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Smart working dal punto di vista del lavoratore

Qualche dato sullo smart working in Italia

Secondo l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, circa il 7% degli impiegati adotta lo smart working; si tratta nella maggior parte di uomini (69%) con età media 41 anni.

Lo smart worker è un lavoratore sempre più isolato, che mantiene contatti virtuali con l’azienda. Per periodi determinati (ad esempio qualche giorno al mese), può non essere più fisicamente presente in ufficio ma resta collegato virtualmente ad esso.

Perché decidere di ricorrere allo smart working?

Poter decidere di ricorrere allo smart working rappresenta un vantaggio sotto molti aspetti e per molte categorie. Le donne possono gestire meglio gli orari per andare incontro alle esigenze famigliari. I pendolari risparmieranno sui tempi degli spostamenti, e ciò che ne guadagna è la produttività. Lo smart worker deve essere messo in grado di operare con i giusti strumenti tecnologici, per lo svolgimento del lavoro da remoto. Questo dipende comunque dal datore di lavoro.

Il lavoratore deve, come normativa prevede, poter scegliere di appoggiarsi al lavoro agile. Non tutti infatti sono pronti ad approcciarsi a questa modalità di lavoro. Deve avere la possibilità di provare e di tornare alle condizioni precedenti, qualora non si sentisse portato al lavoro da remoto.

Da un lato, chi adotta il lavoro agile ha maggiore autonomia e indipendenza; d’altro canto, deve possedere un forte senso di responsabilità, una forte capacità di concentrazione ed un buon senso dell’organizzazione. Scattano dunque una serie di meccanismi impliciti. Così, l’home worker tenderà ad essere più competitivo, dovrà rendere più di un office worker perché deve dimostrare di poter svolgere lo stesso lavoro anche al di fuori delle pareti dell’ufficio classico. Non dovrà cedere alle distrazioni e dovrà essere dotato degli stessi mezzi del collega in ufficio. Dovrà avere una adeguata connessione ed una potente rete per accedere in cloud a tutti i documenti a cui accede il collega in postazione standard.

_Elena

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Smart working e aziende

Lo smart working: quali vantaggi per le aziende?

Le aziende costantemente si adattano all’evoluzione del lavoro. Dal momento che è stato regolato, sempre più puntano allo smart working o lavoro agile, facendo svolgere il lavoro ai loro dipendenti da casa oppure da spazi di coworking.

Per le imprese, il ricorso al lavoro “smart” deve significare in primis un sensibile calo delle spese immobiliari e di gestione. Dunque un aumento della produttività, una accelerazione dell’innovazione e della competitività ed anche una maniera per attirare i migliori talenti. Alcune imprese mirano a diminuire gli spazi non utilizzati adottando la scrivania “flessibile”. Tramite questa modalità, la postazione del dipendente non è fissa all’interno dell’ufficio ma varia in funzione della disponibilità o della prenotazione. Altre aziende applicano lo allo smart working in toto.

Perché il lavoro agile funzioni, è chiaro che le imprese si debbano adeguare. Ciò significa: buona infrastruttura virtuale, applicazioni che mettano in contatto il personale per avere sempre sotto controllo la situazione. Utilizzo di sistemi informatici per svolgere riunioni e meeting da remoto.  Ricorso a programmi che permettano di accedere in cloud ai dati presenti in ufficio. Dotazione di sistemi per mantenere la sicurezza informatica sui dati che “escono” e potenziare l’attuale rete aziendale.

Come le imprese sfruttano il lavoro agile

Ad oggi, il 30% delle grandi imprese in Italia sfrutta i vantaggi del lavoro agile. Se è vero che il fenomeno tra le grandi aziende italiane è sempre più diffuso, difficile è che riescano a gestirlo le piccole imprese. Questo, per due ordini di motivi: innanzitutto, una mancanza di cultura nel settore. Si tratta di un fenomeno ancora troppo giovane perché molte aziende siano aperte e pronte a recepirlo. In secondo luogo, l’adeguamento ha un certo prezzo, che non tutti sono pronti a sobbarcarsi.

Quali aziende in Italia, effettivamente, sono ricorse al lavoro agile?

Tra le grandi aziende, anche le pubbliche amministrazioni. Ferrovie dello Stato ha avviato un periodo di prova di un anno: 500 dipendenti possono lavorare da qualsiasi luogo prescelto da 4 a 8 giornate al mese. L’azienda fornisce ad ogni lavoratore tutti gli strumenti informatici necessari e pone ad ogni lavoratore obiettivi misurabili.

Tra i grandi nomi spuntano anche American Express, Vodafone, Ferrero, Barilla, Enel, Siemens, Microsoft. Fastweb è ricorsa al lavoro agile dal 2015. Ma anche Alstom, Philips, Sisal, Unicredit, Qui!Group, Sanofi.

_Elena