Il contratto da “a consumo” a “tutto compreso”

Differenza tra contratti di noleggio

Scritto da Elena Tosatto il 15 Maggio 2018 @ 12:47 - Curiosità

Il prezzo fisso del “tutto compreso”

Il pagamento di una cifra “forfettaria” dove tutto (o quasi) è compreso piace sempre di più. Un tempo si pagava esclusivamente in funzione dell’utilizzo, del consumo reale. Oggi questi contratti non solo non vengono più proposti commercialmente, ma non esistono più (ad esempio nella telefonia). Pensiamo ai contratti internet, per privati e aziende: sempre più compagnie propongono cifre forfettarie a seconda dei giga che si ipotizza si consumeranno. Lo stesso discorso vale per la corrente, il gas: conoscendo indicativamente qual è il consumo medio a famiglia, le compagnie propongono contratti ad hoc a cifre prestabilite mensili. Il consumatore d’altro canto, pagherà una cifra molto conveniente, raramente (e di solito consapevolmente) oltrepassando i limiti imposti.

Il consumatore percepisce il risparmio e sarà spinto ad utilizzare sino al limite ciò che ha a disposizione (certamente, potendo controllare costantemente i consumi reali). Certo è che il rischio di spendere di più è dietro l’angolo: ecco che allo scoccare del primo giga oltre il limite consentito da contratto, la bolletta salirà apparentemente in maniera smisurata, in realtà oltre quel limite, tornerà a spendere “a consumo”. Si tratta di un concetto che si sta allargando a macchia d’olio a tutti i settori. Pensiamo al mondo della ristorazione: sempre più ristoranti propongono menu “all you can eat”, prezzo fisso e menu potenzialmente illimitato. Se esageri ed avanzi? Paghi per quanto sfori.

Contratti noleggio ufficio

Noleggio = prezzo fisso tutto compreso

Il concetto di una quota fissa (giornaliera, settimanale, mensile) è strettamente legato al noleggio, di beni mobili ed immobili. Questo infatti presuppone il pagamento di una cifra forfettaria per avere un servizio tutto compreso e senza sorprese. La spesa è in funzione del tempo di utilizzo (un vestito, una stampante, un’auto, oppure una scrivania, un ufficio, una sala riunioni), niente di più. Tutti quelli che sono problemi (manutenzione, burocrazia, bollette, perdite di tempo ecc.) sono gestiti e devono essere risolti da qualcun altro, un servizio compreso nella quota di noleggio.

Pensiamo alla telefonia: nel caso in cui si voglia anche l’apparecchio fisico oltre ad un contratto di utilizzo dati, per tutta la durata del contratto si noleggia uno smartphone. Il pagamento mensile non dipenderà solo dall’utilizzo della linea telefonica e dati, ma anche dal tipo di telefono.

Lo stesso discorso vale per le auto: sempre più utilizzato è il noleggio a medio termine. Il servizio è sempre utile per lo spostamento da aeroporto a luogo di destinazione, per intenderci, ma oggi si affitta anche l’auto come bene di rappresentanza. Le compagnie propongono sempre più spesso auto di lusso. Ma di lusso o meno, è un servizio che nasce per non possedere nulla e pagare tasse di conseguenza, per fare bella figura con un cliente, per il piacere di guidare una bella macchina che altrimenti non ci si può permettere, e non da ultimo per il gusto di cambiarla spesso.

Il noleggio diventa virtuale

Il noleggio però ha fatto passi avanti: se infatti un tempo gli oggetti che si noleggiavano erano fisici, sempre più oggi sono diventati virtuali. Ai tempi del Blockbuster, per esempio, l’oggetto fisico (il cd, il dvd) veniva affittato a tempo. Oggi, tramite app si può ascoltare la canzone che si vuole quando si vuole, vedere il film desiderato anche appena uscito al cinema, leggere il “libro” desiderato, semplicemente pagando una cifra forfettaria mensile, e senza più possedere nulla di fisico. Certo con questo tipo di noleggio nulla rimane. Vero è che ci sarà sempre chi vorrà toccare con mano e possedere cd e dvd, che continuano ad essere ad oggi tra i modi migliori per ascoltare o vedere in alta qualità.

Pensiamo ai libri: un tempo chi non li acquistava li prendeva in prestito, da amici o biblioteche: anche in questo caso si è persa la fisicità, con l’avvento degli ebook. Certo i vantaggi sono innumerevoli: scelta, disponibilità immediata e costo. Ci sarà comunque sempre chi preferirà voltare la pagina cartacea e non toccare uno schermo, ma il futuro è in questa direzione, e i numeri del mercato parlano chiaro.

All’estremo del virtuale, addirittura c’è chi noleggia il tempo: nel 2011 in Russia è nato il primo “bar a tempo”, spazio dove tutto è compreso, l’unica cosa che si paga è il tempo in cui si rimane all’interno del bistrot.

Le applicazioni che controllano il noleggio

Per quanto riguarda il prestito di libri, anche in questo caso si sta facendo un ulteriore passo avanti nella condivisione. Accanto infatti ai classici locali dove si trovano librerie per lo scambio di libri, ecco che compaiono piattaforme on line che portano questo concetto ad un livello più tecnologico. Non ci si basa più su fiducia e bontà degli utilizzatori: l’oggetto del noleggio rimane fisico, cartaceo, ma lo scambio diventa controllato tramite punti, che si accumulano e danno diritto ad altri scambi. Lo stesso principio si vede nel settore dell’abbigliamento: esistono portali dove in cambio di vestiti nuovi o poco usati, si possono accumulare punti per acquistare a sua volta vestiti nuovi o poco usati, generalmente di ottime marche.

Per quanto riguarda le auto, esistono sempre più applicazioni che permettono di noleggiare l’auto per brevi, anche brevissimi spostamenti all’interno della città, visualizzando sullo schermo del proprio smartphone dove sono parcheggiate tutte le auto disponibili nella zona.

Noleggio è riutilizzo e risparmio

Nel mondo sempre più consumistico c’è dunque in un certo senso un ritorno al passato, si assiste cioè ad una forma di riutilizzo dei beni (fisici) oppure ad un minore accumulo degli stessi. Caratteristiche del noleggio? Velocità nell’ottenere il bene, risparmio. Certo la scelta non è illimitata come nel caso dell’acquisto, ma solitamente nel range di ciò che viene proposto troviamo ciò che fa a caso nostro.

_Elena

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