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Il coworking visto dalla reception

Buongiorno coworkers! 

Oggi, vorrei raccontarvi il coworking dal mio punto di vista: sono Elena e mi trovo dietro la reception di 599 europa.

Anche io ho una scrivania, la connessione internet veloce e sicura, i servizi, la stampante e il telefono VoIP. Insomma, ho gli stessi strumenti che utilizza chi qui affitta le postazioni. Sono anche io in un open space, in questo momento sento un altro coworker che ticchetta sulla tastiera del suo computer, alle scrivanie accanto.

Si condivide la pausa caffè e spesso si chiacchiera dei lavori di casa e della passeggiata della domenica, dunque c’è un lato personale; d’altro canto c’è un lato professionale che non è da sottovalutare: basti dire che spesso capita anche a noi di rivolgerci a professionisti che qui lavorano per la gestione di determinati servizi. Ed allo stesso tempo, avendo noi i biglietti da visita di chi qui dentro lavora, spesso accade di consigliare qualcuno ai nuovi arrivati.

E così, si entra nel meccanismo sociale del coworking, sebbene non tutti lavorino alle scrivanie in coworking puro. Ma è il concetto che si allarga a tutti coloro che affittano qualunque postazione, che sia la scrivania oppure l’ufficio privato.

La prima domanda che spesso mi viene rivolta da persone incuriosite a questa tipologia di spazi di lavoro, è: “chi lavora qui? Quali professionisti?” E così, l’avvocato mi chiederà se c’è già un avvocato, il geometra se c’è già un geometra. Perché non è visto solo come uno stile di lavoro ma anche come un metodo per ampliare il proprio raggio di clienti. E’ vero che le professionalità che occupano questo spazio sono tutte piuttosto differenti tra loro e anzi spesso sono complementari; forse proprio per questo nell’ultimo anno sono stati molti i casi di collaborazione nati all’interno di queste mura.

Insomma, personalmente mi trovo in una postazione differenze da chi affitta la propria, ma posso con certezza dire che lavorare PER il coworking è come lavorare IN coworking!