Posts

Quando una mamma torna al lavoro: l’aiuto del coworking

scuola

Ne abbiamo già parlato in passato, ma l’argomento ci sta particolarmente a cuore: come conciliare l’essere mamma con l’essere lavoratrice, se non ci sono i “santi” nonni? Ebbene, alcune grandi aziende rispondono a questa esigenza in diversi modi:

  • creando nidi aziendali (ad esempio Unicredit, Micfrosoft Italia) interni o convenzionati;
  • creando nidi in condivisione tra diverse aziende (ad esempio Fiat, Geox, Nestlé, nonché diverse realtà pubbliche), gestiti da società esterne;
  • promuovendo lo smart working (ad esempio Vodafone), dando cioè la flessibilità, in termini di orari e spazi di lavoro, alle mamme al rientro della maternità.

Quest’ultima soluzione è anche quella che più fa a caso delle mamme libere professioniste: i coworking oltre a dare loro uno luogo fisico e/o virtuale dove lavorare, danno parallelamente spazio ai loro bimbi all’interno di asili affiancati e convenzionati, gestiti da educatrici qualificate. Sull’onda di Piano C, il primo spazio di questo tipo nato alcuni anni fa a Milano, a gennaio ha aperto le porte anche Comama, realtà di Bari che si pone l’obiettivo di diventare uno spazio di ripresa graduale del lavoro post-maternità.

Tra le mamme, siano esse dipendenti o freelance, i benefit maggiormente apprezzati sono la possibilità di appoggiarsi allo smart working e l’accesso a bonus per baby sitter e asilo, piuttosto che sfruttare nidi aziendali, più esosi e poco flessibili in termini di orari. Inoltre tramite agevolazioni alle aziende che promuovono lo smart working, si mira ad un maggiore utilizzo del congedo parentale anche da parte dei papà: dunque vedremo sempre più mamme e papà portare i figli all’asilo accanto al loro ufficio temporaneo!

_Elena

Lo smart working s’imbatte nella pubblica amministrazione

pexels-photoSe avete letto l’articolo precedente, sapete già quanto le grandi imprese italiane stiano sentendo negli ultimi anni la necessità di un rinnovamento dell’ormai attempato rapporto datore-dipendente. Ma il governo come intende intervenire in tutto questo? All’alba del 2016 il Parlamento si è mosso: il 28 gennaio è stato approvato il disegno di legge sul lavoro agile, finalmente è stata creata una normativa ad hoc per lo smart working. Ma la novità assoluta sta nel rimando esplicito alla possibilità di applicazione del modello flessibile anche ai dipendenti degli enti pubblici. D’altronde in passato se n’era già parlato con la riforma Madia nell’agosto 2014, il cui articolo 14 prevede che “le pubbliche amministrazioni adottino misure organizzative per la sperimentazione di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa allo scopo di promuovere la conciliazione di tempi di vita e di lavoro dei dipendenti”.

La speranza è che lo smart working diventi una pratica sempre più diffusa, non solo una prassi possibile ma un traguardo. Lo scopo è ottenere una maggiore flessibilità che sia pur sempre tutelata nei contratti. Un primo assaggio di responsabilizzazione del dipendente era già stato abbozzato con il telelavoro, tentativo fallito, causa la scarsa propensione all’innovazione della pubblica amministrazione.

Vogliamo parlare dello svecchiamento che lo smart working porterebbe  a questo settore? Una scossa di entusiasmo ad una gestione manageriale ormai secolare e sopita, creando così le condizioni ideali per la nascita di un ambiente nuovo, dove lavoratori motivati possano ritrovare fiducia nelle proprie capacità. Una cultura del lavoro basata sui risultati e non più solo sul rigido adempimento di procedure burocratiche.

_Serena

I Business Center alla prova dello smart working

Bologna 10 Giugno BusinessAnche Coworking 599 europa parteciperà all’evento dell’anno firmato ufficiarredati.it, che si terrà venerdì 10 e sabato 11 giugno presso il Centro Easy Office  di Bologna.

 I protagonisti dei Business Center e del Coworking avranno la possibilità di incontrarsi e sedere alla stessa tavola rotonda  intitolata “I Business Center alla prova dello smart working” per conoscersi, confrontarsi e migliorarsi. Oltre alle sedi affiliate che hanno confermato la loro partecipazione, potranno prendere parte all’incontro anche i non iscritti che siano fortemente attratti dal concetto di condividere idee e spazi di lavoro. Scopo della manifestazione è la creazione di nuove sinergie fra gli addetti del settore, fornendo loro un’occasione professionale unica per confrontarsi  riguardo l’evoluzione delle modalità e degli ambienti di lavoro.