla società moderna.

spring place

Il coworking contagia il lusso

Non pensiate che la sharing economy venga utilizzata unicamente da chi è costretto a modificare le proprie abitudini di consumo per ridurre le spese. L’economia della condivisione non è solo una delle risposte più efficaci alla crisi, ma un nuovo modo di vivere e lavorare, che facilita scambi professionali, creativi e culturali fra tutti, indipendentemente dal tenore di vita di chi ne usufruisce. Tanto è vero che negli Stati Uniti, la sharing economy diventa di lusso. In che modo? Nascono i coworking per le celebrità.

Spring Place: il polo delle celebrità

Spring Place a New York è uno spazio condiviso esclusivo, una sorta di club privato, polo creativo. È riservato ad alte personalità dell’arte, del design, ma anche ad imprenditori della moda e del cinema, come lo stilista Maxwell Osborne o gli attori Adrian Brody e Leonardo Di Caprio. Attivo da giugno 2016 nel quartiere di Tribeca, il coworking dello sfarzo si sviluppa grazie ai due imprenditori italiani Francesco Costa e Alessandro Cajrati Crivelli. I due, sono stati mossi dalla considerazione che negli USA il 40% della popolazione non utilizza più il tradizionale ufficio ormai obsoleto, trattandosi di free lance o mini strutture di due/tre persone.

Ma cosa spinge personaggi di questo calibro a frequentare un coworking?

Spring Place è un luogo dove lusso ed esclusività si svecchiano e cercano di incorporare il nuovo. Uno spazio condiviso dove lavorare, organizzare eventi mondani, sfilate, set fotografici, convocare meeting e fare network. Insomma anche le star per sentirsi più cool stanno adottando pian piano nuovi approcci al lavoro.

Serena