Dall’utilità agli eccessi della condivisione

Che sia per fini sociali, relazionali o utilitaristici, prima o poi, tutti finiscono nella rete della condivisione.  Si condividono beni, servizi, denaro (pensate a tutti quei processi di finanziamento collettivo che rispondono al nome di crowdfunding), conoscenze (Wikipedia è solo uno dei tanti esempi), competenze e tempo.

Come si condivide il tempo?

Un esempio significativo potrebbe essere quello delle Banche del Tempo. Ne avete mai sentito parlare? Si scambiano saperi e attività il cui valore è calcolato unicamente sulla base della quantità di ore fornite o utilizzate; una sorta di istituto di credito basato sulla circolazione del tempo e non del denaro. Tutti offrono qualcosa agli altri, in cambio ricevono ciò di cui hanno bisogno.  Il tempo-correntista non diventa creditore o debitore di qualcuno ma della banca; in questo modo la casalinga che offrirà un’ora per la spesa ad un anziano, avrà diritto ad un’ora di lezione dall’insegnante di yoga, o ancora l’appassionata  di cake design che in tre ore preparerà la torta di compleanno di Camilla, potrà richiedere per lo stesso quantitativo di tempo l’aiuto di Marco per sgombrare  il vecchio garage. L’unica unità di misura è l’ora, tutte le prestazioni si pongono sullo stesso livello, senza distinzioni e disparità. Come potete capire, si tratta dunque di una forma di condivisione senza scopo di lucro; gli attori della Banca del Tempo ricevono benefici e mirano al risparmio unicamente attraverso le interazioni sociali che si creano e l’aiuto reciproco.

Noleggio oltre ogni immaginazione

Un’altra forma di sharing che punta al risparmio ma in modi nettamente diversi è il noleggio, sempre più in voga negli ultimissimi anni. Nella sua continua espansione e nel suo incessante  tentativo di raggiungere e soddisfare ogni bisogno delle persone, il noleggio ha raggiunto settori a dir poco inusuali. Vi stupirà sapere quali  e quante cose strane si noleggiano oggi.

Il noleggio dei familiari

Sembra incredibile, ma in Giappone esistono delle vere e proprie agenzie che noleggiano familiari. Perché farlo? I motivi che spingono i giapponesi ad usufruire di questo servizio sono i più disparati: c’è chi richiede invitati finti per il proprio matrimonio, chi noleggia figli mai avuti, chi vuole una moglie che ricordi quella deceduta, ci sono figli che affittano genitori o madri single che cercano un finto padre per il proprio bambino.  Ma la richiesta va oltre il ruolo di familiare, sul lavoro ad esempio c’è chi necessita di un sostituto che si scusi con il cliente o con un superiore in caso di errori e chi cerca qualcuno che faccia ramanzine ai propri sottoposti. In Cina, come nell’Antica Grecia, addirittura si noleggiano persone che piangano e si mostrino sofferenti durante i funerali.

Come noleggiare la notorietà

Negli Stati Uniti tutti possono diventare famosi per un giorno, con un unico pacchetto si noleggiano infatti paparazzi e fans sfegatati con tanto di guardia del corpo. Per sentirsi oltre che famosi anche molto ricchi, c’è il lussuoso jet noleggiabile ad ore. Nessun costo per il carburante, anche perché l’aereo non parte! Lo  scopo del noleggio consiste nel farsi fare un vero e proprio book fotografico all’interno, dopo esser stati truccati e vestiti di tutto punto. Insomma, tante foto da postare per dare a tutti l’illusione di vivere nel lusso sfrenato.

ebook

Il contratto si adatta al noleggio: da “a consumo” a “tutto compreso”

Il prezzo fisso

Il pagamento di una cifra “forfettaria” dove tutto (o quasi) è compreso piace sempre di più. Un tempo si pagava esclusivamente in funzione dell’utilizzo, del consumo reale. Oggi questi contratti non solo non vengono più proposti commercialmente, ma non esistono più (ad esempio nella telefonia). Pensiamo ai contratti internet, per privati e aziende: sempre più compagnie propongono cifre forfettarie a seconda dei giga che si ipotizza si consumeranno. Lo stesso discorso vale per la corrente, il gas: conoscendo indicativamente qual è il consumo medio a famiglia, le compagnie propongono contratti ad hoc a cifre prestabilite mensili. Il consumatore d’altro canto, pagherà una cifra molto conveniente, raramente (e di solito consapevolmente) oltrepassando i limiti imposti.

Il consumatore percepisce il risparmio e sarà spinto ad utilizzare sino al limite ciò che ha a disposizione (certamente, potendo controllare costantemente i consumi reali). Certo è che il rischio di spendere di più è dietro l’angolo: ecco che allo scoccare del primo giga oltre il limite consentito da contratto, la bolletta salirà apparentemente in maniera smisurata, in realtà oltre quel limite, tornerà a spendere “a consumo”. Si tratta di un concetto che si sta allargando a macchia d’olio a tutti i settori. Pensiamo al mondo della ristorazione: sempre più ristoranti propongono menu “all you can eat”, prezzo fisso e menu potenzialmente illimitato. Se esageri ed avanzi? Paghi per quanto sfori.

Noleggio = prezzo fisso

Il concetto di una quota fissa (giornaliera, settimanale, mensile) è strettamente legato al noleggio, di beni mobili ed immobili. Questo infatti presuppone il pagamento di una cifra forfettaria per avere un servizio tutto compreso e senza sorprese. La spesa è in funzione del tempo di utilizzo (un vestito, una stampante, un’auto, oppure una scrivania, un ufficio, una sala riunioni), niente di più. Tutti quelli che sono problemi (manutenzione, burocrazia, bollette, perdite di tempo ecc.) sono gestiti e devono essere risolti da qualcun altro, un servizio compreso nella quota di noleggio.

Pensiamo alla telefonia: nel caso in cui si voglia anche l’apparecchio fisico oltre ad un contratto di utilizzo dati, per tutta la durata del contratto si noleggia uno smartphone. Il pagamento mensile non dipenderà solo dall’utilizzo della linea telefonica e dati, ma anche dal tipo di telefono.

Lo stesso discorso vale per le auto: sempre più utilizzato è il noleggio a medio termine. Il servizio è sempre utile per lo spostamento da aeroporto a luogo di destinazione, per intenderci, ma oggi si affitta anche l’auto come bene di rappresentanza. Le compagnie propongono sempre più spesso auto di lusso. Ma di lusso o meno, è un servizio che nasce per non possedere nulla e pagare tasse di conseguenza, per fare bella figura con un cliente, per il piacere di guidare una bella macchina che altrimenti non ci si può permettere, e non da ultimo per il gusto di cambiarla spesso.

Il noleggio diventa virtuale

Il noleggio però ha fatto passi avanti: se infatti un tempo gli oggetti che si noleggiavano erano fisici, sempre più oggi sono diventati virtuali. Ai tempi del Blockbuster, per esempio, l’oggetto fisico (il cd, il dvd) veniva affittato a tempo. Oggi, tramite app si può ascoltare la canzone che si vuole quando si vuole, vedere il film desiderato anche appena uscito al cinema, leggere il “libro” desiderato, semplicemente pagando una cifra forfettaria mensile, e senza più possedere nulla di fisico. Certo con questo tipo di noleggio nulla rimane. Vero è che ci sarà sempre chi vorrà toccare con mano e possedere cd e dvd, che continuano ad essere ad oggi tra i modi migliori per ascoltare o vedere in alta qualità.

Pensiamo ai libri: un tempo chi non li acquistava li prendeva in prestito, da amici o biblioteche: anche in questo caso si è persa la fisicità, con l’avvento degli ebook. Certo i vantaggi sono innumerevoli: scelta, disponibilità immediata e costo. Ci sarà comunque sempre chi preferirà voltare la pagina cartacea e non toccare uno schermo, ma il futuro è in questa direzione, e i numeri del mercato parlano chiaro.

All’estremo del virtuale, addirittura c’è chi noleggia il tempo: nel 2011 in Russia è nato il primo “bar a tempo”, spazio dove tutto è compreso, l’unica cosa che si paga è il tempo in cui si rimane all’interno del bistrot.

Le applicazioni che controllano il noleggio

Per quanto riguarda il prestito di libri, anche in questo caso si sta facendo un ulteriore passo avanti nella condivisione. Accanto infatti ai classici locali dove si trovano librerie per lo scambio di libri, ecco che compaiono piattaforme on line che portano questo concetto ad un livello più tecnologico. Non ci si basa più su fiducia e bontà degli utilizzatori: l’oggetto del noleggio rimane fisico, cartaceo, ma lo scambio diventa controllato tramite punti, che si accumulano e danno diritto ad altri scambi. Lo stesso principio si vede nel settore dell’abbigliamento: esistono portali dove in cambio di vestiti nuovi o poco usati, si possono accumulare punti per acquistare a sua volta vestiti nuovi o poco usati, generalmente di ottime marche.

Per quanto riguarda le auto, esistono sempre più applicazioni che permettono di noleggiare l’auto per brevi, anche brevissimi spostamenti all’interno della città, visualizzando sullo schermo del proprio smartphone dove sono parcheggiate tutte le auto disponibili nella zona.

Noleggio è riutilizzo e risparmio

Nel mondo sempre più consumistico c’è dunque in un certo senso un ritorno al passato, si assiste cioè ad una forma di riutilizzo dei beni (fisici) oppure ad un minore accumulo degli stessi. Caratteristiche del noleggio? Velocità nell’ottenere il bene, risparmio. Certo la scelta non è illimitata come nel caso dell’acquisto, ma solitamente nel range di ciò che viene proposto troviamo ciò che fa a caso nostro.

 

_Elena