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Fase 3: guida al DPCM dell’11 giugno 2020

A partire dal 15 giugno 2020 siamo entrati ufficialmente nella cosiddetta fase 3. In questi mesi comportamenti di individui ed aziende  sono stati regolati e continuano ad esserlo da una serie di misure dettate dai vari Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Un susseguirsi di norme atte a fronteggiare l’avanzamento del Coronavirus, che per la loro complessità e velocità di emissione, hanno gettato gli italiani in un vero e proprio stato di confusione.

Lo scheletro dell’ultimo DPCM

Il DPCM al quale facciamo riferimento nella fase 3 è l’ultimo emesso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 147 dell’11 giugno 2020. La normativa relativa è entrata in vigore il 15 giugno 2020 e lo sarà sino alla data del 14 luglio 2020. Il Decreto è prolisso e non certo di facile lettura, come d’altronde tutti quelli che lo hanno preceduto. Il nostro scopo è lasciarvi un’infarinatura generale di quella che è la sua ossatura, così da sapere di che cosa si tratta, annoiandovi sì, ma non troppo. Aiutandovi così ad individuare il punto di vostro interesse del Decreto, in modo tale che possiate leggere direttamente sul testo ufficiale solo la parte che regola la materia su cui volete saperne di più. Il cuore del Decreto è la sua prima parte, composta da 11 articoli, seguono gli allegati.

Articolo 1: misure obbligatorie da applicarsi in Italia

Il primo articolo è molto lungo, ma decisamente importante per tutti, perché detta le linee base che devono essere applicate sull’intero territorio nazionale. Nulla è cambiato rispetto alle precedenti normative in merito alla temperatura corporea, è fatto assoluto divieto di uscire dal proprio domicilio con più di 37,5° (a). Concesse finalmente le attività ludiche dei bambini al chiuso e all’aperto, sotto il controllo di operatori che verifichino il rispetto del distanziamento (c). La distanza accordata per l’attività fisica esterna è di 2 m, per quella motoria di 1 m (d). Concessi gli eventi e le competizioni sportive ma solo a porte chiuse (e). Dal 25/06 sono consentiti gli sport di contatto (g). Consentite le manifestazioni pubbliche ma solo in forma statica (i).

Le attività scolastiche

Rimangono sospese le attività scolastiche di ogni grado, dall’asilo all’università (q).Si richiede sia incentivata la didattica online dai dirigenti scolastici (r), nelle Università (s) e nella formazione musicale e coreutica (t). Confermata anche nella fase 3 la sospensione di congressi, riunioni e meeting in cui sia coinvolto personale sanitario (v).

Le aperture riconfermate dall’articolo 1

L’articolo conferma le aperture antecedenti alla fase 3: parchi, ville e giardini con l’obbligo di distanza di almeno 1 m (b); palestre, piscine, centri e circoli sportivi (f); comprensori sciistici (h); sale giochi, scommesse e bingo (l); teatri, sale da concerto, cinema, con posti preassegnati e distanziati (m); i musei (p), luoghi di culto (n), nei quali sono consentite le funzioni religiose (o); e ancora Centri benessere e termali (z). Attivi i servizi di ristorazione (ee); gli esercizi di somministrazione in ospedali e aeroporti (ff); le attività inerenti i servizi alla persona, come estetisti e parrucchieri (gg); i servizi bancari, finanziari ed assicurativi (hh); gli stabilimenti balneari (mm) e le attività ricettive (nn).

Seconda parte dell’articolo 1

Si continua con il divieto per gli accompagnatori di recarsi nelle sale d’attesa e al pronto soccorso (aa). Gli ingressi di parenti e visitatori nelle RSA e nelle strutture di lunga degenza sono consentiti ma devono essere limitati e devono sottostare a misure rigide per evitare il contagio (bb). Sono imposti controlli idonei negli istituti penitenziari e penali per minorenni, con obbligo di isolamento dei sintomatici (cc). Riconfermato il metro di distanza obbligatorio e gli ingressi dilazionati nelle attività commerciali al dettaglio (dd). Riattivato come da precedente fase il trasporto pubblico, con la possibilità per ogni Presidente di Regione di ridurre o sospendere le corse per l’esecuzione degli interventi di sanificazione (ii). Imposte una serie di raccomandazioni per le attività professionali (ll).

Dal secondo al settimo articolo

Nell’articolo 2 l’elenco dei provvedimenti da adottare per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali. L’articolo 3 si sofferma sulle misure di informazione e prevenzione del personale sanitario, da tenersi nei servizi educativi di ogni ordine e grado, negli uffici dell’Amministrazione Pubblica e da parte dei sindaci. Per tutti coloro invece che dovessero muoversi da o verso il bel Paese: disposizioni relative all’ingresso in Italia (4), transiti e soggiorni di breve durata in Italia (5), ulteriori disposizioni in materia di spostamento da e per l’Estero (6), disposizioni navi da crociera e navi di bandiera estera (7).

Dall’ottavo all’ultimo

L’articolo 8 si dedica al trasporto pubblico di linea. Segue la normativa dedicata alle specifiche disabilità, che afferma la non obbligatorietà del distanziamento sociale per chi sia affetto da determinate patologie (9). L’articolo 10 stabilisce quelli che sono gli organi competenti al monitoraggio del rispetto di tutte le disposizioni elencate. L’undicesimo è quello conclusivo perché indica da quando tali regole sono in vigore e fino a quando saranno efficaci.

I protocolli con le Comunità

Con gli undici articoli termina il vero e proprio Decreto. Lo stesso è accompagnato nella Gazzetta ufficiale da alcuni allegati. I primi sette sono dedicati ai culti religiosi, nel dettaglio si tratta dei Protocolli stilati con le Comunità religiose presenti sul territorio nazionale.

La socialità dei più piccoli

Chi nel Decreto cerca maggiori informazioni circa l’incontro dei non adulti, deve concentrarsi sull’allegato 8. In esso il Presidente Conte insieme al Dipartimento per le politiche della famiglia ha definito un Protocollo di linee guida da seguire nella fase 3 per la gestione in totale sicurezza della socialità di bambini ed adolescenti.

Le attività economiche e produttive

L’allegato 9  un documento contenente le indicazioni che guidano passo a passo l’Italia nella riapertura delle attività economiche e produttive. Costituito da infinite schede tecniche, ciascuna relativa ad un determinato settore di attività. In ogni scheda sono appunto specificate le misure da adottare in ogni singolo campo, riconosciute a livello scientifico, per la prevenzione ed il contenimento del virus.

Congressi e grandi eventi fieristici

Una delle schede è dedicata ai Congressi ed ai grandi eventi fieristici. Su questa ci siamo soffermati particolarmente, in quanto Centro Congressi, non potevamo farne a meno. Le direttive della fase 3 impongono che gli accessi siano ordinati allo scopo di eliminare totalmente possibili assembramenti (distanziamento sociale obbligatorio di 1 m).  Tutte le presenze devono essere iscritte su registro da conservare per almeno 14 giorni, in caso di contagio. Qualora prevista una postazione accoglienza o segreteria, la stessa deve avere le dovute barriere fisiche o, in alternativa, risiedere in una posizione riservata. Deve essere misurata la temperatura corporea di tutti i partecipanti. Se presenti guardaroba, oggetti ed abiti devono essere conservati in appositi sacchetti. Non devono mancare igienizzanti mani (collocati in più punti dell’area).

L’informazione ed il ruolo del digitale

L’informazione gioca un ruolo fondamentale: cartellonistica (in più lingue, se presente pubblico straniero), segnaletica e, dove possibile, personale addetto. Il coronavirus ha incentivato all’ennesima potenza il ruolo del digitale in tutti i campi. Anche il documento incentiva l’utilizzo di tecnologie digitali, come ad esempio le prenotazioni online e i pagamenti.

La sistemazione dello spazio 

La manifestazione in fase 3 deve essere statica, dunque, gli utenti devono potersi accomodare. È d’obbligo la sistemazione preventiva delle sedute, che tra l’una e l’altra devono avere uno spazio di almeno un metro; tale distanziamento potrà essere ridotto solo in presenza di eventuali barriere fisiche idonee a proteggere dal contagio. Per quanto riguarda invece i relatori, tavolo e podio devono essere collocati ad una distanza tale che consenta loro di non indossare la mascherina durante gli interventi; a differenza degli uditori e del personale che devono invece mantenere il dispositivo per l’intera durata del Congresso. I dispositivi e le attrezzature, come microfoni, tastiere, telecomandi, ecc. devono essere disinfettati prima dell’utilizzo e protetti da pellicola da sostituire al cambio di ogni utilizzatore.

Materiale informativo ed igienizzazione

È buona norma che durante un Congresso venga distribuito materiale informativo. In questa terza fase eventuale documentazione o gadget però devono essere collocati in appositi espositori distanziati, in modo tale che i partecipanti possano entrarne in possesso in autonomia, con l’obbligo di igienizzazione delle mani prima del contatto. È comunque sempre da preferire il materiale digitale. Per quanto riguarda la pulizia, tutti i locali devono essere sanificati dopo l’utilizzo. Deve essere favorito il ricambio d’aria delle aree. Così come negli impianti di condizionamento, dove possibile, deve essere eliminata la funzione di ricircolo dell’aria. Infine si richiede che nei servizi igienici sia sempre tenuto in funzione l’estrattore d’aria.

 Gli allegati finali

Il Decreto non finisce qui! Seguono una serie di altri allegati, ma su questi ci limiteremo a dirvi solo di che cosa si tratta, così che possiate andare ad analizzarli unicamente se interessati. L’allegato 10 definisce i Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico- scientifico in data 15 maggio 2020, che detto in parole povere è l’insieme di tutte le raccomandazioni sanitarie da seguire per contenere l’epidemia. L’allegato 11 contiene le misure specifiche per gli esercizi commerciali. La sicurezza sui luoghi di lavoro è trattata nel documento che segue, con le indicazioni delle linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di Protocolli di sicurezza anti-contagio; con la distinzione tra cantieri (13), settore del trasporto e della logistica (14) e trasporto pubblico (15). Dulcis in fundo le banali misure igienico-sanitarie da cui siamo ormai bombardati dall’inizio della diffusione del virus.

_Serena

Rimborsi: consumatori nel panico

Il lockdown ha stravolto piani e progetti futuri, per questo alcune delle norme sull’emergenza Coronavirus  regolano la materia dei rimborsi, facendo chiarezza su quelle che sono le modalità di recupero delle spese effettuate per i servizi negati dalla chiusura forzata.

Dall’emergenza sanitaria all’emergenza economica

Cessata, almeno per il momento, la più dura fase della psicosi collettiva da contagio, gli italiani sono oggi alle prese con un’altra paura: l’inquietudine economica. È infatti con la ripresa della quotidianità che ci si scontra necessariamente con tutte quelle difficoltà economiche che il lockdown ha generato. Si va dalla preoccupazione per l’infinita attesa della cassa integrazione, all’incertezza del mantenimento del posto di lavoro; sino al pensiero meno gravoso ma pur sempre importante, di come ottenere il rimborso di un viaggio mai fatto o di un abbonamento acquistato e mai utilizzato.

Consumatori nel caos

Sono tantissimi i servizi cancellati dai provvedimenti varati dal Governo in questi mesi per fronteggiare l’emergenza. Questi accorgimenti governativi, pur d’obbligo per il contenimento del virus, hanno creato una serie di problemi ai consumatori. Gli stessi sono oggi disposti ad imbattersi in una vera e propria giungla di regole e modalità di rimborso, per recuperare, almeno in parte, le spese sostenute per servizi mai goduti a causa della pandemia.

I rimborsi più richiesti

Chiusi in casa ci siamo persi un sacco di cose. Sono tantissimi i genitori che si chiedono se e come potranno ottenere il rimborso della retta dell’asilo, della scuola o dell’università del proprio figlio. I pendolari che non utilizzeranno più gli abbonamenti dei mezzi pubblici perché bloccati a casa a lavorare in smart working. Ci sono poi tutti quelli che non hanno mai utilizzato l’abbonamento del museo, della piscina, della palestra, o il biglietto di un concerto o di uno spettacolo teatrale. Senza dimenticare i viaggi annullati (d’istruzione, di lavoro o svago), i matrimoni, i compleanni e tutte le feste in genere.

Cosa dice il legislatore

Ogni fattispecie ovviamente ha le sue regole specifiche di rimborso. In generale però vi servirà sapere che il riferimento è unico. Tutto può essere ricondotto all’articolo 1463 del Codice Civile che in buona sostanza stabilisce che se il servizio per cui si è pagato non è stato erogato, per cause non imputabili al consumatore, lo stesso avrà diritto a richiedere il rimborso. Quindi per intenderci, se non avete partecipato al corso di cucina perché avete fatto straordinario tutte le sere del mese allora non potrete richiedere proprio nulla; se invece il corso è stato interrotto perché imposto dalla normativa anti Covid-19, avete il diritto di richiederlo o perlomeno di provarci.

Perchè vi parliamo di rimborsi

Anche 599 europa ha toccato con mano le conseguenze del lockdownn, che ha imposto la chiusura momentanea delle due sale. In tempi normali possono essere noleggiate tutto l’anno (nessun giorno escluso) per ogni tipo di festa, che si tratti di un evento aziendale o privato. Sono stati così colpiti duramente tutti quei clienti che avevano scelto le sale per il loro giorno importante. Un duro colpo in particolare per i futuri diciottenni che in 599 europa avrebbero dovuto festeggiare il raggiungimento della maggiore età. Neanche a dirlo, tutti sono stati rapidamente contattati e rimborsati dell’intero importo versato. Quasi tutti però hanno espresso il loro desiderio di non rinunciare alla festa e di volerla semplicemente posticipare, disposti ad attendere anche mesi. Insomma non un addio ma un arrivederci. Nonostante le ferite inflitte dal virus, le persone non hanno perso la voglia di progettare.

Nessuna interruzione invece dal lato uffici. Nessun accesso è stato negato durante il lockdown. Clienti interni ma anche esterni hanno potuto continuare ad usufruire del noleggio degli uffici e dei servizi annessi. Nulla è cambiato, almeno da quel punto di vista!

_Serena

Noleggio: il futuro del lavoro post Covid-19

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha inaspettatamente stravolto le nostre esistenze. L’unica certezza in un periodo in cui certezze non esistono, è che dopo questa esperienza sconvolgente qualcosa cambierà. Quando tutto questo sarà finito, riprenderemo le nostre abitudini ma certamente sarà dura dimenticare. Le soluzioni adottate durante la pandemia, hanno inevitabilmente cambiato la nostra prospettiva, cosa che, senza questo maledetto virus, difficilmente sarebbe successa. Abiteremo in un mondo differente.  Da domani prediligeremo smart working ed ambienti di lavoro a noleggio.

Il buon vecchio smart working

Adottato già da tempo da qualcuno, conosciuto per la prima volta da molti, lo smart working è entrato definitivamente nella nostra vita grazie al Coronavirus. Molte aziende scettiche al riguardo, hanno necessariamente dovuto accettarlo, scoprendone in fin dei conti diversi benefici. Finita l’emergenza non torneranno più indietro.

Approcciarsi al lavoro smart

Certo non è stato facile all’inizio buttarsi a capofitto sul lavoro da remoto senza esserne preparati.

Sperimentare il lavoro in smart working, per chi ne è completamente a digiuno, non è un gioco da ragazzi; bisogna imparare a convivere con una serie di fattori, dalla gestione del proprio tempo in autonomia in un ambiente che non è quello tipicamente lavorativo, sino agli aspetti più pratici: avere una buona connessione, l’illuminazione adatta, lo spazio necessario, una seduta comoda, ecc.

L’importanza della sicurezza ai tempi del Coronavirus

Si dice che una volta provato, molte aziende, per un risparmio di tipo economico, continueranno a chiedere ai propri dipendenti di lavorare da casa. Ma è pur vero che in un momento come questo, l’azienda deve poter garantire al proprio lavoratore un ambiente che sia idoneo, flessibile e sicuro.

Mai come oggi la nostra salute deve essere al primo posto. Per questo è necessario il rispetto di una serie di norme che un ambiente come un coworking può garantire.

Le misure di 599 europa

Le azioni messe in campo gratuitamente da 599 europa sono:

  • Controllo della temperatura corporea tramite termoscanner a dipendenti, fornitori, ospiti esterni e clienti (su base volontaria per quest’ultimi);
  • Posa all’entrata principale di un tappeto per l’igienizzazione della suola delle scarpe;
  • Fornitura di gel mani disinfettante all’ingresso di ogni piano, in caso di utilizzo delle sale riunioni, ed in prossimità di tutte le stampanti, chiedendone l’uso prima dell’utilizzo;
  • Controllo dell’adozione di mascherine negli ambienti comuni;
  • Controllo del rispetto delle distanze di sicurezza da parte di ciascuno, anche mediante appositi cartelli e segnali a terra;
  • Dotazione di un piccolo dispositivo personale tascabile, grazie al quale tutti possono toccare maniglie, tasti ed interruttori, eliminando il contatto diretto con l’oggetto;
  • Pulizia costante di tutti i luoghi;
  • Sanificazione degli spazi e dell’impianto di condizionamento tramite società specializzate.

Flessibilità: la parola chiave di questa emergenza

Flessibilità mentale e flessibilità lavorativa sono più che mai aspetti fondamentali in questo periodo storico: tutto può cambiare rapidamente da un momento all’altro, adesso ne siamo consapevoli. Non si può sapere quando finirà, cosa succederà da qui alla fine dell’emergenza e cosa accadrà dopo.

Abbiamo capito che le skills più richieste in futuro saranno: sapere lavorare a distanza, essere in grado di reinventarsi, ma soprattutto saper cambiare ed adattarsi rapidamente.

 Il noleggio in un batter d’occhio

Questo bisogno di flessibilità, soprattutto nel mondo del lavoro, più che mai si sposa con l’idea di noleggio.

Il noleggio di un ufficio ben risponde a quelle che sono le esigenze di aziende e professionisti in un mondo ormai segnato dal Covid-19.

In primis servono ambienti di lavoro alternativi allo smart working casalingo che siano rapidamente accessibili senza troppa burocrazia, che di questi tempi eccede.

Un ufficio a noleggio, proprio come quelli di 599 europa, è già arredato e pronto all’uso. Il contratto è velocemente stipulabile, basta una firma per iniziare a lavorare con tutto ciò che occorre. Non servono altri acquisti o contratti di servizi con fornitori di luce, gas, utenze, ecc.

Zero vincoli

Il virus ha generato in tutti una grande paura del futuro. In un momento di disorientamento come questo, la voglia di rischiare è inversamente proporzionale all’aumento della precarietà.

Si prediligeranno contratti che non comportino grossi vincoli come l’impegno di ingenti capitali o obblighi di preavviso elevati. A differenza di un contratto di locazione, il noleggio permette all’azienda o alla persona fisica di essere libera da responsabilità economiche di lunga durata.

Il meeting quando vuoi

La burocrazia ridotta all’indispensabile e i vincoli temporali azzerati sono i contributi concreti che fan sì che chi noleggia un ufficio in 599 europa sia sempre più avanti rispetto agli altri.

La possibilità di noleggiare una sala riunioni solo all’occorrenza (realtà possibile in 599 europa), agevola di molto l’azienda o il gruppo di colleghi e collaboratori.

Se è vero che molti continueranno a prediligere il lavoro da casa e quindi le videochiamate, non si potrà vivere di call in eterno. Ad un certo punto per l’individuo sarà fisiologica l’esigenza, almeno ogni tanto, di incontrarsi e fare il punto faccia a faccia per una gestione ottimale del proprio piano di lavoro. Siamo pur sempre essere umani.

_Serena

covid

Covid-19: si riparte

599 europa riparte, con i soliti orari e servizi

Anche 599 europa ha dovuto prendere una pausa, dettata dal Covid-19.

Eventi

Tutti gli eventi programmati sono stati annullati. Sono sospesi quelli futuri, fino a data da destinarsi. Ma non preoccupatevi: appena avremo aggiornamenti, vi comunicheremo le nuove disposizioni.

Siamo sicuri che nel momento in cui si potrà tornare alla normalità, potremo farvi recuperare tutte le feste perse. Anzi, dopo la forzata chiusura in casa, qualunque occasione diventerà motivo di festeggiare.

Uffici

Continuano (come in piena emergenza Covid-19) ad essere accessibili gli uffici temporanei, con tutti i servizi annessi. La reception è tornata attiva nel consueto orario, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00.

Abbiamo sanificato tutti gli ambienti e provveduto ad organizzare tutti gli spazi come da decreto.

In questo strano periodo, molti di voi hanno imparato in maniera forzata a svolgere smart working da casa. Questo è proprio il momento migliore per appoggiarsi al nostro business center. L’ambiente è sanificato, sicuro; l’accesso avviene con badge 24/7. E non ci sono le distrazioni tipiche di casa.

Nuovo ampliamento

In questa nuova fase, tante sono le novità. Saremo pronti ad accogliervi nei nuovi spazi che abbiamo appena terminato. Una nuova reception, il nuovo spazio coworking (riorganizzato), tanti nuovi e spaziosi uffici. Una capiente sala riunioni, in grado di tenere “normalmente” fino a 20 persone. Ma anche una cucina e un nuovo spazio break. Che non vediamo l’ora di poter tornare ad utilizzare.

Visite? Su appuntamento e con DPI

Potete venire a trovarci. Su appuntamento, usando il gel all’ingresso, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro e con la mascherina!