coworking artigiano

Un artigiano in coworking

Anche l’artigiano, di qualunque settore faccia parte, entra in coworking.

Ciò che i cosiddetti “coworking artigiani” forniscono sempre, a prescindere dal tipo di artigiano al quale si rivolgono, sono: gli spazi di lavoro, la sperimentazione e la condivisione di attrezzi. Li differenziano gli strumenti e i servizi accessori che offrono.

I Fablab e la stampa 3D

In Italia, i primi coworking “artigiani” hanno visto la nascita nel 2011. Como Sole, affiliato alla rete Coworking Project, è stato creato per dare spazio a professionisti che volessero approcciarsi alla stampa 3D. Ne sono nati innumerevoli, in tempi successivi (ad esempio, nel 2012 Toolbox, a Torino), con all’interno veri e propri laboratori di innovazione e FabLab. Sono laboratori di sperimentazione per artigiani digitali, che danno accesso a servizi, spazi e visibilità che altrimenti non avrebbero modo di sperimentare. Nella maggior parte di casi si tratta di veri e propri incubatori, dove le start up più innovative possono accedere anche gratuitamente.

Gli strumenti manuali

A partire dal 2014, da Mai Gad a Torino vengono messi a disposizione dei coworkers specializzati in sartoria, attrezzi quali ricamatrici, macchine da cucire, tavoli da stiro.

MegaHub a Vicenza, dal 2016 condivide macchinari per il taglio laser, stampanti e frese, ma anche banco di elettronica e strumentazione di carpenteria e falegnameria.

Anche pialle, frese, cacciaviti e chiavi inglesi, entrano in coworking: è il caso di Co.Labo, il coworking artigiano che nasce a Rozzano (Mi) nel 2016. Co.Labo dota artisti ed hobbisti di strumenti e spazi dove esporre le loro creazioni. Sempre a Milano e sempre nel 2016, nasce Make Milano, che attrezzando le postazioni con strumenti per la lavorazione della ceramica, del legno, per bricolage e cucito, apre le porte a potenziali artisti. Gli artigiani possono effettuare restauro o riuso creativo, condividendo spazi di lavoro ed idee, grazie a corsi, eventi e workshop. Anche in questo caso, hanno la possibilità di esporre e promuovere le loro creazioni.

La bottega condivisa

Il coworking artigiano, a Firenze, si evolve in bottega condivisa. Piccoli artigiani possono accomodarsi da Lofoio, uno spazio che mette a disposizione banchi da lavoro, attrezzi e internet. I creativi hanno accesso a spazio e strumenti fuori dalla propria abitazione, a costi decisamente più contenuti rispetto alla normale locazione di locali artigianali.

Il coworking e l’alto artigianato

A Roma all’inizio del 2018, ha aperto Manifactory: spazio di coworking sì, ma di alto artigianato, dove gli artigiani che vi possono accedere sono scelti tramite particolari criteri (di qualità e design). I designer del Made in Italy hanno a disposizione un laboratorio attrezzato ma anche uno showroom dedicato. Ridotte le spese dell’affitto tradizionale, a vantaggio tra il resto di promozione e creazione di sinergie con altri produttori del fatto a mano.

Sulla stessa onda, a Montelupo Fiorentino è nato nel maggio scorso Facto. Il coworking diffuso occupa 4 stabili, adibiti a postazioni in coworking, laboratori ed atelier, spazi espositivi dove mostrare le loro opere al pubblico, e ancora aule di formazione, sale meeting e sale eventi.

La regolamentazione degli artigiani in coworking

I coworking visti finora, si sviluppano con l’intento di ospitare più creativi, più o meno specializzati in un certo ambito, messi in grado di sperimentare ed utilizzare gli attrezzi del mestiere. Esiste una forma diversa di coworking che riguarda l’artigianato. Lo spazio in questo caso è gestito da uno degli artigiani, che mette in condivisione esclusivamente il locale ad un’altra figura professionale. Gli strumenti di lavoro, relativi al proprio mestiere, rimangono propri.

Questa forma di condivisione, prima di febbraio scorso poteva avvenire a Milano da parte di più professionisti facenti lo stesso mestiere. Oggi è stata regolamentata anche tra differenti professioni. Sotto lo stesso tetto, potranno dunque lavorare più artigiani, ad esempio parrucchiere ed estetista, uno come titolare e l’altro come affidatario. Regolati da specifica normativa e con costi ridotti per entrambi.

Diversamente dagli altri casi, nei quali chi ne trae vantaggio (oltre al gestore dello spazio) sono gli artigiani che utilizzano spazio ed attrezzature, in questo caso ne beneficiano anche i clienti. Questi, in un solo luogo, potranno accontentare esigenze differenti e correlate (per esempio, messa in piega e manicure), a prezzi estremamente competitivi.

 

_Elena