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Il contratto si adatta al noleggio: da “a consumo” a “tutto compreso”

Il prezzo fisso

Il pagamento di una cifra “forfettaria” dove tutto (o quasi) è compreso piace sempre di più. Un tempo si pagava esclusivamente in funzione dell’utilizzo, del consumo reale. Oggi questi contratti non solo non vengono più proposti commercialmente, ma non esistono più (ad esempio nella telefonia). Pensiamo ai contratti internet, per privati e aziende: sempre più compagnie propongono cifre forfettarie a seconda dei giga che si ipotizza si consumeranno. Lo stesso discorso vale per la corrente, il gas: conoscendo indicativamente qual è il consumo medio a famiglia, le compagnie propongono contratti ad hoc a cifre prestabilite mensili. Il consumatore d’altro canto, pagherà una cifra molto conveniente, raramente (e di solito consapevolmente) oltrepassando i limiti imposti.

Il consumatore percepisce il risparmio e sarà spinto ad utilizzare sino al limite ciò che ha a disposizione (certamente, potendo controllare costantemente i consumi reali). Certo è che il rischio di spendere di più è dietro l’angolo: ecco che allo scoccare del primo giga oltre il limite consentito da contratto, la bolletta salirà apparentemente in maniera smisurata, in realtà oltre quel limite, tornerà a spendere “a consumo”. Si tratta di un concetto che si sta allargando a macchia d’olio a tutti i settori. Pensiamo al mondo della ristorazione: sempre più ristoranti propongono menu “all you can eat”, prezzo fisso e menu potenzialmente illimitato. Se esageri ed avanzi? Paghi per quanto sfori.

Noleggio = prezzo fisso

Il concetto di una quota fissa (giornaliera, settimanale, mensile) è strettamente legato al noleggio, di beni mobili ed immobili. Questo infatti presuppone il pagamento di una cifra forfettaria per avere un servizio tutto compreso e senza sorprese. La spesa è in funzione del tempo di utilizzo (un vestito, una stampante, un’auto, oppure una scrivania, un ufficio, una sala riunioni), niente di più. Tutti quelli che sono problemi (manutenzione, burocrazia, bollette, perdite di tempo ecc.) sono gestiti e devono essere risolti da qualcun altro, un servizio compreso nella quota di noleggio.

Pensiamo alla telefonia: nel caso in cui si voglia anche l’apparecchio fisico oltre ad un contratto di utilizzo dati, per tutta la durata del contratto si noleggia uno smartphone. Il pagamento mensile non dipenderà solo dall’utilizzo della linea telefonica e dati, ma anche dal tipo di telefono.

Lo stesso discorso vale per le auto: sempre più utilizzato è il noleggio a medio termine. Il servizio è sempre utile per lo spostamento da aeroporto a luogo di destinazione, per intenderci, ma oggi si affitta anche l’auto come bene di rappresentanza. Le compagnie propongono sempre più spesso auto di lusso. Ma di lusso o meno, è un servizio che nasce per non possedere nulla e pagare tasse di conseguenza, per fare bella figura con un cliente, per il piacere di guidare una bella macchina che altrimenti non ci si può permettere, e non da ultimo per il gusto di cambiarla spesso.

Il noleggio diventa virtuale

Il noleggio però ha fatto passi avanti: se infatti un tempo gli oggetti che si noleggiavano erano fisici, sempre più oggi sono diventati virtuali. Ai tempi del Blockbuster, per esempio, l’oggetto fisico (il cd, il dvd) veniva affittato a tempo. Oggi, tramite app si può ascoltare la canzone che si vuole quando si vuole, vedere il film desiderato anche appena uscito al cinema, leggere il “libro” desiderato, semplicemente pagando una cifra forfettaria mensile, e senza più possedere nulla di fisico. Certo con questo tipo di noleggio nulla rimane. Vero è che ci sarà sempre chi vorrà toccare con mano e possedere cd e dvd, che continuano ad essere ad oggi tra i modi migliori per ascoltare o vedere in alta qualità.

Pensiamo ai libri: un tempo chi non li acquistava li prendeva in prestito, da amici o biblioteche: anche in questo caso si è persa la fisicità, con l’avvento degli ebook. Certo i vantaggi sono innumerevoli: scelta, disponibilità immediata e costo. Ci sarà comunque sempre chi preferirà voltare la pagina cartacea e non toccare uno schermo, ma il futuro è in questa direzione, e i numeri del mercato parlano chiaro.

All’estremo del virtuale, addirittura c’è chi noleggia il tempo: nel 2011 in Russia è nato il primo “bar a tempo”, spazio dove tutto è compreso, l’unica cosa che si paga è il tempo in cui si rimane all’interno del bistrot.

Le applicazioni che controllano il noleggio

Per quanto riguarda il prestito di libri, anche in questo caso si sta facendo un ulteriore passo avanti nella condivisione. Accanto infatti ai classici locali dove si trovano librerie per lo scambio di libri, ecco che compaiono piattaforme on line che portano questo concetto ad un livello più tecnologico. Non ci si basa più su fiducia e bontà degli utilizzatori: l’oggetto del noleggio rimane fisico, cartaceo, ma lo scambio diventa controllato tramite punti, che si accumulano e danno diritto ad altri scambi. Lo stesso principio si vede nel settore dell’abbigliamento: esistono portali dove in cambio di vestiti nuovi o poco usati, si possono accumulare punti per acquistare a sua volta vestiti nuovi o poco usati, generalmente di ottime marche.

Per quanto riguarda le auto, esistono sempre più applicazioni che permettono di noleggiare l’auto per brevi, anche brevissimi spostamenti all’interno della città, visualizzando sullo schermo del proprio smartphone dove sono parcheggiate tutte le auto disponibili nella zona.

Noleggio è riutilizzo e risparmio

Nel mondo sempre più consumistico c’è dunque in un certo senso un ritorno al passato, si assiste cioè ad una forma di riutilizzo dei beni (fisici) oppure ad un minore accumulo degli stessi. Caratteristiche del noleggio? Velocità nell’ottenere il bene, risparmio. Certo la scelta non è illimitata come nel caso dell’acquisto, ma solitamente nel range di ciò che viene proposto troviamo ciò che fa a caso nostro.

 

_Elena

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Noleggio vs possesso

Parola d’ordine: risparmiare. Ma anche condividere. Nell’epoca infatti della sharing economy, si preferisce utilizzare un bene piuttosto che possederlo. Un tempo (ma non tanti anni fa), le cose si possedevano: si acquistavano e si custodivano, utilizzavano e curavano, per molti anni, spesso fino a che non smettevano di funzionare. Oggi, per desiderio di cambiare, ma sopratutto per risparmiare i beni si noleggiano, condividendoli con altri utilizzatori precedenti e successivi. Piace infatti sempre più l’idea di pagare una cifra “forfettaria”, solitamente mensile, dove tutto è compreso. Gli oggetti continuano a lavorare fino a che funzionano, ciò che cambia è il fatto che per tutta la loro vita variano costantemente “proprietario”.

Il noleggio di beni mobili

E così, ci troviamo in un’epoca dove è possibile noleggiare davvero di tutto. Partiamo dai beni più “classici”, le auto, forse i mezzi che da più anni si utilizzano con la formula del noleggio, a breve o a lungo termine. Fino a qualche anno fa le protagoniste del lungo termine erano le auto nuove. Oggi sta prendendo piede anche il noleggio a lungo termine delle auto usate (che comunque non superino i 24 mesi di vita ed un certo numero di km). E così, con una cifra pattuita inizialmente, a seconda del modello e della durata, azienda o privato pagheranno una quota mensile. Nessuna spesa aggiuntiva per tassa di proprietà, assistenza stradale, assicurazione e manutenzione ordinaria e straordinaria.

Dunque si condividono viaggi. Tramite auto (con servizio di spostamento e parcheggi riservati all’interno della città o con organizzazione di veri e propri viaggi condivisi). Con bus, che con tappe predefinite portano persone alle mete più disparate a prezzi vantaggiosissimi. Oppure con taxi ossia con autista compreso. Il tutto tramite applicazioni sempre più tecnologicamente avanzate e adattate alla velocità anche dei pagamenti. Ancora, con mezzi quali scooter o biciclette, che funzionano con lo stesso principio delle auto in noleggio a breve termine.

Si condividono parcheggi: posti cioè prenotati a tempo e posizionati in determinati punti strategici delle città.

Il noleggio dei beni immobili

C’è poi chi mette a disposizione in condivisione una stanza della propria casa. Certo nessuno si è inventato niente in questo settore. Ben precedente all’avvento della sharing economy era la condivisione di stanze della stessa casa da parte di più studenti. Ma oggi tutto questo è controllato da contratti ad hoc, che tutelano proprietario e noleggiatore. C’è chi mette a disposizione la propria casa, e non più solo a medio o lungo termine, ma anche a breve termine (ad esempio una notte).

Il noleggio in ufficio

Anche nel settore aziendale si preferisce il noleggio al possesso. L’azienda, ne guadagna in termini di costi e anche di visibilità, proponendo a dipendenti e clienti sempre prodotti nuovi o semi nuovi. Due sono i casi ai quali si assiste: il noleggio oppure il comodato d’uso gratuito dei beni. Col noleggio di macchinari da ufficio quali stampanti oppure docking station, i vantaggi per il consumatore sono innumerevoli, in quanto ad un costo fisso mensile, ci si solleva da una serie di problemi e spese accessorie (installazione dei software di gestione, assistenza tecnica e non per ultimo consumabili). Vi sono poi fornitori che invece propongono il comodato d’uso, che si accollano cioè l’acquisto e la manutenzione di macchinari, dati ad uso gratuito a clienti finali (previo minimo d’ordine periodico di consumabili). Questo è il caso di prodotti quali stampanti, piuttosto che macchine del caffè oppure distributori di snack o ancora dispenser di sapone e carta.

Da qualche anno a questa parte poi la formula del noleggio viene applicata anche sullo spazio fisico di lavoro: scrivanie ed uffici vengono dati in condivisione. Prezzo fisso al mese (o all’ora o al giorno), tutti i principali servizi compresi, nessuna preoccupazione per l’utilizzatore finale. Le stesse aziende, sempre più si appoggiano a questo tipo di soluzioni per i loro dipendenti.

Il noleggio nel privato

E poi si condividono articoli per la casa, attrezzature sportive, utensili di vario genere, apparecchi fotografici. Ancora: materiale da campeggio, giochi da tavola, tovaglie, tavoli e sedie, gonfiabili, vestiti da matrimonio, vestiti e giochi per bambini. La novità è che il concetto è arrivato al privato, e non è dedicato esclusivamente all’azienda o al possessore di partita IVA.

Nel mondo dei piccoli, il noleggio ancora una volta da il suo contributo a chi non si possa permettere l’acquisto ma non voglia o non possa rinunciare a determinati oggetti più o meno indispensabili. Pensiamo al mondo dei pannolini lavabili: esistono siti che danno in noleggio kit predefiniti a costi vantaggiosi (spesso per chi è “green” è difficile permettersi l’acquisto). O ancora passeggini, oppure culle, lettini, fasce e marsupi. Da qualche anno anche le farmacie permettono il noleggio di strumenti altrimenti estremamente costosi, il cui uso spessissimo è confinato ad un determinato periodo: pensiamo a bilance e tiralatte, a noleggio a giornata. Certo ci sarà sempre chi comunque questi prodotti li acquisterà, ma consapevole dell’esistenza di una ottima alternativa.

Cambia il concetto di “usato”

Il mercato dell’usato certamente c’è sempre stato, in ogni settore. Quello che cambia oggi è che viene data la possibilità a sconosciuti, di utilizzare un bene già usato da qualcun altro ma senza dover pensare noi stessi al passaggio di questi beni ad altri utilizzatori. Tramite app specifiche e mezzi on line si prende in prestito un oggetto (appunto fisico o virtuale), per il tempo necessario, pagando una cifra precedentemente stabilita e senza problemi di sorta (assicurazione, guasto, furto, ecc.). Il dopo? Non è più un problema nostro.

 

_Elena