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Pandemia e smart working

Nell’ultimo anno, il ricorso allo smart working è stato forzato dalla situazione emergenziale. Questo ha accelerato un fenomeno che era già in corso.

Pandemia: un acceleratore del lavoro agile

La pandemia ha chiaramente velocizzato il processo di passaggio allo smart working. Una tipologia di lavoro usata ben prima dell’emergenza sanitaria. È noto da tempo infatti, e più volte abbiamo trattato l’argomento, che la produttività per aziende che utilizzano il lavoro agile, aumenti del 15% (dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano). Si stima infatti che abbia velocizzato un processo (pochi mesi) che, in fase normale, le aziende avrebbero impiegato due anni per raggiungere.

Alcune aziende, hanno deciso di passare al lavoro flessibile in maniera permanente. È il caso di Revolut, fintech inglese, dove il passaggio al lavoro flessibile lo hanno deciso i lavoratori. Saranno infatti loro a scegliere dove lavorare, terminata la pandemia. In ottica di flessibilità l’azienda riprogetterà anche gli spazi interni. Saranno cioè presenti zone specifiche per lo sviluppo di nuove idee, zone dedicate alla formazione e altre all’interazione tra colleghi, oltre che con gli esterni (riunioni).

Minore innovazione per le aziende

Se è vero da un lato che il lavoro agile ha spinto ad una maggiore produttività, si assiste però ad un calo della capacità di innovazione di prodotti e servizi. A cosa è dovuto? I manager non delegano e hanno più difficoltà ad incentivare team virtuali. Inoltre, la minore presenza fisica in ufficio non permette un ottimale brainstorming.

Pandemia: il benessere al centro

Ripensare l’organizzazione aziendale in modalità flessibile e smart, significa tenere come fulcro benessere e produttività dei dipendenti. Ricorrere al lavoro agile permette anche di dare maggiore valorizzazione ai talenti. Maggiore impegno e produttività, sono consentiti da un ambiente più flessibile e al passo con la variazione delle esigenze del lavoratore.

Nuovi benefit

Nell’anno del Covid-19, sono cambiati anche i benefit apprezzati e richiesti dai lavoratori. Durante il lock down infatti, la costrizione alla solitudine, può aver reso fondamentale il ricorso a sedute di meditazione, ad esempio. Sono perciò meno apprezzate (oltre che per ora inutilizzabili) aree in azienda dedicate a ping pong o calcio balilla.

Responsabilità e sviluppo del talento

Con lo smart working è premiata la capacità personale di riadattarsi ed evolvere, all’evolvere della situazione. Il lavoro agile ha responsabilizzato i lavoratori. Non soltanto perché ora lavorano per obiettivi; volenti o no, tutti coloro che hanno approcciato allo smart working hanno dovuto fare i conti con la tecnologia. Nuovi strumenti, digitalizzazione, innovazione.

Smart working: il pericolo della solitudine

In piena pandemia, si è stati costretti a ricorrere al lavoro agile. All’inizio questo può essere per alcuni stato entusiasmante, perché situazione completamente nuova ed in ambiente di casa. E dunque sull’immediato ha dato una spinta ad una maggiore produttività. Ma sul lungo termine, diventata prassi per sempre più aziende (anche fuori dall’emergenza dei primi tempi), oggi si rischia di cadere nella trappola dell’isolamento e della solitudine. Dunque dell’esaurimento. Il ritorno all’ufficio, anche solo per qualche giorno a settimana, provoca aumento dell’umore. Stare in isolamento ed avere meno rapporti con i colleghi, o comunque parlarci solo tramite video call, ha reso più sterile la comunicazione, rendendo i rapporti più difficoltosi ed univoci.

Smart working e sicurezza informatica

Ora, l’ufficio può essere ovunque. Inizialmente le aziende hanno dovuto adattarsi, dal punto di vista tecnologico, alla situazione emergenziale. Ora hanno avuto modo e tempo di migliorare la loro infrastruttura informatica. Il passaggio al cloud è obbligato: grazie a questo, si ottiene la flessibilità per lavorare ovunque, da qualunque dispositivo ed in qualunque momento. Svincolare l’utente al posto fisico di lavoro ed alla rete aziendale, deve però essere associato ad un ottimo controllo sulla sicurezza informatica. Tutti i dati che escono dai muri dell’azienda, devono essere protetti e non attaccabili.

La sicurezza prima di tutto

Il ritorno nell’ambiente che è dedicato al lavoro, come l’ufficio, deve in ogni caso svolgersi in piena sicurezza. Gli ambienti devono essere sicuri, protetti e accoglienti. 599 europa sanifica gli ambienti regolarmente. Gli spazi vengono sempre tenuti areati. Viene rilevata la temperatura agli ospiti e fornito l’igienizzante mani in tutti gli ingressi. Le riunioni vengono svolte con distanziamento, riducendo il numero di posti disponibili. Viene tenuto l’elenco dei partecipanti per i 14 giorni successivi al meeting.

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