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Smart working: la famiglia al centro

Lavoro agile: per donne o per uomini?

Si stima in Italia che il 20% delle mamme lavoratrici, abbandoni la professione entro i primi due anni del primo figlio. Con questo dato alla mano, nel momento in cui è nato il concetto del lavoro agile, si pensava che questo fosse prevalentemente scelto dalle donne, in vista di una migliore conciliazione casa-lavoro. Ma non è stato così: infatti, nella fascia di età dai 30 ai 50, lo smart working è utilizzato nella stessa misura da donne come da uomini. Questo anche in funzione di un cambiamento sia nelle esigenze della famiglia, sia nelle responsabilità della stessa. Si pensi al fatto che ad oggi, anche i papà hanno gli stessi diritti delle mamme ad accedere al congedo di paternità. Cambiano le esigenze, cambia la cultura, cambiano i diritti.

Meglio il tempo o i soldi?

Abbiamo già visto in questo articolo, come i dipendenti ai quali ne venga data la possibilità, tra tempo e soldi, scelgano (quando possibile) il tempo. Da dedicare alla famiglia o ai propri hobbies, a seconda delle esigenze. Il tempo è infatti considerato un bene di lusso. I dipendenti sfruttano tutto il tempo che viene loro. Dalle 90 aziende certificate Top Employers Italia 2018, emerge che:

  • il 74% dei dipendenti usufruisce di orari flessibili;
  • il 30% utilizza lo smart working;
  • il 34% sfrutta la possibilità di ridurre le trasferte di lavoro;
  • il 52% dei dipendenti utilizza congedi speciali per i genitori;
  • il 44% contributi per assistenza ai bimbi;
  • il 48% la possibilità di portare famiglia o bambini in azienda un giorno lavorativo.

Sono sempre di più dunque le aziende che danno benefit a favore di del work-life balance, nell’ottica di creare un rapporto di fiducia azienda-dipendente. Ad esempio, alcune aziende elargiscono ore di permesso supplementari, retribuite, al dipendente che si sia distinto nella produttività. Tali benefici sono anche condivisibili tra colleghi diversi, a favore di una solidarietà aziendale.

Poter scegliere il lavoro agile

Da una ricerca di Regus, la multinazionale di spazi di lavoro flessibili, emerge che l’85% di mamme e papà se ne hanno la possibilità, preferiscono sfruttare lo smart working, per poter meglio gestire i propri impegni famigliari. Sarebbero disposti non solo a rinunciare ad altri benefit pur di ottenere il lavoro flessibile. Ma il 74% degli stessi si è addirittura detto disposto a lasciare il proprio lavoro a favore di uno che dia maggiore flessibilità.

In aziende ad impronta più rigida, sarebbe auspicabile avere la possibilità di usufruire del lavoro flessibile almeno in casi di emergenze, ad esempio recuperando ore oppure gestendo tale flessibilità con i colleghi, qualora debbano essere coperte un tot di ore giornaliere per esigenze di contatto col pubblico.

Modifiche nell’orario di lavoro

Molti genitori vorrebbero variare i propri orari di lavoro. Ad esempio, sono molti quelli disposti a rinunciare alla pausa pranzo, o anche ad accorciarla, pur di terminare prima la propria mansione. Come molti vorrebbero avere la possibilità di scegliere di accedere prima al luogo di lavoro (ad esempio entrare alle 7.30 anziché alle 8.30). L’importante, in fondo, sono i risultati: spesso, la possibilità di entrare prima (e di conseguenza uscire prima) permette specie al mattino di sfruttare quel tempo in cui in ufficio non c’è ancora nessuno per concentrarsi di più, dunque essere più produttivi.

La scelta del luogo dove lavorare in maniera flessibile

Scegliere dove lavorare (avendone la possibilità), può dipendere da più fattori. Lo spazio può essere casa propria, oppure un coworking, o ancora un bar, o un business center. La scelta varia in funzione del costo, in primis, ma anche della comodità: meglio che sia vicino a casa oppure vicino alla scuola dei propri figli? O ancora nelle vicinanze della casa dei nonni?

 

_Elena

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