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Non tutti fanno coworking: l’avvocato

Prendiamo una figura professionale che potrebbe trovare in un coworking come 599 europa l’ambiente adatto per svolgere le proprie attività: l’avvocato. Qui infatti potrebbe:

  • disporre di un ufficio riservato, dove incontrare colleghi o clienti o telefonare;
  • accedere al proprio ufficio negli orari più disparati grazie all’accesso 24/7;
  • stampare in maniera riservata, grazie all’attivazione della stampante tramite badge personale;
  • pagare un canone mensile comprensivo dei principali servizi;
  • ricevere ospiti grazie ad un personale di reception attivo in orario ufficio;
  • apporre il proprio logo all’interno del Centro;
  • allargare la propria clientela grazie all’ambiente collaborativo che si sviluppa all’interno del centro;
  • sfruttare la connessione internet del centro per svolgere attività di back office;
  • eleggere il centro a proprio domicilio professionale.

Quali strumenti utilizza l’avvocato?

Non si tratta di una categoria professionale con grosse esigenze dal punto di vista degli strumenti informatici. Necessitano principalmente di telefono e pc. E questi ultimi vengono solitamente forniti loro dallo studio di appartenenza oppure sono di loro proprietà. Possono accedere da remoto ai loro gestionali (esattamente come i professionisti che lavorano da casa). Normalmente non hanno motivazioni economiche che li trattengano dal portare il proprio studio all’interno di un business center.

Allora perché questo professionista non utilizza il nostro ma nemmeno gli altri Business center?

Gli scogli possono essere molteplici. In primis, vi è un blocco culturale, rappresentato dal fatto che normalmente l’avvocato non può permettersi di assentarsi a lungo dal proprio studio. Questo per non essere da meno rispetto ai propri collaboratori, in termini di tempo e produttività. Quanto meno all’apparenza.

In secondo luogo, alcuni non si sentono tutelati in merito alla privacy, all’interno di strutture come i business center e i coworking. Se da una parte, come categoria, è abituato a condividere lo studio coi propri partner, d’altro canto non è pronto a condividerlo con altre categorie professionali.

Categorie professionali più “riservate”

Negli anni, all’interno di 599 europa coworking sono spesso stati noleggiati uffici da differenti professionisti per così dire di categorie più “delicate”, dal punto di vista della privacy. Abbiamo ospitato ed ospitiamo tuttora psicologi, commercialisti e curatori fallimentari, organizzatori di incontri personali. Da 599 europa, la rete internet è sicura e permette accesso univoco per ogni singolo ufficio, tramite pw regolarmente cambiata. L’accesso alla struttura è regolamentato da badge, che viene rilasciato solo con cauzione e fotocopia della carta d’identità. La stampante è regolamentata da attivazione tramite badge. I documenti possono essere mandati in stampa ma uscire solo nel momento in cui il badge personale attiva la stampante. Le pareti sono insonorizzate, e permettono di effettuare conversazioni e telefonate in maniera riservata. Tramite accordi con la reception, è possibile ricevere clienti in piena riservatezza.

Professionisti: meglio smart working che coworking

Insomma, sono molti i metodi che noi come altri coworking, applichiamo per dare spazio a tutti. Ma mentre molti studi professionali ricorrono allo smart working con il lavoro da remoto da casa, in generale è più difficoltoso per alcune categorie ricorrere al coworking. Non tanto per questioni di privacy, quanto più per blocchi culturali.

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L’evoluzione degli ambienti di casa

Lo smart working lo sappiamo è un fenomeno in aumento. Anche lo shopping on line lo è. Ebbene: questi due fenomeni hanno portato ad un corrispondente ed inevitabile cambiamento nella progettazione degli ambienti di casa, e degli arredi. Tanto da avere ripercussioni anche sulla riqualificazione immobiliare.

Come cambia la casa per chi da casa lavora

Nel lavorare a casa, qualcuno preferisce utilizzare il letto, qualcuno il divano, altri prediligono lo stare direttamente a terra. Meteo, rumore, umore, possono condizionare anche gli spazi che si sceglie di utilizzare. Chi lavora da casa, spesso è quasi intimorito dalla scrivania, e proprio si ostina a non usarla. Infatti, se deve stare seduto tutto il giorno come chi lavora in ufficio, che piacere ha a lavorare da casa?

In quest’ottica dunque un designer olandese ha ideato una serie di mobili ergonomici studiati proprio per lavorare da casa.

Si tratta di arredi su misura, per poter scegliere in piena autonomia la posizione preferita da assumere lavorando. I pezzi sono combinabili e hanno colori accesi, per consentire di lavorare ovunque, in posizione ergonomica e felicemente (per quanto la mansione lo consenta). Inoltre, alle strutture che sono mobili dunque posizionabili ovunque, sono collegati sistemi di ricarica e prese di corrente. Sedie e tavoli sono versatili, perché richiudibili e danno la possibilità di aggiungere pannelli divisori per separare le postazioni.

Shopping on line: lo spazio di stoccaggio

Gli spazi vengono riqualificati in funzione anche degli effetti dello shopping on line. Nei grattacieli più moderni di New York sono posizionate bacheche luminose, con icone che regolano la consegna di pacchi agli appartamenti. In Italia, nelle nuove costruzioni delle grandi città, sono previsti spazi atti all’immagazzinamento di pacchi. Dal momento che anche la spesa viene ormai consegnata a casa, in questi spazi di stoccaggio sono presenti celle frigo per tenere i prodotti freschi fino all’arrivo del diretto interessato.

Si evolve anche il servizio portineria

Mentre fino a qualche tempo fa i pacchi venivano stoccati in piccoli box appositi, oggi vengono create stanze apposite, grandi e suddivise per appartamenti. Come delle grandi cassette postali, chiamate “smart locker” e gestite dal servizio di portineria.

Non sarà più solo un servizio di portineria: i servizi annessi alla gestione condominiale sono gestiti da aziende apposite. Tramite applicazioni, badge e carte prepagate si possono infatti prenotare gli spazi e i servizi richiesti.

Le ripercussioni sul mercato immobiliare

Il mercato immobiliare risente inevitabilmente di questi cambiamenti. Fino a qualche tempo fa gli investitori puntavano su uffici, hotel, logistica; oggi puntano sul residenziale. Dunque sempre più edifici vengono riqualificati, in funzione delle nuove esigenze. Come ad esempio il co-housing. Così a Milano molti investitori internazionali hanno acquistato grandi appartamenti per suddividerli in monolocali. E dedicano spazi appositi e condivisi a stoccaggio pacchi, a palestra, lavanderia, area gioco; aree comuni e spazio per bimbi, lounge bar. Si condivide anche l’attrezzatura sportiva.

Tra i servizi “condominiali”, si assiste anche alla creazione di spazi appositamente studiati per il lavoro da casa, nell’ottica di portare lo smart working ad un passo successivo ossia al flexible working. Dunque postazioni di lavoro all’interno del proprio stabile con connessione internet e stampanti regolate da badge personali, che contabilizzano l’utilizzo per appartamento.

In questo modo non si andrà ad occupare spazio utile all’interno degli appartamenti, ma i servizi saranno in condivisione. Non è più necessario lo studio in casa, e quello spazio può essere dedicato ad altro. Ad esempio a zona relax con sauna, perché no. Oppure semplicemente si può affittare un appartamento più piccolo, sfruttando i servizi condivisi che il condominio offre.

 

_Elena

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E-commerce e aziende

Tutte le aziende che vendono prodotti o servizi, dovrebbero avere il proprio e-commerce. In parallelo alla vendita diretta, o in maniera esclusiva, permettere prenotazioni o acquisti on line sono valori aggiunti che le aziende dovrebbero considerare.

Dall’hotel che permette di riservare la camera, all’artigiano che vende le proprie creazioni on line; sono molte le sfaccettature di questo mondo.

Nel 2018, il 65% delle aziende che effettuano vendita on line proviene da comuni medio-piccoli. Si tratta di un dato molto importante, perché potrebbe significare il ritorno alle aree meno abitate come le zone montane.

L’e-commerce deve prevedere personale addetto

Sono sempre di più le aziende che aprono il proprio e-commerce. Certo deve esserci personale dedicato, e si tratta di un lavoro molto più lungo della vendita diretta. In quest’ultima, è vero, c’è rapporto faccia a faccia, che verrà sempre apprezzato. Nella vendita on line, contano le recensioni di chi ha già acquistato. Infatti, alcuni siti una volta effettuato l’acquisto richiedono da parte dell’utente una recensione. Inoltre conta la presentazione dei propri prodotti.

Pensiamo ad esempio ad un ferramenta e alla quantità di prodotti che può commercializzare: dovrà esserci un addetto dedicato, perché ogni singolo prezzo dovrà essere fotografato, bene, e descritto nei minimi particolari. Ovviamente non tutti possono permetterselo. C’è però chi si specializza in questo, effettuando le proprie vendite solo tramite negozi virtuali. Si tratta di una scelta aziendale.

E-commerce? No grazie: troppe spese

Molte aziende si bloccano di fronte alla possibilità di vendere i propri prodotti on line, anche per l’elevato impatto delle commissioni, sulle stesse. Le spese di spedizione le paga il cliente, ma non possono essere troppo esose. D’altro canto anche le commissioni devono essere pagate dal cliente, con la conseguenza che non sempre acquistare on line significa risparmiare.

Quale spedizione?

Si sono negli ultimi anni sviluppati innumerevoli siti che permettono la spedizione in tutte le parti del mondo, in una gara al prezzo più basso. Nella spedizione bisogna considerare il peso, la grandezza ed il numero di colli. Dunque sono sempre più i metodi di controllo del recapito, non solo tramite codici da inserire nel portale per visionare a che punto è la propria spedizione. Sono anche sempre più le assicurazioni nate allo scopo.

Quando mi arriva?

Nell’era degli acquisti on line, è sempre più fondamentale non solo accorciare i tempi di recapito, ma anche che siano rispettarti. Nel primo trimestre del 2019 sono infatti non solo aumentati gli ordini, ma si sono anche ridotti i tempi di arrivo.

Pago meno oppure aspetto di meno?

Molti siti permettono di differenziare i tempi di consegna, a prezzi differenti. Vuoi subito il tuo album stampato? Lo consegniamo tra due giorni ma ad un prezzo maggiore. Non hai fretta? Aspetti, ma risparmi. Un altro caso è quello di siti che sfruttano proprio le tempistiche, per proporre offerte uniche ai clienti: un capo può essere acquistato ad un prezzo scontatissimo, a patto che il consumatore non abbia fretta di riceverlo.