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Mamme e lavoratrici #1

Il nostro è uno staff al femminile; sono sempre di più le donne e le mamme che lavorano nei nostri spazi; da quando siamo aperti abbiamo già visto nascere almeno tre piccoli. Per tutti questi motivi, il tema della conciliazione maternità-lavoro, è un argomento che a noi di 599 europa sta particolarmente a cuore.

Portare i figli a lavoro

Il caso delle mamme libere professioniste meriterebbe un articolo a parte. Si tratta della categoria meno facilitata ad affrontare il rientro a lavoro nei tempi “consoni”. E che in alcuni casi si vede costretta a portare fisicamente e per necessità il proprio figlio a lavoro.

Dalla nostra esperienza, possiamo dire che il nostro coworking sia aperto a ricevere i figli, più o meno piccoli. Sebbene non ci sia uno spazio a loro dedicato, capita spesso di vedere arrivare mamme e papà a lavoro accompagnati, specie ora che le scuole sono finite. Il bello del business center è che contrariamente ad un ufficio tradizionale, è possibile portare i piccoli senza che questo comprometta i propri rapporti lavorativi. Infatti, chi utilizza i nostri spazi ha la libertà di gestione del proprio tempo, ed essendo all’interno del proprio ufficio riservato ed insonorizzato non reca alcun disturbo ai colleghi che stiano ad esempio ricevendo i propri clienti in quel momento.

L’iniziativa “Bimbi in ufficio”

Quante volte noi mamme dobbiamo spiegare ai nostri bimbi che andiamo a lavorare per portare a casa i soldini? E loro ci guardano con aria interrogativa, non capendo che cosa intendiamo. Portare i bimbi in ufficio, quando fattibile, permette a questi proprio di realizzare che cosa fanno mamma e papà. E perché no, metterli alla propria scrivania è un modo per loro di sentirsi grandi!

Non solo coworking e business center sono più aperti a ricevere i piccoli. L’amministrazione comunale di Milano, con sede a Palazzo Marino, il 10 luglio con l’iniziativa “Bimbi in ufficio” aprirà le porte ai figli dei dipendenti. Così i figli potranno toccare con mano, scoprire e condividere le mansioni giornaliere dei propri genitori.

Mamma e papà lavorano. Chi guarda il piccolo?

Un problema non indifferente è quello di dove “lasciare” i propri figli durante l’orario di lavoro. Un argomento che dovrebbe essere affrontato ben prima di progettare una gravidanza. Nella maggior parte dei casi, i nonni o sono molto giovani dunque lavorano ancora, o sono troppo anziani per potersi occupare di piccoli terremoti. Molti passi avanti sono stati fatti (per citarne alcuni, Bonus nido oppure nidi aziendali). Abbiamo già affrontato questo argomento in un precedente articolo.

La scelta delle mamme

Quando una lavoratrice diventa mamma, dovrebbe poter scegliere se e come affrontare il proprio rientro a lavoro. Molte mamme dopo la maternità obbligatoria, scelgono di accedere alla maternità facoltativa (anche non retribuita) pur di stare il più possibile col proprio piccolo, in una fase della vita così delicata e dove è richiesta costante presenza. Alcune poi scelgono l’aspettativa, mentre altre rinunciano definitivamente al proprio lavoro. Anche se non è sempre facile né possibile scegliere se e come continuare o meno a lavorare. Un secondo stipendio oggi come oggi è fondamentale; inoltre sono sempre più le donne che non vogliono rinunciare alla propria carriera. I figli in fondo crescono, molto più in fretta di quanto non si creda.

È difficile, in alcune giornate sembra impossibile, ma si può conciliare la propria vita occupazionale con il lavoro di mamma. Qualche giorno più di altri, bisogna fare i conti con i propri sensi di colpa. E certamente, le aziende devono avere una mentalità aperta che permetta questa conciliazione. Perché una mamma ha pieno diritto a sentirsi lavorativamente soddisfatta. Una mamma è prima di tutto una donna.

Cosa cambia per le donne, ed in particolare per le mamme, nel 2019?

Con la Legge di Bilancio 2019, viene ufficialmente riconosciuto lo smart working come misura a sostegno delle madri. Infatti, viene oggi data la precedenza all’accesso al lavoro agile da parte delle madri, entro tre anni dal congedo di maternità. Tale priorità possono averla anche i genitori che debbano assistere ad un figlio disabile. Inoltre è fatto divieto discriminare o licenziare la lavoratrice in stato di gravidanza, come lavorare in turni notturni, fino al primo anno del bambino. Inoltre, oggi la futura mamma può scegliere l’astensione dal lavoro per i primi 5 mesi del bambino ossia può decidere (qualora non vi siano controindicazioni mediche), di lavorare fino al momento del parto. Ancora, come misura a sostegno del rientro a lavoro, il bonus nido è stato portato dal 2019 da € 1.000,00 a 1.500,00. Non solo vantaggi per le mamme: le donne prossime alla pensione, possono scegliere di andare in pensione con qualche anno di anticipo, certo con un importo minore.

I contro

Certo la scelta di avvantaggiare le mamme all’accesso al lavoro agile, desta non poche critiche, in quanto si avvantaggia solo una fetta di coloro che potrebbero averne bisogno. Inoltre, soprattutto le piccole aziende si troverebbero in difficoltà a concedere lo smart working ai propri dipendenti, specie se presente più di un soggetto con diritto alla priorità.

 

_Elena

prolab materials

Intervista: ProLab Materials

Abbiamo voluto fare qualche intervista tra chi utilizza da più o meno tempo i nostri spazi. Oggi sentiamo l’azienda ProLab Materials.

Di che cosa vi occupate?

In ProLab siamo ingegneri, chimici e imprenditori. ProLab sviluppa e produce resine per stampanti 3D. Operativamente acquisiamo le richieste dal cliente per materiali su misura, individuiamo la strategia operativa, svolgiamo ricerca e sviluppo di nuovo prodotti nei nostri laboratori chimici, infine produciamo direttamente il materiale sull’impianto industriale nei volumi richiesti.

Recentemente abbiamo aperto un nostro store per la linea di prodotto di materiali compatibili con le stampanti 3D con più base di installato sul mercato: https://prolabmaterials.com/store/

Come sei venuto a conoscenza del nostro Centro?

Tramite mio padre, per passaparola, nel 2015.

Perché hai scelto 599 europa? Che cosa ti ha convinto?

Inizialmente la nostra esigenza era di avere uffici disponibili, un punto di incontro facilmente raggiungibile per i meeting. Ci ha convinti la possibilità di ingresso in qualunque orario, servizio carente di altri coworking.

Inoltre ci ha convinti la posizione fuori Torino, facilmente raggiungibile senza il classico traffico del centro, e la facilità nel dare indicazioni grazie alla vicinanza dell’autostrada TO-MI.

Avresti potuto svolgere la tua attività anche da casa? Se sì, spiegaci perché hai preferito noleggiare un ufficio.

Certamente ci sarebbero molte soluzioni possibili, ne ipotizzo alcune:

  • Adibire parte dei capannoni ad uffici: sarebbe stato scomodo per noi far arrivare i clienti direttamente in loco, per la presenza di molto traffico industriale, strade non facilmente accessibili e continue lavorazioni industriali. Inoltre non sarebbe stato possibile garantire la privacy per l’elevato numero di produzioni conto terzi dei clienti.
  • Affitto classici uffici: la serie di contratti e utenze da far propri si traduce in sostanziale perdita di tempo, di denaro. La domande era: quando saremo operativi? con la flessibilità degli uffici all’interno del coworking ci si avvantaggia del pronto all’uso.
  • Cowoorking in Torino e Incubatore: come startup avremmo potuto facilmente richiedere aree uffici e laboratori, a prezzi di favore in centro a Torino.

Tuttavia la scelta della posizione è stata predominante, in Torino la presenza di molti parcheggi a pagamento sempre più cari, avrebbe scoraggiato la visita di molti.

Nel nostro caso il potenziale accesso alla struttura anche nel weekend è una libertà a cui avremmo dovuto rinunciare in altri coworking, con orari imposti dalle strutture.

Secondo te quali sono i vantaggi di un ufficio a noleggio rispetto alla locazione di un ufficio o altre soluzioni?

  • Pronto da subito.
  • Tutto compreso nel contratto: non ci si preoccupa di contratti: luce, riscaldamento, Wifi, servizi di pulizia, manutenzioni, tutto compreso in un unica fattura, preoccupandosi solamente di lavorare.
  • Servizio reception accoglienza clienti, per rappresentanza è molto importante far sentire il cliente ben accolto e indirizzarlo all’ufficio o alla sala meeting.
  • Sale meeting pronte all’uso, per presentazioni con proiettore e servizi opzionali fra cui scegliere.

Quali servizi utilizzi presso il ns Centro?

A mio parere, i servizi più utilizzati nella struttura sono:

  • Accoglienza clienti
  • Servizio ritiro posta
  • Servizio stampante
  • Area caffè relax

Hai trovato nuovi spunti lavorando qui? Sono nate delle collaborazioni?

Si sa che parlando si trovano molti spunti.

Direi che spesso ci si confronta con personalità interessanti, si può sempre imparare qualcosa!La socializzazione è limitata alla vicinanza o alla volontà di ognuno ovviamente.

Forse si potrebbe incentiverebbe con aree relax più grandi, con un paio di tavoli e sedie/sgabelli, sempre più clienti preferiscono portare il pasto da casa.

freelance

Libero professionista vs dipendente: lo smart working

Che lavoro farò da grande?

A volte, si sa, è impossibile scegliere quale lavoro svolgere. Spesso ci si adatta a quello che si trova, senza purtroppo avere potere decisionale. Ci si trova così nella situazione in cui per mancanza di posto fisso ma dovendo comunque monetizzare, si decida di aprire partita IVA. In altri casi si sogna invece di potersi permettere il lavoro in proprio esattamente nell’ambito dei propri studi. Per arrivare a questo obiettivo serve passare qualche anno da dipendente per potersi permettere l’apertura della partita IVA. Insomma, i casi sono innumerevoli. Quello che non cambia, è che spesso accade che chi lavora in proprio provi “invidia” per chi invece lavora come dipendente (sostanzialmente per le maggiori tutele e garanzie date a chi non è autonomo). Chi invece lavora come dipendente prova “invidia” verso il freelance (soprattutto per quello che riguarda la libertà della gestione del proprio tempo).

Vantaggi e svantaggi della libera professione

Il libero professionista ha, nella maggior parte dei casi, la libertà di scegliere dove lavorare e come gestire il proprio tempo. Dunque è flessibile, ma ha comunque delle scadenze da rispettare, solitamente più ferree di quelle del dipendente. Infatti, portare a termine un lavoro significa riceverne prima il pagamento. Certamente, il libero professionista può scegliere di non svolgere un lavoro, ma questo comporterà la mancanza di un’entrata. L’orario è sì flessibile, ma questo può significare non avere limiti. Lavorare fino a tardi e senza pause, pur di rispettare le scadenze. Il lavoratore autonomo non ha ferie né mutua: se non lavora, non incassa. Il vantaggio naturalmente c’è, in quanto potenzialmente il freelance può guadagnare anche molto, in funzione della professione, dei clienti che trova e del tempo che decide di dedicare al lavoro.

Normalmente il freelance non ha compiti assegnati, deve inventarsi ogni giorno. Non ha tutele o ne ha molto poche, dal punto di vista della legge. E rischia l’isolamento. D’altro canto può scegliere dove lavorare. Un aiuto in questi termini può giungere da coworking e business center che ben rispondono alle sue esigenze di flessibilità. Sotto più aspetti: dal punto di vista degli orari di accesso, degli spazi a disposizione e non per ultimo dei costi favorevoli, spesso riservati a determinate categorie lavorative. All’interno del coworking il freelance può anche trovare terreno fertile per sviluppare le sue idee, conoscendo altri professionisti del suo o di altri settori. Può uscire quindi dall’isolamento, anche prendendo parte agli eventi organizzati dal coworking stesso.

Le sfaccettature professionali del freelance

Il freelance deve essere più professionalità in una. Deve saper gestire le finanze della sua “azienda”, per quanto autonoma. Certo può (o deve) appoggiarsi a commercialista e consulente del lavoro, ma deve conoscere la sua situazione in tempo reale. Il lavoratore autonomo deve dunque essere un buon amministratore di se stesso. Dovrebbe possedere doti da commerciale per saper proporre e vendere il proprio prodotto. Deve saper gestire gli acquisti e appoggiarsi a fedeli fornitori, pochi o tanti che siano. Il professionista deve saper gestire i clienti, solitamente molto esigenti. Deve anche saper gestire il suo ufficio: che sia una stanza di casa oppure uno spazio all’interno di un coworking o di un business center, della ricerca e dei preventivi se ne deve occupare personalmente. Gli spazi condivisi vengono per questo in aiuto dei freelance, dal momento che tolgono una parte di lavoro (relativamente a accollamento bollette e burocrazia).

Il lavoro dipendente

Un dipendente non ha queste incombenze: certo, deve comunque sapere gestire le proprie finanze ed arrivare a fine mese, è indubbio, ma dal punto di vista lavorativo c’è qualcun altro che gestisce per lui i rapporti con le figure preposte. Anche il dipendente avrà delle scadenze da rispettare, ma che abbia più o meno lavoro da svolgere, normalmente un certo giorno del mese comunque riceverà lo stipendio. Quest’ultimo però non potrà variare molto. Per avere aumenti deve produrre di più, dimostrare di aver prodotto di più, o sfruttare straordinari (se previsti); avrà però tredicesima (e in qualche caso anche quattordicesima).

Smart working: esclusi i liberi professionisti

Due facce, pro e contro. C’è però una sorta di via di mezzo, che raccoglie i vantaggi di entrambe le tipologie. Riservata, però, come l’accesso ad altri servizi integrativi, esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Si tratta degli smart worker, ossia lavoratori dipendenti che nella maggior parte del loro tempo lavorano all’intero del proprio ufficio, ma per alcuni periodi possono lavorare dove vogliono agli orari che vogliono. Visto sotto questo punto di vista, questo rappresenta il caso più fortunato.

connessione

Smart working: gli strumenti utili

Lavorare bene ed essere più produttivi, non significa necessariamente stare tra le mura dell’ufficio, ma crearsi il giusto ambiente di lavoro, ovunque esso sia. Per fare ciò, sono necessari: la giusta mentalità (da parte in primis del datore di lavoro, ma anche di base del lavoratore), i giusti strumenti “fisici” (forniti dall’azienda ed integrati in funzione delle proprie necessità) ed i giusti strumenti “virtuali”.

I requisiti per lo smart working: l’infrastruttura

Innanzitutto, l’impresa deve strutturarsi e mettere quindi il dipendente nella condizione di lavorare anche fuori dall’ufficio. La postazione di lavoro dovrebbe essere fedelmente riprodotta da remoto. La connessione internet deve essere valida e garantita. La privacy deve essere mantenuta (l’azienda dovrà investire in modo da garantire la sicurezza dei dati che dall’azienda stessa escono). Inoltre, l’azienda dovrà dotare il lavoratore di una infrastruttura adeguata.

Grazie alla tecnologia, l’impresa può dotare il lavoratore smart dei giusti strumenti virtuali. Il ricorso al cloud è fondamentale nello smart working, per poter svolgere la propria mansione e mantenere il contatto con colleghi e capi. Grazie al cloud, infatti, oggi è permessa la consultazione, l’utilizzo e la modifica dei documenti presenti in ufficio, da qualunque dispositivo in qualunque posto. Bisogna essere autorizzati e possedere credenziali di accesso, e il gioco è fatto.

Scegliere dove lavorare

Lavorare da remoto non significa necessariamente lavorare da casa. Se non si vuole (per non portare il lavoro nella vita privata) o non si può (non si ha lo spazio fisico) lavorare da casa, ci si può appoggiare a spazi ad hoc, come i coworking. Numerose applicazioni aiutano nella ricerca di spazi in funzione della zona e delle caratteristiche ricercate. DeskNear.me permette di trovare la “scrivania” desiderata, nel mondo. WorkSnug si basa su feedback dei clienti, per trovare non solo coworking, ma spazi con connessione internet e le condizioni ambientali idonee. ShareDesk permette di trovare spazi di coworking o uffici arredati, nel mondo.

Gli strumenti fisici per il lavoro da remoto

Oltre alle applicazioni ed alla consultazione di documenti da remoto, l’azienda dovrà fornire all’impiegato i giusti mezzi fisici per poter lavorare da casa. Smartphone, cuffie, pc e tablet, webcam, strumenti per consentire le videochat e gli aggiornamenti in tempo reale con lo spazio di lavoro. Il lavoratore può poi apportare le proprie modifiche a ciò che dall’azienda gli viene fornito.

Un’ottima alternative alle cuffie auricolari, ad esempio, per isolarsi dai rumori di fondo (presenti in casa o nello spazio di coworking, con il vicino costantemente al telefono) sono le cuffie professionali wireless “noise-cancelling”, per sentire e farsi sentire meglio.

E’ possibile utilizzare sul proprio pc, in ufficio o da remoto, l’app F.lux. Questa adatta la luminosità dello schermo al momento della giornata, per non affaticare la vista.

Una caricabatterie prtatile o “power bank” potrebbe essere fondamentale per poter ricaricare sempre ed ovunque i propri dispositivi. Specie per lo smart worker che lavori al di fuori delle quattro mura.

Le app utili allo smart worker

Sono molte le applicazioni on line, facilmente utilizzabili, che con differenti scopi permettono di lavorare da remoto.

  • Controllo

    TeamViewer o equivalenti, un sistema che tramite credenziali di accesso, rende possibile accedere al desktop del proprio pc o direttamente del server, in ufficio.

  • Condivisione di documenti

    Google Drive permette di trascinare in cloud in cartelle suddivise tutti i documenti che si vogliono avere a disposizione ovunque. Permette anche di condividerne la visualizzazione (in modalità sola lettura o con possibilità di porre modifiche) con altri utenti registrati ed autorizzati. WeTranfer consente di spedire velocemente via mail contenuti anche molto pesanti.

  • Firma di documenti

    Docusign consente la firma elettronica di documenti on line.

  • Telefonate

    Skype, app in voga ormai da anni, permette call conference e videochiamate. Messagenet o simili, basati sulla tecnologia VoIP (dunque necessitano di linea internet), molto utile per chiunque non si appoggi alla linea fissa, ma voglia comunque un numero di telefono. Il numero è gestito tramite app sul proprio smartphone o tramite trasferimento di chiamata. Whatsapp può tornare utile, qualora si abbia a disposizione un telefono aziendale, per condividere velocemente informazioni in gruppi dedicati.

  • Check-list

    Evernote è un’applicazione che consente di organizzare e condividere note.

  • Monitoraggio e condivisione delle attività lavorative

    Basecamp consente di monitorare le attività lavorative, comunicare con colleghi e responsabili, pianificare progetti. Asana e Trello permettono di lavorare in team da remoto, Trello in particolare, consente non solo di condividere progetti e to-do-list con altri utenti, ma anche di assegnare i singoli task dei membri del team; permette di gestire promemoria e checklist. Slack è strumento di comunicazione aziendale che permette tra il resto di effettuare scambi informativi e di business. Idonethis invia quotidianamente report su attività e progressi dei lavoratori connessi.

  • Fatturazione

    Expensify consente tramite foto, di salvare sul proprio smartphone documenti come fatture e di registrarli in contabilità. Utile in aggiunta ai programmi che eventualmente fornisce l’azienda per fatturare.

  • Registrazione vocale

    Dragon Dictation, app di registrazione vocale, offre la possibilità di dettare messaggi e testi in genere, anziché scriverli, risparmiando tempo. Any.do, sempre tra le applicazioni atte alle to-do-list, ha lo scopo di appuntare liste di attività grazie però al riconoscimento vocale.

  • Calendari

    GoogleCalendar o applicativi equivalenti, permettono di programmare le attività, gli eventi, le prenotazioni, gli appuntamenti, in condivisione con il proprio team di lavoro. Così tutti ne rimangano aggiornati in tempo reale.

Le app per gestire le pause

Lavorare da remoto significa gestire il proprio tempo nel migliore dei modi; esistono così una serie di applicazioni nate con lo scopo di gestire le pause.

Da un lato, è più facile distrarsi. Arriva in soccorso RescueTime: lasciata in background, monitora la quantità di tempo speso nelle varie attività, bloccando i siti precedentemente da noi indicati come potenziali distrazioni.

D’altro canto, si rischia di non staccare mai la spina. Per questo è nata FocusBooster, che tiene traccia dei tempi di lavoro, suddividendo le attività da svolgere in task di 25 minuti di durata (intervallate da 5 minuti di pausa).

 

_Elena

ordine

L’importanza di ordine ed organizzazione

L’ordine nello spazio di lavoro

In ogni spazio di lavoro (che sia in ufficio, casa, coworking, ufficio condiviso, ecc.) la parola chiave dovrebbe essere l’ordine. In primis della scrivania. Dunque delle proprie attività. Anche (e spesso soprattutto) per la gestione dei rapporti con i colleghi. Specie se si tratta di uno spazio condiviso, in utilizzo con altri colleghi o con perfetti sconosciuti, è fondamentale dare l’idea di pulizia e di ordine. Certo lo spazio di lavoro può e deve essere personalizzato, ma non in maniera eccessiva, ad esempio senza posizionare troppe fotografie della propria famiglia o del proprio cane, o disegni del proprio nipote. Desktop sempre libero e pulito dai troppi documenti; meglio se sulla scrivania del proprio pc siano presenti cestino e collegamenti alle varie app.

Lo spazio di lavoro non dovrebbe presentare troppe distrazioni. Sebbene sia necessario staccare la spina, non è bene che determinati oggetti o app facciano parte dello spazio di lavoro. Va sempre tenuto in mente il raggiungimento finale degli obiettivi imposti.

L’ordine passa dalla pulizia

La pulizia nel proprio spazio di lavoro è fondamentale. Pulizia intesa sia come igienizzazione degli ambienti sia come organizzazione. Sarebbe opportuno prevedere più o meno regolarmente una eliminazione di ciò che non si utilizza. Ogni tanto vanno eliminati tutti quei fogli “di brutta” piuttosto che tutti quegli oggetti o documenti che non necessariamente devono essere conservati.

Dal punto di vista igienico, la scrivania rappresenta un punto cruciale, in quanto è lo spazio prevalentemente utilizzato nel corso della giornata lavorativa, spesso da più persone. Dunque luogo di accumulo di sporcizie. Per arrivare ai bagni, che specie se sono in condivisione devono essere igienizzati più frequentemente.

L’organizzazione del team di lavoro #1: lo spazio

L’organizzazione passa sì dal singolo, ma gli obiettivi devono essere chiari a tutta la squadra. Nel caso in cui si lavori in team, infatti, l’organizzazione deve essere stabilita a priori. Che si tratti di una applicazione in condivisione, oppure di una scrivania fisica, meglio “perdere tempo” prima e mettersi a tavolino con i colleghi che utilizzeranno lo stesso spazio. Questo per fare sì che chiunque lo utilizzi sia in grado di trovare quello che sta cercando ma anche di sapere dove mettere nuovi salvataggi o oggetti e carte.

L’organizzazione del team di lavoro #1: il tempo

L’organizzazione del proprio tempo e del tempo da dedicare ad attività con colleghi è fondamentale. Alcune aziende, per scelta, decidono di dedicare qualche ora un giorno fisso della settimana (ad esempio, il lunedì) per fare il punto della situazione ed organizzare i task di ogni impiegato o del team. Il tempo dedicato alla programmazione, può comunque risultare fondamentale, nell’ottica di aumentare la produttività e di fare in modo che tutte le persone coinvolte siano disponibili, dando una cadenza fissa all’appuntamento.

Ordine e back-up

L’importanza dei backup è fondamentale. Se si gestisce un proprio sito o se un esterno se ne occupa, meglio programmare costanti salvataggi. Anche tutti i documenti di uso quotidiano e il server devono essere backuppati regolarmente, per evitare spiacevoli inconvenienti di perdite di dati. Questo può essere ovviamente fatto su server fisico ma anche su server virtuale, a seconda delle esigenze specifiche.

App che aiutano nella programmazione

L’organizzazione passa dalle proprie capacità decisionali, ma vi sono innumerevoli applicazioni che aiutano ad ordinare le idee ed organizzare le proprie scadenze. La scelta di appoggiarsi e consultare un calendario (fisico o virtuale, a consultazione personale oppure in condivisione), è cruciale per non perdere di vista le cose da fare, gli obiettivi, le priorità, gli appuntamenti.

Fondamentale è una buona programmazione, non solo delle tempistiche ma anche degli aggiornamenti delle pagine social, piuttosto che del proprio blog, se in possesso di uno. Molti social e gestori di blog permettono una buona programmazione, per stabilire una pubblicazione cadenzata e costante. Esistono in alternativa buoni programmi in cloud (ad esempio Hootsuite) che permettono di gestire, in maniera gratuita, post anche su più social contemporaneamente.

L’ordine e il raggiungimento degli obiettivi

In alcuni casi, l’impiegato non ha potere in merito a determinate decisioni organizzative. Così, sarà costretto ad adattarsi a ciò che viene imposto dall’alto, col malcontento che può derivarne. In altri casi può scegliere il metodo da utilizzare all’interno di un range fornito da qualcun altro; oppure può avere libera scelta.

Che si tratti di lavoro dipendente o indipendente, la mansione ricoperta prevede che vengano effettuati determinati passi per arrivare al raggiungimento dell’obiettivo. In alcuni settori, specie nell’ambito della produzione, c’è una tabella da rispettare strettamente. L’operaio ad esempio non potrà né dovrà apportare modifiche, rispettando tempi e modalità di esecuzione, anche stabilite dai macchinari. In innumerevoli altri settori, deve essere portato a termine il proprio obiettivo, ma la modalità per il raggiungimento dello stesso dipende in parte o in toto da chi esegue il lavoro.

Nelle libere professioni si arriva all’estremo del concetto di libertà, in quanto il libero professionista potrà essere oberato dal lavoro oppure faticherà per trovarne di nuovo, ma dovrà comunque avere una particolare propensione nell’organizzazione dello stesso. E se non è in grado di organizzare il proprio tempo, sarà meno dispendioso in molti casi affidarsi ad altre figure professionali (ad esempio, l’aiuto di una segretaria che prenda gli appuntamenti).

 

_Elena