Prendi un caffè con noi?

OLYMPUS DIGITAL CAMERAChi conosce 599 europa sa che il concetto su cui è basata l’intera struttura è la condivisione. Non ci consideriamo solo un luogo di lavoro, ma una grande famiglia. Per questo ci piace condividere esperienze e idee e spesso lo facciamo davanti ad un espresso. Ma bere il caffè in ufficio è dannoso o benefico? Partiamo dal presupposto che una tazza di caffè può far salire il battito del cuore fino a cento pulsazioni al minuto. Lo sapevate? Aumentano così concentrazione e attenzione del lavoratore. I più fissati con la linea sappiano anche che il caffè è un buon soppressore di appetito, quindi una tazzina ogni tanto può servire a spezzare la fame senza dover ricorrere alle classiche merendine caloriche. Attenzione però, se avete problemi di ossa non superate mai le tre tazzine al giorno, perché la caffeina contrasta l’assorbimento di calcio causando osteoporosi e fragilità degli arti. Da evitare a stomaco vuoto per chi soffre di gastrite perché incide sulla produzione dei succhi gastrici.

Qual è il momento ideale per la pausa caffè? A tal proposito entra in gioco il cortisolo: l’ormone che tende a comparire in quantità maggiore quando siamo stressati o abbiamo paura. È fondamentale per il nostro organismo perché aiuta a svegliarci la mattina e a rilassarci la notte. Al mattino presto il livello di questo ormone è più alto e l’assunzione di caffeina può diminuirne la produzione, per questo sarebbe da evitare prima di metà mattinata. Prendere il caffè quando il livello è più elevato, a lungo termine può portare assuefazione alla sostanza, ecco spiegato perché molti consumatori abituali non ne sentono più l’effetto.

Tenuto conto di queste piccole dritte, la pausa caffè non può che considerarsi utile a mente e corpo. Permette di staccare il cervello, rendendo la giornata lavorativa meno pesante e favorisce la socializzazione che è sempre al primo posto da noi. Il coffee break ha acquisito ormai un significato sociale, è un’occasione per incontrarsi, “è una scusa per dire ad un amico che gli vuoi bene”. (L. De Crescenzo)

Serena

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