I benefici della corsa sul lavoro d’ufficio

Con l’arrivo della bella stagione e l’avvicinarsi delle ferie, la voglia di prendersi cura della propria forma fisica colpisce tutti. Ma come può un lavoratore impegnato più di otto ore in ufficio conciliare attività fisica e vita lavorativa? Negli ultimi anni lo sport più praticato dai lavoratori a tempo pieno sembrerebbe essere la corsa, una delle poche attività fisiche che non richiede abbonamenti, non comporta vincoli di orario e si può praticare soli o in compagnia. C’è chi corre al mattino prima di andare in ufficio, chi in pausa pranzo, chi preferisce farlo dopo il lavoro con i colleghi e addirittura c’è chi utilizza la corsa per andare a lavoro al posto di auto o mezzi pubblici. Diverse ricerche e studi hanno evidenziato come la correlazione tra jogging e lavoro alla scrivania sia sempre più forte. Ma come può la corsa influire positivamente sul lavoro d’ufficio?

Correre al mattino prima di andare a lavoro

Viste le alte temperature estive, tanti decidono di  correre la mattina prima di andare in ufficio. “Da pazzi” potrebbero pensare molti, in realtà il momento ideale per fisico e mente sembrerebbe essere proprio quello e tanti runners l’hanno già capito. Ma perché il mattino? Correre appena svegli aiuta il metabolismo a rimanere ottimale per tutto il corso della giornata. Il primo consiglio però è quello di fare una colazione sostanziosa solo dopo aver fatto attività, il motivo è semplice: la corsa richiede al fisico molte energie, le stesse necessarie anche al processo di digestione che fatto in contemporanea verrebbe così rallentato. Inoltre, non deve mai mancare il riscaldamento iniziale, fase in cui, oltre alla preparazione dei muscoli, il corpo ha la possibilità di passare gradualmente dal riposo al momento di massima funzionalità.

L’influenza della corsa mattutina sulla vita lavorativa

Ma veniamo al punto, perché correre dovrebbe aumentare l’efficienza in ufficio? Pensate a quanto l’autostima giochi un ruolo importante nei successi lavorativi di un individuo. Cosa c’entra tutto questo con la corsa? Un esercizio costante, permette di raggiungere passo dopo passo risultati inaspettati, con il tempo aumentano gradualmente distanza percorsa e quindi resistenza. Cresce con la corsa la consapevolezza dei propri limiti ma anche delle proprie potenzialità. Non a caso, infatti, sono molti i manager di spicco che praticano la corsa; pensate che nei paesi anglosassoni hanno addirittura inventato il triathlon per amministratori delegati (CEO Challanges). Al riguardo esistono più studi di quanto si possa pensare, tutti concordi nell’affermare che correre renda lavorativamente parlando più intelligenti: i lavoratori che corrono elaborano le decisioni con maggiore facilità e lo fanno più velocemente.

La carica per lavorare meglio

Durante la corsa il nostro organismo produce leptina, le cui  quantità sono direttamente associate a quelle della dopamina, conosciuta anche come ormone del benessere. Da questo dipende quello stato di soddisfazione quasi euforia che spesso prova chi percorre lunghe distanze. Dopo una corsa, specialmente se mattutina, nonostante sforzo e fatica ci si sente carichi e pronti ad affrontare con più grinta una nuova giornata lavorativa.

Correre insieme ai colleghi

C’è chi invece decide di coinvolgere i colleghi nella corsa. Sono molte le realtà aziendali che decidono di incentivare l’attività fisica ed in particolare il jogging fra compagni di scrivania. Perché così interesse da parte delle aziende? La corsa insieme ai colleghi aumenta la collaborazione, incentiva il lavoro in team e soprattutto diminuisce  litigi e tensioni sul posto di lavoro. Fare attività fisica insieme permette di conoscersi meglio e vedere i colleghi in maniera diversa. Lavoro e sport non sono mondi così lontani: per ottenere risultati bisogna credere in ciò che si fa, obiettivi comuni rendono il gruppo coeso.

Andare in ufficio correndo

Per unire l’utile al dilettevole e tenersi in forma risparmiando anche tempo e denaro, c’è chi decide di andare in ufficio correndo, percorso permettendo ovviamente. Un modo di fare jogging non ancora molto diffuso in Italia, dove ha invece più successo l’utilizzo alternativo della bici. Il Run Commuting si pratica oggi soprattutto a Londra e nei paesi britannici in generale, seguono Amsterdam e Parigi.  Una vera e propria ragione del perché in Italia non abbia ancora preso piede non c’è, un motivo potrebbe essere la mancanza di uffici dotati di doccia e spogliatoio, presenti invece all’estero.

Perché andare a lavoro facendo jogging conviene?

Andando in ufficio correndo, il lavoratore ha innumerevoli vantaggi. Innanzitutto risparmia denaro: si eliminano spese relative al carburante per l’auto o agli abbonamenti per i mezzi pubblici; e risparmia tempo, evitando di rimanere imbottigliato nel traffico. Senza dimenticare l’impatto positivo che fare jogging ha sull’ambiente, perché riduce smog e inquinamento.

A lavoro non solo di corsa

Se pensate che utilizzare la corsa come mezzo per andare in ufficio al posto di auto, bus o treno, sia un’idea strampalata, sappiate che c’è chi in ufficio va tutti i giorni nuotando. Tutte le mattine Benjamin David si tuffa nel fiume Isar (in Germania a Monaco di Baviera) e nuotando per circa 2 km raggiunge l’ufficio, evitando stress derivante da traffico, ricerca di parcheggio e interminabili attese dei mezzi pubblici, di cui era ormai succube da anni. Estate o inverno, con una muta o il semplice costume e le scarpette di gomma, Benjamin non teme temperature e intemperie. Con uno zainetto speciale impermeabile dove infila pc e vestiti asciutti, nuota risparmiando tempo e arriva in ufficio decisamente più rilassato di prima e meno stressato rispetto tutti i colleghi.

 

_Serena

pendolari

Il viaggio a lavoro

I pendolari italiani, secondo il rapporto 2018 del Censis, sono 13 milioni ed impiegano in media 80 minuti per gli spostamenti lavorativi giornalieri.

La destinazione del viaggio lavorativo

Al di là dei casi estremi di chi per lavoro deve muoversi da una meta ad un’altra (ad esempio hostess e steward), solitamente l’obiettivo di chi viaggia per lavoro è raggiungere una destinazione. Questa può essere l’azienda di riferimento oppure un cliente, dove presentare un prodotto o effettuare un sopralluogo. Per farlo, i tempi possono variare estremamente. Vi sono casi in cui la meta è ad esempio una piattaforma, e il lavoratore è costretto a stare lontano da casa anche per diversi mesi all’anno. Oppure, il lavoratore può stare nella meta designata solo per qualche giorno al mese. Ancora, il pendolare “costante” è colui che indipendentemente dal mezzo di trasporto, compie lo spostamento in giornata, più o meno distante, per tutto il mese lavorativo.

Come si raggiunge il posto di lavoro?

Sono molti i modi in cui si raggiunge il posto di lavoro. A piedi, in bicicletta, in auto, in treno, in battello o nave, in bus, in aereo. Normalmente, in funzione della distanza e della disponibilità dei mezzi. Il lavoratore può essere dotato di auto aziendale, oppure di auto propria percependo rimborso chilometrico. Il viaggio può avvenire in maniera solitaria oppure condivisa, con colleghi o sconosciuti. È il caso di pullman aziendali che “raccolgono” i lavoratori ai caselli autostradali, oppure dei viaggiatori che condividono il posto auto.

Anche gli stessi mezzi pubblici possono variare: ad esempio, a Milano tra i mezzi più utilizzati vi è la metropolitana; a Venezia, il battello.

I passatempi di chi viaggia per lavoro

Il passatempo più classico del viaggio in auto è la radio, strumento utilizzato anche da chi viaggia in treno, aereo o taxi. Se non è la radio è la musica di proprio gusto, tramite cuffie e app dedicate. Un buon metodo per passare il tempo è leggere un libro, meglio se di piacere, ma può anche essere argomento di approfondimento lavorativo. C’è chi viaggia non “sprecando” il proprio tempo, ma lavorando sul laptop, comunque, grazie alla connessione wifi ed alla presa di corrente. Altri passano il tempo aggiornandosi sulle news tramite il buon vecchio giornale cartaceo o abbonamento all’app. Qualcuno gioca, tramite videogiochi da scaricare sul telefono. Alcuni semplicemente chiacchierano col vicino, conosciuto o meno.

Lo stress da viaggio

La recente ricerca del Journal of Occupational and Environmental Medicine, ha evidenziato che le ore di viaggio verso il luogo di lavoro hanno un impatto sulla salute, anche mentale, dei lavoratori. Chi viaggia per circa 20 notti al mese, ha più probabilità di sviluppare disturbi (quali dipendenza da fumo o da alcool, cattiva qualità del sonno, depressione, sedentarietà, ansia), rispetto a chi per lavoro viaggia da una a sei notti in un mese.

Sebbene in maniera proporzionata, anche il pendolare giornaliero subisce una forma di stress. Uno studio dell’Office for National Statistics ha evidenziato infatti che i pendolari costretti a lunghi viaggi per raggiungere la sede di lavoro, sono più probabilmente insoddisfatti e ansiosi di coloro che non viaggiano, anche se ricevono stipendi più alti.

In cerca della sedentarietà

Qualcuno invece, non viaggia affatto: sono i lavoratori da casa e gli smart workers. I primi hanno deciso di dedicare una stanza della propria abitazione a studio. I secondi hanno deciso di interrompere il ritmo frenetico casa-ufficio almeno per qualche giorno al mese. A volte, gli smart workers comunque sono pendolari, ma verso un luogo più comodo alle loro esigenze (è il caso dei lavoratori agili che si appoggiano a spazi di coworking).

In Svizzera, per ridurre il pendolarismo, la cooperativa Village Office ha creato una rete di uffici condivisi, portando il coworking nelle città più piccole del Paese. Il progetto non è dedicato ai cosiddetti nomadi digitali (freelance e indipendenti), ma agli impiegati d’ufficio, il costo infatti è a carico del datore di lavoro.  Questo, per ridurre in viaggio di lavoro dei dipendenti (e dunque tutti i problemi derivanti) a solo 15 minuti da casa.

 

_Elena

Perché e come scegliere una sala per feste

Grazie al noleggio tanti beni e servizi, un tempo per pochi, sono diventati negli ultimi anni accessibili a molti. Con questa formula, infatti, tutti possono usufruire di qualsiasi cosa senza l’onere dell’acquisto. È sempre più diffuso il noleggio a breve termine, non solo di beni mobili ma anche immobili: stanze, uffici, sale e intere location; da oggi chi non possiede lo spazio giusto, non deve più fare alcuna rinuncia. Perché non noleggiare, ad esempio, una sala o un’intera location in esclusiva per festeggiare un evento importante e sentirsi unici per un giorno? Sono sempre più numerose le location a noleggio che propongono servizi ad hoc per soddisfare tutte le esigenze del festeggiato.

Cosa si festeggia di più?

Non solo matrimoni e cerimonie ma ogni occasione è quella giusta per festeggiare: un compleanno, il conseguimento di una laurea, un anniversario, un addio al nubilato/celibato, la fine della scuola e tanto altro. Ma cosa si festeggia di più? L’evento di tendenza degli ultimi anni è il diciottesimo; sempre più genitori sono disposti a spendere qualsiasi cifra per rendere questa occasione speciale per i propri figli. La festa in tavernetta o nel giardino di casa, la cena al ristorante o il tavolo riservato in discoteca non bastano più, oggi i diciottenni sono sempre più esigenti e pretendono l’esclusività.

Il diciottesimo: una festa moderna?

Al contrario di quanto si pensa, festeggiare la maggiore età non è una prassi tipica degli ultimi anni; questa festa affonda le sue radici nel passato. Così come per i ragazzi d’oggi il diciottesimo simboleggia la cerimonia d’ingresso nel mondo degli adulti, il Debutto in Società decretava per i giovani del Settecento l’entrata in società, il momento in cui iniziare a guardarsi intorno per trovare il buon partito e lasciare finalmente la casa paterna. Certo lo scopo dei nostri contemporanei non è lo stesso, l’obiettivo oggi non è trovare moglie o marito, ma festeggiare con un po’ di sregolatezza insieme ad amici e parenti un traguardo tanto aspettato, una sorta di trampolino di lancio verso la vita vera, quella degli adulti. Con la celebrazione del diciottesimo compleanno si acquistano ufficialmente tante responsabilità ma anche libertà e indipendenza: finalmente la possibilità di firmare le giustificazioni, tatuarsi, guidare, votare, viaggiare da soli e iniziare a gestire il proprio denaro. E allora perché non festeggiare alla grande? Tutto deve essere perfetto e indimenticabile.

Come scegliere il posto giusto?

Visto il valore del diciottesimo, organizzare la festa e trovare la location adatta è un compito piuttosto difficile. Spesso ci si trova a dover fare una scelta senza sapere effettivamente come. Decidere dove festeggiare non è mai facile, per questo è fondamentale considerare alcuni fattori, ovviamente validi non solo per l’organizzazione del diciottesimo compleanno ma di qualsiasi evento.

Valutate i collegamenti stradali

Innanzitutto è importante valutare dove si trova la location; mai sottovalutare la vastità delle conoscenze di un diciottenne: compagni di scuola, di calcio, di danza, amici d’infanzia e del quartiere, cugini e parenti; alla stessa festa potrebbero partecipare persone provenienti da posti completamente diversi e soprattutto lontani. Dunque, è fondamentale che la location sia ben collegata a più arterie stradali in modo che tutti abbiano la possibilità di raggiungerla comodamente in auto. Una location vicina all’uscita di un’autostrada, ad esempio, sarà sicuramente più gradita rispetto ad un luogo raggiungibile attraverso una strada secondaria mal segnalata.

Qual è la capacità della sala?

È un dato di fatto che a tutti gli adolescenti piaccia far festa, quindi aspettatevi che un invitato chieda di portare con sé degli amici; ragion per cui è consigliabile considerare sempre qualche persona in più rispetto la lista iniziale fatta dal festeggiato. Sappiate che utilizzare una sala di piccole dimensioni per un evento più grande, potrebbe risultare piuttosto pericoloso in termini di sicurezza. La capacità dichiarata di una sala deve sempre essere rispettata e mai sottovalutata perché stabilita sulla base di attenti calcoli dettati dalle norme vigenti. Scegliete una location che non sia costituita da un’unica sala ma che garantisca una soluzione più ampia in caso di un aumento del numero di invitati all’ultimo minuto.

Considerate i limiti di orario

La maggior parte delle location impone limiti orari ben precisi. Sarebbe davvero un peccato spegnere la musica proprio nel più bello della festa; un evento indimenticabile deve poter durare anche tutta la notte. Scegliete dunque un luogo dove non ci siano imposizioni di orario, ciò farà felici non solo i ragazzi ma anche i genitori che non saranno costretti ad alzarsi nel cuore della notte per andare a riprendere i figli, bensì potranno comodamente raggiungerli il mattino dopo.

Pensate a quali servizi vi servono

Tutte le location propongono servizi ad hoc per rendere l’occasione unica: catering, servizio barman per l’intera durata dell’evento, deejay, intrattenimento, fotografo e tanto altro. Molto spesso capita però che al cliente venga imposto di usufruire necessariamente dei riferimenti forniti dalla struttura. La location ideale è quella pronta ad assecondare con i propri servizi tutte le richieste del festeggiato, ma al tempo stesso consenta al cliente di utilizzare eventualmente un proprio riferimento (un amico deejay, un catering o un fotografo già provato), o addirittura di non usufruire di alcun servizio aggiuntivo. La libertà di utilizzare chi si preferisce è importante sia per la riuscita dell’evento sia per le tasche di chi paga.

L’importanza del videoproiettore

L’ultima tendenza fra i giovani è il prediciottesimo: un video, girato rigorosamente qualche mese prima del compimento della maggiore età, di cui il futuro festeggiato è l’indiscusso protagonista. Una sorta di videoclip musicale dove il quasi diciottenne si mostra in tutta la sua bellezza; dura tra i 6 e i 20 minuti, può essere realizzato dal ragazzo stesso o addirittura da professionisti, deve essere pubblicato prima in rete e successivamente mostrato durante la festa. Fate dunque attenzione alla strumentazione fornita; per un diciottesimo cool scegliete una location dotata di videoproiettore con eventuali microfoni, ancor meglio se disponibili in esclusiva e per l’intera durata dell’evento.

Perché festeggiare da 599 europa?

Con questa lista alla mano, scegliete la location più adatta alle vostre esigenze.

Ricordate che per una buona riuscita dell’evento, ogni stress per voi e gli invitati deve essere bandito. Festeggiando da 599 europa, infatti, gli ospiti potranno raggiungere facilmente la location, perché collocata in posizione strategica tra le uscite delle autostrade TO-MI e TO-AO; e posteggiare comodamente le proprie auto nell’ampio parcheggio riservato. Disponibili due sale di capienza diversa, comunicanti attraverso una zona bar, noleggiabili entrambe in caso di una lista invitati molto lunga. Nessun vincolo di orario, né di entrata né di uscita, la sala è infatti riservata al cliente per l’intera giornata; niente paura per le sbronze notturne potrete andar via anche il mattino dopo. Catering e barman a disposizione, ma anche una zona cucina per scaldare pietanze portate da casa. Infine, ultimo ma non per importanza viste le esigenze dei diciottenni di oggi, il videoproiettore è presente in entrambe le sale.

A questo punto non resta che augurarvi di fare la scelta giusta!

coworking artigiano

Un artigiano in coworking

Anche l’artigiano, di qualunque settore faccia parte, entra in coworking.

Ciò che i cosiddetti “coworking artigiani” forniscono sempre, a prescindere dal tipo di artigiano al quale si rivolgono, sono: gli spazi di lavoro, la sperimentazione e la condivisione di attrezzi. Li differenziano gli strumenti e i servizi accessori che offrono.

I Fablab e la stampa 3D

In Italia, i primi coworking “artigiani” hanno visto la nascita nel 2011. Como Sole, affiliato alla rete Coworking Project, è stato creato per dare spazio a professionisti che volessero approcciarsi alla stampa 3D. Ne sono nati innumerevoli, in tempi successivi (ad esempio, nel 2012 Toolbox, a Torino), con all’interno veri e propri laboratori di innovazione e FabLab. Sono laboratori di sperimentazione per artigiani digitali, che danno accesso a servizi, spazi e visibilità che altrimenti non avrebbero modo di sperimentare. Nella maggior parte di casi si tratta di veri e propri incubatori, dove le start up più innovative possono accedere anche gratuitamente.

Gli strumenti manuali

A partire dal 2014, da Mai Gad a Torino vengono messi a disposizione dei coworkers specializzati in sartoria, attrezzi quali ricamatrici, macchine da cucire, tavoli da stiro.

MegaHub a Vicenza, dal 2016 condivide macchinari per il taglio laser, stampanti e frese, ma anche banco di elettronica e strumentazione di carpenteria e falegnameria.

Anche pialle, frese, cacciaviti e chiavi inglesi, entrano in coworking: è il caso di Co.Labo, il coworking artigiano che nasce a Rozzano (Mi) nel 2016. Co.Labo dota artisti ed hobbisti di strumenti e spazi dove esporre le loro creazioni. Sempre a Milano e sempre nel 2016, nasce Make Milano, che attrezzando le postazioni con strumenti per la lavorazione della ceramica, del legno, per bricolage e cucito, apre le porte a potenziali artisti. Gli artigiani possono effettuare restauro o riuso creativo, condividendo spazi di lavoro ed idee, grazie a corsi, eventi e workshop. Anche in questo caso, hanno la possibilità di esporre e promuovere le loro creazioni.

La bottega condivisa

Il coworking artigiano, a Firenze, si evolve in bottega condivisa. Piccoli artigiani possono accomodarsi da Lofoio, uno spazio che mette a disposizione banchi da lavoro, attrezzi e internet. I creativi hanno accesso a spazio e strumenti fuori dalla propria abitazione, a costi decisamente più contenuti rispetto alla normale locazione di locali artigianali.

Il coworking e l’alto artigianato

A Roma all’inizio del 2018, ha aperto Manifactory: spazio di coworking sì, ma di alto artigianato, dove gli artigiani che vi possono accedere sono scelti tramite particolari criteri (di qualità e design). I designer del Made in Italy hanno a disposizione un laboratorio attrezzato ma anche uno showroom dedicato. Ridotte le spese dell’affitto tradizionale, a vantaggio tra il resto di promozione e creazione di sinergie con altri produttori del fatto a mano.

Sulla stessa onda, a Montelupo Fiorentino è nato nel maggio scorso Facto. Il coworking diffuso occupa 4 stabili, adibiti a postazioni in coworking, laboratori ed atelier, spazi espositivi dove mostrare le loro opere al pubblico, e ancora aule di formazione, sale meeting e sale eventi.

La regolamentazione degli artigiani in coworking

I coworking visti finora, si sviluppano con l’intento di ospitare più creativi, più o meno specializzati in un certo ambito, messi in grado di sperimentare ed utilizzare gli attrezzi del mestiere. Esiste una forma diversa di coworking che riguarda l’artigianato. Lo spazio in questo caso è gestito da uno degli artigiani, che mette in condivisione esclusivamente il locale ad un’altra figura professionale. Gli strumenti di lavoro, relativi al proprio mestiere, rimangono propri.

Questa forma di condivisione, prima di febbraio scorso poteva avvenire a Milano da parte di più professionisti facenti lo stesso mestiere. Oggi è stata regolamentata anche tra differenti professioni. Sotto lo stesso tetto, potranno dunque lavorare più artigiani, ad esempio parrucchiere ed estetista, uno come titolare e l’altro come affidatario. Regolati da specifica normativa e con costi ridotti per entrambi.

Diversamente dagli altri casi, nei quali chi ne trae vantaggio (oltre al gestore dello spazio) sono gli artigiani che utilizzano spazio ed attrezzature, in questo caso ne beneficiano anche i clienti. Questi, in un solo luogo, potranno accontentare esigenze differenti e correlate (per esempio, messa in piega e manicure), a prezzi estremamente competitivi.

 

_Elena

Dall’utilità agli eccessi della condivisione

Che sia per fini sociali, relazionali o utilitaristici, prima o poi, tutti finiscono nella rete della condivisione.  Si condividono beni, servizi, denaro (pensate a tutti quei processi di finanziamento collettivo che rispondono al nome di crowdfunding), conoscenze (Wikipedia è solo uno dei tanti esempi), competenze e tempo.

Come si condivide il tempo?

Un esempio significativo potrebbe essere quello delle Banche del Tempo. Ne avete mai sentito parlare? Si scambiano saperi e attività il cui valore è calcolato unicamente sulla base della quantità di ore fornite o utilizzate; una sorta di istituto di credito basato sulla circolazione del tempo e non del denaro. Tutti offrono qualcosa agli altri, in cambio ricevono ciò di cui hanno bisogno.  Il tempo-correntista non diventa creditore o debitore di qualcuno ma della banca; in questo modo la casalinga che offrirà un’ora per la spesa ad un anziano, avrà diritto ad un’ora di lezione dall’insegnante di yoga, o ancora l’appassionata  di cake design che in tre ore preparerà la torta di compleanno di Camilla, potrà richiedere per lo stesso quantitativo di tempo l’aiuto di Marco per sgombrare  il vecchio garage. L’unica unità di misura è l’ora, tutte le prestazioni si pongono sullo stesso livello, senza distinzioni e disparità. Come potete capire, si tratta dunque di una forma di condivisione senza scopo di lucro; gli attori della Banca del Tempo ricevono benefici e mirano al risparmio unicamente attraverso le interazioni sociali che si creano e l’aiuto reciproco.

Noleggio oltre ogni immaginazione

Un’altra forma di sharing che punta al risparmio ma in modi nettamente diversi è il noleggio, sempre più in voga negli ultimissimi anni. Nella sua continua espansione e nel suo incessante  tentativo di raggiungere e soddisfare ogni bisogno delle persone, il noleggio ha raggiunto settori a dir poco inusuali. Vi stupirà sapere quali  e quante cose strane si noleggiano oggi.

Il noleggio dei familiari

Sembra incredibile, ma in Giappone esistono delle vere e proprie agenzie che noleggiano familiari. Perché farlo? I motivi che spingono i giapponesi ad usufruire di questo servizio sono i più disparati: c’è chi richiede invitati finti per il proprio matrimonio, chi noleggia figli mai avuti, chi vuole una moglie che ricordi quella deceduta, ci sono figli che affittano genitori o madri single che cercano un finto padre per il proprio bambino.  Ma la richiesta va oltre il ruolo di familiare, sul lavoro ad esempio c’è chi necessita di un sostituto che si scusi con il cliente o con un superiore in caso di errori e chi cerca qualcuno che faccia ramanzine ai propri sottoposti. In Cina, come nell’Antica Grecia, addirittura si noleggiano persone che piangano e si mostrino sofferenti durante i funerali.

Come noleggiare la notorietà

Negli Stati Uniti tutti possono diventare famosi per un giorno, con un unico pacchetto si noleggiano infatti paparazzi e fans sfegatati con tanto di guardia del corpo. Per sentirsi oltre che famosi anche molto ricchi, c’è il lussuoso jet noleggiabile ad ore. Nessun costo per il carburante, anche perché l’aereo non parte! Lo  scopo del noleggio consiste nel farsi fare un vero e proprio book fotografico all’interno, dopo esser stati truccati e vestiti di tutto punto. Insomma, tante foto da postare per dare a tutti l’illusione di vivere nel lusso sfrenato.